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Ma tutti gli uomini tradiscono?

dicembre 13, 2013

di Azzurra Noemi Barbuto
Mi sorge un dubbio: ma tutti gli uomini tradiscono?
Dopo attente osservazioni della specie umana maschile, conversazioni sull’argomento sia con uomini che con donne, dopo confessioni di amiche, amici, clienti, parenti, annessi e connessi, non posso fare a meno di pormi questo quesito: ma lo fanno solo i maschi che mi circondano o che conosco, direttamente o indirettamente, o tutti gli uomini prima o poi ci cadono e, come si usa dire, fanno le corna? Chiedere ai diretti interessati è impossibile. Non lo ammetterebbero mai. Qualcuno dice: “È nella natura dell’uomo volere sperimentare”, qualcuno aggiunge “se è un vero maschio, ha bisogno di fecondare più donne”. Qualcun altro invidia chi si è fatto l’amante, ma intanto lo biasima: “Come può mettere in discussione così la famiglia. Beh, bisogna dire che, se volessi, potrei farlo facilmente anch’io”. Sembra che sia una sindrome dilagante ed io stessa ho conosciuto uomini sposati che si comportano come se non lo fossero affatto, tanto da risultare un po’ patetici e un po’ imbarazzanti. Ma le corna meno comprensibili sono quelle tra fidanzati in erba. C’è da chiedersi: “Beh, ma perché state insieme?”. O forse tutto questo è la normalità, quella che sta venendo allo scoperto adesso, perlomeno a me. Non stupisce che poi si abbia poca voglia di impegnarsi con un uomo. Ma se davvero tutti gli uomini tradiscono, allora, come ci si tutela da un possibile tradimento da parte dell’uomo che amiamo? Le opzioni potrebbero essere diverse: 1. Non innamorandosi, cosa che appare del tutto impossibile, almeno sul lungo periodo. 2. Facendo pedinare il proprio lui da un investigatore privato, ipotesi troppo costosa e alquanto inverosimile, che non risolverebbe affatto il problema, anzi, ci farebbe sviluppare la mania del controllo. 3. Intraprendendo una relazione dando già per scontato il fatto che lui ci tradirà, ma questo non è proprio il massimo del romanticismo. 4. Tradendolo a nostra volta. Quest’ultima mi sembra l’unica soluzione possibile. Forse le corna si pagano e si superano solo con le corna e solo rendendo all’altro pan per focaccia potremmo fargli capire cosa significhi davvero “essere traditi”, e magari la prossima volta neanche succederà…
C’è chi dice che tra quindici o vent’anni il tradimento sarà così in voga da risultare assolutamente normale. La chiamano “evoluzione”, ma non è che stiamo piuttosto regredendo verso i nostri antenati scimpanzé? Eppure, se davvero tutti tradiscono, ma lo negano e lo fanno in clandestinità, allora, solo in tal senso sarebbe un progresso: perché la gente farebbe alla luce del sole qualcosa a cui non può per natura rinunciare e che oggi fa di nascosto.
Ma mi piace ancora credere che l’amore, quello vero intendo, sia una relazione esclusiva tra due persone che non riescono a immaginare di potersi sostituire, neanche solo per una notte. Ed è questa complicità, questa intimità, a cementare il rapporto. I problemi nascono quando si smette di essere vicini, quando quel cerchio si spezza, lasciando spazio ad altri. La responsabilità è di entrambi. Non è facile non scivolare nella routine, nell’abitudine, mantenere viva la passione. È un compito di entrambi, che non spetta solo alla donna o solo all’uomo.
Infine, ci sono situazioni in cui le donne accettano di essere tradite. Ne sono consapevoli, a volte fingono di non vedere, ma lo sanno. Sono certa che anche in questo caso il tradimento provochi sofferenza, a patto che ci sia amore. Anzi, il fare finta di nulla acutizza il dolore. Quando il tradimento è accettato e lascia indifferenti, invece, vuol dire che a tenere insieme quelle persone non è l’amore, ma l’interesse, o il bisogno, o qualsiasi altra cosa. Ecco che risulta ancora più evidente che se esiste il tradimento, è solo perché esiste l’amore. Ci si sente traditi solo quando si ama.
A tutti può succedere. Persino a chi non lo concepisce. È indice che qualcosa non funziona nel rapporto ed in questo senso deve costituire un’occasione per migliorare la relazione. In certi casi, può persino fare bene alla coppia, risvegliando gelosia e passione. Questo non ne diminuisce la pericolosità. Ma non bisogna neanche credere che tutto debba finire per sempre.

