Posts Tagged ‘sesso’

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In amore le precauzioni servono?

luglio 25, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Fare sesso è facile. Sappiamo tutti come si fa, più o meno. Ce lo hanno spiegato amici, o genitori, o insegnanti durante i corsi di educazione sessuale tenuti nelle scuole, o le riviste per teenager. Qualcuno ha fantasticato, immaginato, sognato; altri si sono posti terribili domande, del tipo: “È vero che se dopo il rapporto mi lavo con la Coca-Cola non resterò incinta?”, o “Ci siamo baciati. Sono ancora vergine?”. Qualcun altro poi è passato direttamente alla pratica. Spesso restandone traumatizzato a vita. Di sesso, insomma, si parla sempre. Le prime cose che ci hanno insegnato riguardano le precauzioni da adottare per scongiurare rischio di malattie e gravidanze indesiderate. Ci hanno detto che fare sesso è un piacere, ma che è meglio farlo con la persona giusta e usando sempre il preservativo. Ci siamo sentiti tranquilli. Abbiamo pensato di poterci divertire senza conseguenze, liberi di poter dimenticare, di poter salutare poi per sempre l’altro. È questa la libertà sessuale per la quale i nostri genitori hanno condotto battaglie sociali: loro volevano essere liberi di amare. Cioè, liberi di fare sesso. Perché amare è un’altra cosa. Nessuno ci insegna come farlo. Non tengono corsi a scuola. I nostri amici ne sanno meno di noi e ci guardano con aria perplessa, con i nostri genitori non ne abbiamo mai veramente parlato ed i giornali sono troppo occupati da articoli sul sesso: cosa non dire a letto, quali sono le posizioni che facilitano l’orgasmo, come fare impazzire lei sotto le lenzuola, come fare impazzire lui. Di amore si parla poco e male.
Nessuno affronta mai l’argomento cruciale: esistono delle precauzioni per il cuore? Insomma, possiamo amare senza restare fregati? Nel sesso basta un profilattico. E in amore? Se il sesso è facile; l’intimità, quella vera, invece, è molto più complicata. Non sei mai sicuro delle risposte. E spesso fa paura. Proprio perché mancano le difese, proprio perché ci si pone nudi, scoperti, davanti all’altro. Quando amiamo mostriamo la parte più bella di noi che è anche la più vulnerabile, la consegnamo e la mostriamo all’altro con un atto di fede, sicuri che la proteggerà. Ma spesso capita di restare feriti, delusi, di essere traditi, colpiti proprio nelle nostre debolezze, lì dove la pelle è nuda. Purtroppo non esiste alcun modo e non esiste alcun mezzo per premunirsi. Siamo tutti fragili in amore, senza distinzioni. In fondo, se mettiamo un profilattico, il sesso resta sesso; ma se mettiamo un preservativo al cuore, l’amore non è più amore. Nel sesso non bisogna mai rischiare. Ma in amore occorre rischiare sempre perché sia amore, quello vero. Nel momento in cui adottiamo precauzioni, ci allontaniamo dall’amore. L’amore fallisce. Ed è questo l’unico modo di amare, è questa l’unica lezione che dobbiamo imparare in materia: se vogliamo amare davvero, allora dobbiamo buttarci senza riserve, crederci, sognare, assumerci il rischio di essere veramente felici.

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Perché gli uomini preferiscono le escort?

