Posts Tagged ‘separati si disperati no’

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Come si seduce un uomo?

aprile 7, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
La seduzione è una vera e propria arte. C’è chi possiede un talento innato e chi, non avendo questa fortuna, diventa seduttore attraverso l’esperienza. Ma cosa vuol dire sedurre? Sedurre non è altro che la capacità di ottenere ciò che si desidera senza neanche chiederlo. Quindi, non è qualcosa che si applica solo nelle relazioni con il sesso opposto, ma, più in generale, in ogni circostanza o ambito sociale, anche con il nostro stesso sesso. Nel campo più ristretto della relazione uomo-donna, esistono certamente degli atteggiamenti che rendono più sensuale una donna. Ne abbiamo parlato con i diretti interessati, ossia gli uomini, ed ecco cosa ci hanno raccontato a proposito dell’antica arte della seduzione.
Secondo gli uomini, una donna deve innanzitutto vivere la propria femminilità senza averne paura. Molte donne sono intimorite dal loro potenziale, così lo nascondono o lo mortificano. La femminilità è un’arma così potente che per alcune sarebbe necessaria una patente o una licenza per poterla usare. Altre, invece, cadono nell’errore opposto, cioè la ostentano, cadendo nel ridicolo. Meglio essere naturali sempre, senza artifici e senza esasperazioni.
È importante poi rispettare la distinzione dei ruoli. Una donna non deve mirare a diventare un uomo per sentirsi pari a lui. La parità dei sessi è qualcosa che riguarda i diritti, per il resto occorre mantenere le differenze e consentire all’uomo di essere e sentirsi uomo.
In secondo luogo, l’essere naturali include il curare il proprio aspetto senza chirurgia e nell’essere sicure e disinvolte senza l’uso di droghe. Insomma, non bisogna barare.
Terzo punto: coltivare la grazia. Purtroppo, le donne di oggi hanno perso quell’alone di mistero che le rendeva irresistibilmente affascinanti. La grazia è femminilità allo stato puro, delicatezza, riguarda il modo di camminare, di parlare, di sorridere, di entrare in una stanza, le movenze.
Punto quarto: una donna non deve pensare che ci sia un periodo per il divertimento e uno noioso per la vita di coppia. Ci si può divertire anche da sposate. Bisogna mantenere sempre viva la propria fantasia ed affrontare la vita con leggerezza.
Ultimo punto: agli uomini piacciono le donne da proteggere, ma, nello stesso tempo, anche sicure e determinate. Ricordate sempre che le parole non hanno valore. Nella vita contano i fatti.
Ora andate e non abbiate paura di essere fantastiche.

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La comunicazione positiva: come creare relazioni stabili e felici

aprile 3, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Il successo delle nostre relazioni è strettamente legato alle nostre capacità comunicative. Essere dei buoni comunicatori sicuramente rappresenta un grande vantaggio non solo nel lavoro e nella sfera sociale, ma anche nei rapporti più intimi.
Purtroppo non tutti possiedono empatia e carisma. Ma la buona notizia è che la comunicazione è un’arte che si può apprendere e perfezionare. Insomma, comunicatori non si nasce, si diventa.
Esistono delle semplici tecniche di comunicazione che, se applicate, ci garantiscono risultati positivi immediati nell’ambito relazionale. Una di queste è il ricalco, che consiste nell’adattare il nostro lessico a quello dell’interlocutore, nel farci simili a lui. Si sa che tra simili ci si comprende meglio, inoltre siamo più portati ad aprirci con chi, in un certo senso, percepiamo affine a noi.
Tutto questo spiega anche perché spesso i rapporti uomo-donna siano pieni di equivoci, problemi, incomprensioni. Gli uomini e le donne sono diversi e hanno diversi, anzi opposti, modi di comunicare. Comprendere queste differenze ci aiuta a vivere le nostre relazioni in modo più sereno. Le coppie che funzionano sono quelle che hanno imparato a comunicare in modo sano e in cui i partner si ascoltano, riconoscendosi a vicenda, dandosi reciprocamente spazio.
Le differenze nei modi di comunicare maschile e femminile riguardano innanzitutto l’estensione del messaggio trasmesso. Gli uomini sono più incisivi e sintetici, vanno direttamente al punto, in modo chiaro e vogliono dire esattamente ciò che affermano. Le donne, invece, sono più complicate in questo, usano tante, a volte troppe, parole, che spesso servono solo a confondere gli uomini, abituati come sono all’incisività. Le donne dovrebbero imparare a comunicare in modo più sintetico con gli uomini, questo non vuol dire arrivare ad una comunicazione quasi fredda e sterile, bensì dare più valore a ciò che viene detto. Gli uomini, a loro volta, dovrebbero ascoltare di più le donne, senza annoiarsi o spaventarsi davanti a valanghe di frasi, ma cercando di comprendere che quello è il loro modo di esprimersi, sforzandosi di scremare quei cumuli di parole arrivando al senso profondo di ciò che le loro donne hanno nel cuore.
Se solo facessimo ciò, i rapporti tra i sessi sarebbero molto più facili e più felici.
Ricordiamoci sempre che comunicare non è soltanto parlare, ma innanzitutto ascoltare. Quindi stiamo di più in silenzio e apriamo di più le orecchie. E soprattutto il cuore.