I nostri esperti (terapista di coppia e sessuologo) possono aiutarvi ad affrontare e risolvere questo tipo di situazione (sia da soli che in coppia).
Separati Sì Disperati No

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Fino a che punto è lecito perdonare il proprio partner?

luglio 25, 2011

di Noemi Azzurra Barbuto

Non esistono ragazzi perfetti né relazioni perfette, e noi, quando pretendiamo la perfezione da noi stesse o dagli altri, commettiamo un grave errore, condannandoci all’infelicità e alla delusione continua.

Fa parte della crescita comprendere che ognuno và accettato per ciò che è e che neanche noi dobbiamo migliorare per meritare amore.

Tuttavia, questa consapevolezza non deve spingerci a perdonare qualunque errore del nostro ragazzo. Allora, viene spontaneo chiedersi: fino a che punto è lecito perdonare il proprio partner?

Fare una distinzione tra errori gravi e meno gravi, ossia tra quelli che possono essere perdonati e quelli sui quali non bisogna proprio passarci sopra, è impossibile.

Ogni errore è grave se ci ferisce e scalfisce la fiducia che avevamo riposto in una persona. Ciò che rende un errore perdonabile, semmai, è la nostra individuale capacità di archiviare ciò che stato ed andare avanti senza più parlarne. Infatti, che perdono finto sarebbe quello di chi continua a rivangare il passato in occasione di ogni discussione?

Ma se non è possibile discernere tra errori perdonabili ed errori non perdonabili, un’altra distinzione è necessaria. Quando il nostro partener ci ferisce in qualche modo, dobbiamo sfrozarci di comprendere se il suo sia stato un errore occasionale, dovuto ad un’infinità di circostanze contingenti e che difficilmente si ripresenteranno, o se faccia parte del suo modo di essere. In questo secondo caso, l’errore di certo sarà reiterato e, stranamente, più noi saremo pronte a perdonare più lui sarà portato a sbagliare, perché penserà che le sue azioni non hanno conseguenze irreversibili.

Ecco perché è giusto perdonare la prima volta: perché, da un lato, una seconda occasione si deve concedere a chiunque; dall’altro, perché anche noi dobbiamo avere l’opportunità di comprendere se il ragazzo che amiamo merita di starci accanto e la nostra fiducia. In fondo, a noi interessa essere felici. Quindi perché stare accanto ad un ragazzo che piano piano ci rende sempre più deboli ed insicure? Non è questo lo scopo dell’amore.

Il perdono che diamo agli altri non è altro che una chance che noi concediamo a noi stesse.

Ma cosa fare se il nostro lui commette lo stesso errore? Il pericolo insisto nel perdonare una seconda volta è quello di cadere nella spirale vorticosa di una relazione instabile, fatta di continui abbandoni e di continui ritorni, nonché di abitudini sbagliate. Chi di noi non ci è passata?

Noi donne, infatti, siamo più portate a perdonare, a comprendere, ci lasciamo intenerire dalle lacrime e siamo oltranziste fino all’autodistruzione nel credere che il nostro partner con il tempo opererà un miracolo: cambierà per noi.

Ma è solo un’illusione, ragazze. Sì, per amore si può migliorare, ma non si può cambiare. Quindi, davanti ad un ragazzo che ci fa soffire, che ci racconta bugie, che ci mette sempre da parte preferendo gli amici, che ci tradisce, la scelta migliore da fare non è perdonare ancora e attendere che cambi, bensì cambiare partner ed andare avanti.

“Finché si ama si perdona”, si dice. Ma non dimentichiamoci mai che siamo noi il nostro primo vero grande amore. Per tutta la vita.