luglio 24, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Un tempo capitale mondiale della moda, oggi Milano è diventata la capitale delle escort. Sembra che sia questa l’attività più in voga da queste parti. Forse per colpa della crisi, sono sempre più numerose le donne pronte ad offrirsi al migliore offerente. Ed è così che la prostituzione si è, come dire, “nobilitata”, ma senza mutare la sua essenza, cambiando forma ma non valore, modo, ma non significato. In fondo, sempre di “vendersi” si tratta. Ma è chiaro che dove c’è offerta c’è anche domanda. Parallelamente al numero di donne disposte a vendersi, infatti, cresce il numero degli uomini disposti a comprare la compagnia di una donna per una sera. Senza vincoli, senza conseguenze, senza domande, senza sensi di colpa. Basta pagare per appagare il proprio bisogno di amore. Ed ecco che Milano evolve (o involve) sempre di più verso una città di individui singoli, refrattari ad ogni tipo di legame, sempre di corsa, impegnati, senza tempo per fare la spesa né per avere una relazione stabile. Perché la “singolitudine” non è una condizione, è “un vizio che tu non vuoi smettere smettere mai”.
Eppure tutti abbiamo bisogno di amore. Allora l’amore si compra come qualsiasi altro bene di prima necessità. Sotto l’impulso del bisogno. A seconda dell’esigenza. Comprare amore per non amare mai. Per restare liberi. Per restare soli.
Ecco cosa c’è dietro tutto questo: tanta paura di amare. Una paura che più si elude acquistando amore e più cresce.
Ed eccoli lì: schiere di uomini quarantenni, cinquantenni, sessantenni disperati e sempre più penosi, in giro con ragazzine che potrebbero essere le loro figlie, solo per sentirsi ancora giovani, amati e desiderati. Ma è tutto un bluff. È tutta finzione.
Oggi tutto si può comprare. E a qualsiasi ora. Si possono comprare le cose, le case, le persone, i loro corpi, le loro azioni, la dignità. Ma per quanto possiate spendere non potrete mai comprare tutto ciò che veramente cercate, ciò di cui veramente avete bisogno: l’amore.

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Le nuove frontiere del sesso: il sexting al supermercato

Maggio 30, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Rinomato in tutto il mondo per le sue doti amatorie, oggi il maschio italiano ha definitivamente perso il suo primato di amante passionale e focoso a causa dell’avvento del web.
Infatti, secondo il “Global sex survey 2014”, un sondaggio condotto dal sito di incontri extraconiugali asheleymadison.com, a cui hanno risposto oltre 74mila utenti da 26 Paesi diversi, l’88% degli italiani fa sesso con il proprio partner in media una volta al mese preferendo di gran lunga il sexting, ossia il sesso virtuale che avviene attraverso lo scambio di messaggi e foto hot, all’incontro vero e proprio sotto le lenzuola.
Gli italiani, inoltre, amano così tanto il sexting da praticarlo da 7 a 10 volte la settimana. Il luogo preferito in cui fare e scambiare foto sexy è il supermercato, dato che conferma che non abbiamo perso sicuramente la fantasia.
Ma quali potrebbero essere le cause di questo nuovo primato italiano (la media mondiale si ferma al 73%)? Forse potrebbe esistere una correlazione tra questo fenomeno e l’eccessiva presenza di corpi nudi, soprattutto femminili, sui nostri schermi televisivi. L’Italia, infatti, è il Paese in cui il corpo viene maggiormente esposto ed utilizzato per spettacoli, pubblicità e qualsiasi tipo di programma tv. Forse gli italiani, a causa di questa eccessiva esposizione, iniziata negli anni ’80, si sono abituati più a guardare che a toccare. Per una sorta di “evoluzione” della specie ci siamo, come dire, “adattati”.
Oggi, quindi, non ci eccitano più baci, carezze, sguardi, sfioramenti, bensì solo foto bollenti di pezzi di corpi, e preferiamo stare avvinghiati al nostro smartphone, con gli occhi ipnotizzati dal display, piuttosto che guardare negli occhi chi ci sta davanti.
E se, da un lato, il sexting si conferma essere il sesso più sicuro in assoluto per la mancanza di contatto fisico; dall’altro, è più che preoccupante il rischio che i rapporti di ogni tipo, inclusi quelli di coppia, si impoveriscano ulteriormente, fino ad annullare la nostra innata e fondamentale capacità di comunicare attraverso i gesti, gli sguardi, la postura, il tono della voce, il contatto, l’empatia.
Forse è giunto il momento di fare un passo indietro, disintossicarci, spegnere per una sera il telefonino, chiudere facebook, istagram, twitter, whatsapp, ed abbracciare chi ci sta vicino.
Se il sexting è eccitante, non occorre rinunciarci. Anche questo può essere un ottimo modo per creare e cementare la complicità di coppia, ma a patto che costituisca un nuovo tipo di preliminare e non sostituisca il rapporto intimo.