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Un “like” per stare in contatto. Separati Sì Disperati No

gennaio 16, 2014

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Azzurra Noemi Barbuto

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Al nord si fa alla romana

gennaio 16, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Si sa, regione che vai, abitudini che trovi. E questo vale anche nelle dinamiche che regolano il rapporto uomo-donna, in particolare nel corteggiamento. Al sud la parola stessa evoca serenate sotto casa, mazzi di fiori, regali, inviti a cena a lume di candela. Al nord tutto questo è obsoleto, ci si conosce una sera in discoteca e si finisce a letto senza neanche scambiarsi il numero di telefono.
Esistono definizioni diverse di “invito a cena” tra nord e sud. Nel lussureggiante meridione d’Italia, Giuseppe invita a cena Angela, la passa a prendere a casa (con la macchina appena lavata con tanto di deodorante per auto), la porta in un bel ristorante, o in una pizzeria, qualora il suo budget fosse limitato. A cena le fa complimenti, cerca di mostrare il meglio di sé. Al momento di andare via, lui paga il conto come se fosse il gesto più naturale al mondo.
Nel grigio settentrione, invece, Piermatteo invita a cena Daniela, che, se proprio è fortunata, non dovrà prendere il taxi per arrivare al ristorante, perché lui andrà a prenderla direttamente a casa. Piermatteo, che ha fatto l’invito, sceglie il locale in base alle sue possibilità economiche (e non a quelle di Daniela). Fa il brillante, le fa qualche complimento, qualcuno (raccontano) arriva persino a regalare un perizoma (così, per rompere il ghiaccio). Quando arriva il conto, si fa alla romana. Ed ecco che il romanticismo svanisce, per lasciare il posto a… La realtà?
Per un uomo del sud, come per una donna, questo è inconcepibile: invitare una donna a cena e farle tirare fuori il portafoglio. Non si tratta solo di galateo, cavalleria, c’è anche un senso di protezione in questo atteggiamento.
Ma, soprattutto, l’uomo meridionale non si aspetta assolutamente nulla in cambio. Non offre la cena per avere come corrispettivo dovuto una notte di sesso bollente. È chiaro che non gli dispiacerebbe affatto questa ipotesi, ma non pretende che gli sia dovuta per il fatto di avere offerto.
Al nord, invece, alcune donne sostengono, sulla base della loro esperienza, che l’uomo non offra quasi mai e che, quando lo fa, si aspetti sempre, come contropartita immediata, il sesso. Se non avviene, per lui avere offerto è stato uno spreco inutile di denaro, una perdita. Si sa che qui si ragiona in termini di massimizzazione. Qualcuno è arrivato persino ad arrabbiarsi e a prendersela con la ragazza in questione.
Alla luce di tutto questo, in effetti, non stupisce che le donne stesse ormai preferiscano tirare fuori il portafoglio, per non creare equivoci. Loro il sesso lo vogliono fare per scelta e non perché sono in debito.
Un amico mi ha raccontato che nel settentrione d’Italia, se sei sempre tu ad offrire alla donna, questa si offende, vive la cosa come un insulto, come se l’uomo non la ritenesse capace di badare a se stessa.
Ma davvero i sessi sono entrati così tanto in competizione da complicare persino un semplice appuntamento?
Io resto sempre convinta che a qualsiasi donna faccia piacere che sia lui ad offrire, senza porgere a lei il conto. Altrimenti non avrebbero senso neanche quelle mini-pochette che usiamo per la sera e che non sono fatte sicuramente per metterci dentro il portafoglio, al massimo ci stanno cipria, cellulare e rossetto.
Eppure noi donne non pretendiamo che sia lui a pagare. Gli offriamo semplicemente questo privilegio. E lui sarebbe uno stupido a non cogliere tale opportunità. Inoltre, se lui guadagna poco o ha difficoltà in quel momento, apprezziamo la sua voglia di fare, ma preferiamo pagare la nostra parte, perché l’amore non è un fatto economico o un lusso riservato a chi può spendere. Non ci fa innamorare il fatto che lui abbia i soldi per pagare, ma il fatto che abbia desiderio di prendersi cura di noi, come può. In fondo, l’amore non si compra. Si offre.
Persino io, donna del sud trapiantata a Milano, potrei un giorno pagare la mia parte, non lo escludo del tutto. Le amiche dicono che mi abituerò all’idea, come tutti. Ma so per certo cosa non farò mai: pagare la cena ad un uomo. Va bene l’essere moderne e progressiste, ma questo è too much.