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La comunicazione positiva: come creare relazioni stabili e felici

aprile 3, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Il successo delle nostre relazioni è strettamente legato alle nostre capacità comunicative. Essere dei buoni comunicatori sicuramente rappresenta un grande vantaggio non solo nel lavoro e nella sfera sociale, ma anche nei rapporti più intimi.
Purtroppo non tutti possiedono empatia e carisma. Ma la buona notizia è che la comunicazione è un’arte che si può apprendere e perfezionare. Insomma, comunicatori non si nasce, si diventa.
Esistono delle semplici tecniche di comunicazione che, se applicate, ci garantiscono risultati positivi immediati nell’ambito relazionale. Una di queste è il ricalco, che consiste nell’adattare il nostro lessico a quello dell’interlocutore, nel farci simili a lui. Si sa che tra simili ci si comprende meglio, inoltre siamo più portati ad aprirci con chi, in un certo senso, percepiamo affine a noi.
Tutto questo spiega anche perché spesso i rapporti uomo-donna siano pieni di equivoci, problemi, incomprensioni. Gli uomini e le donne sono diversi e hanno diversi, anzi opposti, modi di comunicare. Comprendere queste differenze ci aiuta a vivere le nostre relazioni in modo più sereno. Le coppie che funzionano sono quelle che hanno imparato a comunicare in modo sano e in cui i partner si ascoltano, riconoscendosi a vicenda, dandosi reciprocamente spazio.
Le differenze nei modi di comunicare maschile e femminile riguardano innanzitutto l’estensione del messaggio trasmesso. Gli uomini sono più incisivi e sintetici, vanno direttamente al punto, in modo chiaro e vogliono dire esattamente ciò che affermano. Le donne, invece, sono più complicate in questo, usano tante, a volte troppe, parole, che spesso servono solo a confondere gli uomini, abituati come sono all’incisività. Le donne dovrebbero imparare a comunicare in modo più sintetico con gli uomini, questo non vuol dire arrivare ad una comunicazione quasi fredda e sterile, bensì dare più valore a ciò che viene detto. Gli uomini, a loro volta, dovrebbero ascoltare di più le donne, senza annoiarsi o spaventarsi davanti a valanghe di frasi, ma cercando di comprendere che quello è il loro modo di esprimersi, sforzandosi di scremare quei cumuli di parole arrivando al senso profondo di ciò che le loro donne hanno nel cuore.
Se solo facessimo ciò, i rapporti tra i sessi sarebbero molto più facili e più felici.
Ricordiamoci sempre che comunicare non è soltanto parlare, ma innanzitutto ascoltare. Quindi stiamo di più in silenzio e apriamo di più le orecchie. E soprattutto il cuore.

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Emancipazione femminile: cosa è cambiato sotto le lenzuola?