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Emancipazione femminile: cosa è cambiato sotto le lenzuola?

gennaio 12, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Il sesso è sempre uguale in ogni epoca, ciò che cambia sono il nostro modo di viverlo e anche di parlarne. È inevitabile che certe trasformazioni sociali si ripercuotano anche sul nostro modo di fare l’amore, e non si tratta di posizioni.
Senza dubbio la nostra società è profondamente mutata negli ultimi decenni a causa dell’affermarsi di un nuovo ruolo del “sesso debole” sia in casa che fuori.
La donna ha acquisito potere, indipendenza e nuove consapevolezze. Oggi le donne lavorano, vivono da sole, a volte guadagnano più dei loro uomini, restano single per scelta e non perché “non le vuole nessuno”, viaggiano da sole, fanno carriera, dirigono. Non si danno più per finite se vengono lasciate, anzi hanno imparato a chiudere storie così come acquistano scarpe durante i saldi. Non si accontentano.
Oggi le donne vogliono essere soddisfatte. Anche a letto. E gli uomini lo sanno. Ecco perché oggi l’uomo è molto più attento sotto le lenzuola. Se prima il suo unico pensiero era il proprio piacere, oggi mette al centro il piacere della sua compagna. Se prima il rapporto sessuale iniziava e terminava con l’orgasmo di lui, oggi inizia con il primo di lei.
Finalmente, insomma, abbiamo imparato a fare sesso! Era necessaria la rivoluzione femminista per segnare la prima vera rivoluzione sessuale.
Ma sono cambiati prima gli uomini o le donne? Per la serie, “è nato prima l’uovo o la gallina?”. Sicuramente sono cambiate innanzitutto le donne. L’uomo prima non si curava del piacere della donna perché era lei stessa a metterlo in secondo piano. Ci si sposava vergini e senza esperienza, il sesso nella vita di una donna era qualcosa di misterioso, oltre che peccaminoso, che arrivava con il matrimonio e solo in funzione della procreazione. Per l’uomo, invece, da sempre il sesso è stato solo un trastullo.
L’emancipazione femminile passa necessariamente anche attraverso le lenzuola. Libertà è anche libertà sessuale, che non implica facilità di costumi, ma solo un sano rapporto con se stessi e con il proprio partner, un rapporto paritario, in cui la donna non rinuncia più a se stessa per mettere al centro il suo uomo, bensì pensa innanzitutto al proprio piacere, consapevole del fatto che questo procurerà piacere anche al suo uomo.
Alla fine ci siamo arrivati: il piacere è uno scambio, non l’impossessarsi di un corpo per il proprio esclusivo godimento.
Anche il sesso si evolve dunque. Ma emergono nuove problematiche. Il rischio che corre l’uomo oggi è quello di mettere al centro il piacere della propria compagna, trascurando il proprio. Non sono pochi, infatti, gli uomini che vivono tutto questo con apprensione. Dietro non c’è solo la naturale esigenza di provare piacere procurando piacere al partner, ma anche la paura di essere abbandonato. Oggi l’uomo sa che la donna possiede un grande potere che prima non aveva: il potere della scelta. Scegliere implica una valutazione. Ed in questo consiste la paura dell’uomo: non essere scelto, dunque non essere all’altezza. Colpo troppo grande al suo ego.
C’è da chiedersi, alla luce di tutto questo, cosa pensino gli uomini di noi. Ci vedono come delle macchine del sesso pronte ad eliminare chiunque non garantisca un numero sufficiente di orgasmi? Forti, determinate, sicure, quasi spietate. C’è da stupirsi sì…Che ancora abbiamo il coraggio di venire a letto con noi.

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Shopping con i saldi: più facile se sai cosa ti manca

gennaio 10, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Li aspettavamo con ansia e finalmente sono arrivati e noi siamo pronte a gettarci nella mischia a caccia del vestito, delle scarpe, degli stivali, della borsa, o del cappotto più cool e in saldo. È tempo di saldi e di allegria. Ma non è tutto così semplice. Chi sa comprare può fare affari tutto l’anno, nel periodo dei saldi ancora di più. Chi non sa comprare, invece, rischia ancora di più in questi giorni di riempire l’armadio di cose inutili ed orribili, arrivando a spendere pure cifre da capogiro, con l’illusione di avere fatto un affare.
Per fare acquisti con successo basta seguire delle piccole e semplici regole.
Ci sono dei pezzi che a nessuna donna dovrebbero mancare nel proprio armadio. Ad esempio, l’abitino nero. Non per forza a tubino, non per forza smanicato, purché sia nero e ci vesta bene. Se pensi che il tuo armadio ne sia sprovvisto, questo è il momento per comprarne uno, o anche più di uno, perché the little black dress non passerà mai di moda e lo potrai sfruttare per moltissime occasioni, magari variando gli accessori, più preziosi per la sera, più semplici per il giorno.
Inoltre, se di buona qualità, potrà durare diverse stagioni. Alcuni capi per tutta la vita.
Orientati su capi che puoi usare tutto l’anno: vestitini leggeri, da mettere in inverno con i collant e il coprispalle ed in estate solo con i sandali; maglie preziose, di pizzo e seta, anche lunghe per i leggins.
Non dimenticare di prendere un bel cappotto. Io ne acquisto uno ogni anno, di un colore sempre nuovo. Mi piace avere un cappotto bianco, uno beige, uno rosso, uno nero, uno blu, uno verde. Inizia con l’acquistarne uno nero, poi uno beige, se ce li hai entrambi, punta sul rosso, o se preferisci, sul bianco. Anche questi sono colori che andranno sempre di moda. Assicurati che sia di buona qualità. Sul cappotto non si può risparmiare troppo, deve tenerti calda anche quando la sera esci solo con un abitino leggero e scintillante, magari di seta e paillettes.
Non hai un abito così? Bene, puoi comprarlo adesso. I negozi sono pieni di abiti da sera, quelli che hanno venduto durante le feste natalizie. Ora potrai comprarlo a prezzi stracciati. Punta sul dorato, ti illumina e ti rende una diva. Ricordati di brillare, sorridi.
Mi raccomando, non esagerare con gli acquisti. Scopri il piacere del risparmio, è molto utile in tempi di crisi e ci fa stare anche bene, perché ci fa sentire che abbiamo potere e controllo su noi stesse, che sappiamo valutare cosa ci è utile e cosa invece è superfluo. Potrà anche succederti, dopo un pomeriggio in giro per negozi con le amiche, di tornare a casa con un solo acquisto, e sentirti comunque soddisfatta, soddisfatta di te stessa.
Adesso sei pronta ad uscire a fare shopping. Un ultimo consiglio: sii sempre gentile con tutti tutto l’anno, ma dentro un negozio in questo periodo non cedere mai il passo a chi porta più o meno la tua stessa taglia.