gennaio 12, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Il sesso è sempre uguale in ogni epoca, ciò che cambia sono il nostro modo di viverlo e anche di parlarne. È inevitabile che certe trasformazioni sociali si ripercuotano anche sul nostro modo di fare l’amore, e non si tratta di posizioni.
Senza dubbio la nostra società è profondamente mutata negli ultimi decenni a causa dell’affermarsi di un nuovo ruolo del “sesso debole” sia in casa che fuori.
La donna ha acquisito potere, indipendenza e nuove consapevolezze. Oggi le donne lavorano, vivono da sole, a volte guadagnano più dei loro uomini, restano single per scelta e non perché “non le vuole nessuno”, viaggiano da sole, fanno carriera, dirigono. Non si danno più per finite se vengono lasciate, anzi hanno imparato a chiudere storie così come acquistano scarpe durante i saldi. Non si accontentano.
Oggi le donne vogliono essere soddisfatte. Anche a letto. E gli uomini lo sanno. Ecco perché oggi l’uomo è molto più attento sotto le lenzuola. Se prima il suo unico pensiero era il proprio piacere, oggi mette al centro il piacere della sua compagna. Se prima il rapporto sessuale iniziava e terminava con l’orgasmo di lui, oggi inizia con il primo di lei.
Finalmente, insomma, abbiamo imparato a fare sesso! Era necessaria la rivoluzione femminista per segnare la prima vera rivoluzione sessuale.
Ma sono cambiati prima gli uomini o le donne? Per la serie, “è nato prima l’uovo o la gallina?”. Sicuramente sono cambiate innanzitutto le donne. L’uomo prima non si curava del piacere della donna perché era lei stessa a metterlo in secondo piano. Ci si sposava vergini e senza esperienza, il sesso nella vita di una donna era qualcosa di misterioso, oltre che peccaminoso, che arrivava con il matrimonio e solo in funzione della procreazione. Per l’uomo, invece, da sempre il sesso è stato solo un trastullo.
L’emancipazione femminile passa necessariamente anche attraverso le lenzuola. Libertà è anche libertà sessuale, che non implica facilità di costumi, ma solo un sano rapporto con se stessi e con il proprio partner, un rapporto paritario, in cui la donna non rinuncia più a se stessa per mettere al centro il suo uomo, bensì pensa innanzitutto al proprio piacere, consapevole del fatto che questo procurerà piacere anche al suo uomo.
Alla fine ci siamo arrivati: il piacere è uno scambio, non l’impossessarsi di un corpo per il proprio esclusivo godimento.
Anche il sesso si evolve dunque. Ma emergono nuove problematiche. Il rischio che corre l’uomo oggi è quello di mettere al centro il piacere della propria compagna, trascurando il proprio. Non sono pochi, infatti, gli uomini che vivono tutto questo con apprensione. Dietro non c’è solo la naturale esigenza di provare piacere procurando piacere al partner, ma anche la paura di essere abbandonato. Oggi l’uomo sa che la donna possiede un grande potere che prima non aveva: il potere della scelta. Scegliere implica una valutazione. Ed in questo consiste la paura dell’uomo: non essere scelto, dunque non essere all’altezza. Colpo troppo grande al suo ego.
C’è da chiedersi, alla luce di tutto questo, cosa pensino gli uomini di noi. Ci vedono come delle macchine del sesso pronte ad eliminare chiunque non garantisca un numero sufficiente di orgasmi? Forti, determinate, sicure, quasi spietate. C’è da stupirsi sì…Che ancora abbiamo il coraggio di venire a letto con noi.

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Il sesso è un modo efficace per non perdere la propria donna?

aprile 30, 2011

di Noemi Azzurra Barbuto

Non solo per ricomporre piccoli o grandi litigi, ma anche per scongiurare qualsiasi rischio di poter essere traditi, o per paura di perdere la propria compagna insoddisfatta, gli uomini cercano di fare tanto sesso con la propria donna. Convinti che attraverso il sesso si possa risolvere tutto, o quasi, e che ogni cosa ruoti intorno a questo, comunicano con il sesso esattamente come noi donne comunichiamo attraverso le nostre parole o i nostri silenzi.

Se, da un lato, è vero che una relazione stabile e serena dipende anche dalla qualità del sesso e dal livello di intesa sessuale tra i due partners; dall’altro, nessuno può negare che un ottimo sesso renderà, in mancanza di tutto il resto, un uomo ed una donna temporanei ed eccezionali amanti, e niente di più.

Un uomo non può sperare di tenere legata a sé una donna solo attraverso il sesso, con l’obiettivo di evitare che lei vada a cercarne altro da qualche altra parte. Esattamente come una donna non può sperare che suo marito le resti accanto solo perché cucina bene.

Tantissimi altri elementi rendono una relazione speciale, ed il sesso non è il primo di questi, sebbene sia fondamentale.

Gli uomini dovrebbero preoccuparsi di più di fare sentire amate le proprie donne che di fare l’amore con loro. Un uomo che ci tenga ad una donna tanto da non volere perderla, tanto da volere che lei faccia parte della sua vita, dovrebbe impegnarsi a farla sorridere, a renderla felice, non solo sessualmente appagata, ma anche emotivamente soddisfatta, dedicandole del tempo, delle cure.

Ci fanno innamorare le tenerezze. Ci sciogliamo davanti alle sorprese e alla delicate attenzioni. Notiamo i gesti galanti, ci fanno un certo effetto. Ci piace essere ascoltate. Ci piace così tanto che poi a letto riusciamo anche a dare di più.

Ci fa impazzire che il nostro uomo ci faccia complimenti, che noti il nostro abito nuovo e di quanto ci stia bene. Lo amiamo ancora di più quando ci organizza una serata speciale, così, all’improvviso; quando, per farsi perdonare la sua assenza, ci fa un piccolo regalo e cerca di recuperare il tempo perso. Diciamo a noi stesse: “Questo è quello giusto!”, quando ci dimostra che sa chiedere scusa per i suoi piccoli errori ed è capace di comprenderli.

Ci piace che non si lamenti se la zuppa è troppo salata o la pasta scotta, che apprezzi le nostre attenzioni, il nostro impegno per farlo felice, che dia valore ai nostri sforzi, alle nostre fatiche. Amiamo che creda in noi, e che ce lo dica, e anche spesso. Sì, noi abbiamo bisogno che il nostro uomo creda nelle nostre capacità, e ci dia fiducia e stima.

Pur essendo diventate forti ed indipendenti, abbiamo bisogno che il nostro uomo ci faccia sentire protette e di sapere che nelle difficoltà possiamo contare su di lui. A volte ad una notte di fuoco preferiamo una piazza ed una serata al cinema, mano nella mano.

Amiamo che ci abbracci di notte, o che allunghi la mano per cercare la nostra; che ci faccia piangere sulla sua spalla, quando il mondo è un po’ cattivo con noi, che non ci giudichi severamente, bensì che ci comprenda.

Ad un regalo costoso ed improvvisato preferiamo un regalo anche piccolo, ma fatto con cura e con amore. Certo, se può essere anche prezioso tanto meglio! Ma il che non è indispensabile, come facilmente si crede.

Ci piace che ci faccia ridere, che ci faccia divertire, che renda la nostra vita vivace e mai monotona, che ci offra dei diversivi e degli stimoli, soprattuto quando ci vede scariche; che ci capisca senza bisogno di tante spiegazioni, che sappia dare peso ai nostri consigli, e che lui stesso chieda il nostro parere.

Desideriamo che ci renda parte della sua vita, cioè del suo vivere quotidiano. Questo non ha niente a che vedere con il controllo dell’altra persona, con lo stare sempre attaccati, con il condividere tutto, (cosa che ci fa sempre scappare via), ma consiste soltanto nel rispettarsi a vicenda, consapevoli del fatto che, quando abbiamo accanto qualcuno, non possiamo non tenerne conto nel prendere scelte, nel fare progetti, nel decidere le piccole o le grandi cose.

Ci piace che non ci faccia pesare i nostri errori, che accetti anche i nostri difetti, che ci faccia sentire speciali, uniche, le più belle; che non protragga a lungo le discussioni, portando rancore e rabbia, che sia capace di mitigare i toni duri dei litigi con un sorriso, ma che non sminuisca ciò che ci fa stare male.

Ci piace che sia un amante attento e passionale, che ci desideri, ma che il tempo trascorso insieme non sia destinato solo al soddisfacimento degli istinti, altrimenti resta ben poca cosa.

Ci piace che ci faccia le coccole.

Ci fanno scappare le urla, i gesti violenti, la severità, la durezza. Ci raffreddiamo e ci paralizziamo davanti all’egoismo. Ci stanca la monotonia. Ci delude l’essere colpite nei nostri punti deboli, nelle nostre ferite. La nostra fiducia è  resistente, ma non si compone. Ci avvizzisce l’essere lasciate sempre sole. Come una piantina, o come un bel fiore, diventiamo fragili e spente. Alla fine, non parliamo più. Ci secchiamo senza nutrimento.

E moriamo. Muore il nostro amore.

Quindi, uomini, con noi fate meno sesso, e più amore.

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Particolari ed esclusivi festini in una villa nella zona sud della città…

febbraio 23, 2010

di Noemi Azzurra Barbuto

Non si tratta del celebre capolavoro di Stanley Kubrick, “Eyes wide shut”, dove il medico Bill Harford, interpretato da Tom Cruise, si imbatte in una misteriosa setta che organizza orge assolutamente esclusive in una villa accessibile solo attraverso una parola d’ordine.

È questo ciò che succede anche qui, a Reggio Calabria, in questo paesone abbastanza piccolo per conoscersi un po’ tutti ed abbastanza grande da fare vincere, davanti all’irresistibile richiamo del proibito, la paura di essere riconosciuti.

È giovedì sera, le strade del centro sono semi-deserte, nell’aria si respira calma, quasi noia, eppure, nella zona sud della città, in una villa privata, sta per iniziare una festa molto particolare.

Speciali gli ospiti, con un’età media che oscilla da i 20 ai 45 anni, tutti appartenenti alla borghesia medio-alta, quella gente che indossa vestiti grigi durante la settimana, passeggia con pigro zelo sul corso il sabato mattina, fermandosi ad ogni passo per salutare altra gente che indossa vestiti grigi dal lunedì al venerdì, e frequenta la chiesa ogni domenica. Insomma, tutta gente perbene. E terribilmente annoiata.

Politici, avvocati, professori universitari e studenti dell’università si danno tutti appuntamento dopo le 23, al fine di passare una notte trasgressiva in cui tutto è valido, purché avvenga, come ha specificato Giovanni (nome inventato), un uomo che solitamente partecipa a questo tipo di serate, «nel rispetto reciproco».

«Un giro grosso, che coinvolge 400-500 persone solo a Reggio», spiega Giovanni.

Gli incontri, che avvengono almeno una volta alla settimana e che coinvolgono di volta in volta un numero massimo di 20 persone, non sono altro che scambi di coppie e sesso di gruppo. Non c’è ricompensa in denaro per le prestazioni.

«Non è prostituzione», afferma Giovanni che si sforza di farci comprendere come per gli uomini che prendono parte a questo tipo di serate non sia soltanto normale cedere la propria compagna, moglie o fidanzata, ad altri uomini, ma come questo procuri persino una sorta di appagamento.

Mancanza d’amore oppure estrema complicità? Difficile comprenderlo senza il dubbio di sbagliarsi. Eppure persino Giovanni che queste cose le vede con i suoi occhi e le vive in prima persona afferma con decisione che lui non consegnerebbe mai la sua compagna ad altri uomini, spiegando loro nel dettaglio i modi per soddisfarla, episodio al quale ha assistito e che aveva come protagonisti un politico reggino e sua moglie.

Sarà che questi politici hanno così vivo la spirito sociale ed umanitario da arrivare a condividere, per deformazione professionale, persino il coniuge? O sarà che politica e sesso si accompagnano sempre di più e vanno sempre più d’accordo? E chissà poi perché?

Il piacere, più che dalla stimolazione fisica di zone nervose, scaturisce dalla mente. Ed in questo senso non c’è nulla che dia più piacere della consapevolezza che si stia per fare qualcosa che assolutamente, per il proprio ruolo, sarebbe pericoloso fare. Il rischio di essere riconosciuti, quello che si sappia in giro, la libertà che si prova nel correre tali rischi, aumentano in modo esponenziale un piacere tanto più blando quanto più non si rivesta un ruolo in qualche modo pubblico.

Forse è questa la ragione, al di là della noia che caratterizza la vita di molti di coloro che conducono una vita agiata, che porta molti politici, o uomini in vista, a cercare un tipo di sesso anticonvenzionale, persino nella nostra città…sempre più metropolitana, globalizzata ed insoddisfatta.