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Uomini: quando two is meglio che one

gennaio 9, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
In un vecchio e divertente film del 1978, “Amori miei”, con Monica Vitti e Johnny Dorelli, la protagonista, moglie devota e premurosa, insoddisfatta della sua vita coniugale a causa di un marito distratto e assente, decide di sposare, all’insaputa del coniuge, un altro uomo. Ed è così che le cose in casa iniziano a funzionare alla grande ed entrambi i matrimoni ad andare a gonfie vele.
Si chiama “poliandria libera” l’uso, tutt’ora persistente in alcune tribù dell’Asia centrale e dell’India meridionale, ad avere più mariti, tendenza diffusa nelle società in cui la donna gode di autorità e indipendenza.
Nel mondo occidentale, oggi la donna ha acquistato più che mai potere ed autonomia in ogni ambito e c’è da chiedersi se non siamo anche noi destinati a diventare una società poliandrica.
Ma, soprattutto, esiste già questa tendenza da parte delle donne a frequentare più uomini contemporaneamente? E ancora, la poliandria costituisce una valida risposta alle pecche di un rapporto di coppia ordinario? Insomma, abbiamo bisogno davvero di due uomini per essere soddisfatte e felici?
In fatto di uomini, in generale, occorre assumere la stessa ottica che abbiamo sull’acquisto delle scarpe: bisogna puntare sulla qualità più che sulla quantità. Tuttavia, a volte la qualità scarseggia e allora, piuttosto che “camminare scalze”, tanto vale sceglierne due paia. Magari delle scarpe alte e scintillanti per la sera e altre più confortevoli ma sempre carine per il giorno, o per quando siamo stanche e abbiamo bisogno di stare comode.
L’uomo perfetto, in fondo, non esiste. E ormai lo abbiamo capito. Lo avremmo voluto: principe, azzurro, bello, sexy, sportivo, ricco, passionale, intelligente, brillante, generoso, sensibile, maturo, romantico, dolce, premuroso, presente ma non pesante, responsabile, forte e coraggioso. E poi siamo finite con uomini che di notte russavano e che il massimo dello sforzo fisico disposti a fare nel weekend era cambiare canale per sintonizzarsi sulla partita.
L’uomo perfetto forse è la somma dei lati migliori di tutti i nostri ex. Allora tanto vale godersi le qualità di più uomini e poi tornare a casa da sole senza patirne i difetti.
In questo modo molte di noi potrebbero anche combattere la malsana tendenza a legarsi a uomini allergici ai legami. Avere un altro uomo in testa, che ci telefona, con cui uscire, che ci corteggia, che ci fa sentire importanti, ci porterà a prendere tutto con maggiore leggerezza e ci farà sentire appagate.
Sarebbero entrambi importanti, ma nessuno dei due lo sarebbe troppo.
Certo è che ci vuole tanta abilità nel gestire due relazioni contemporaneamente, facendo in modo che l’uno non sappia dell’esistenza dell’altro. Ma, in fondo, gli uomini da sempre fanno questo genere di cose e se la cavano più o meno bene.
Insieme ci potrebbero rendere le donne più felici del mondo.
Ma a volte – ammettiamolo! -, persino averne uno ci sembra troppo, figuriamoci due!
Tanto vale prenderne uno solo allora, ma se deve essere uno, almeno che sia fantastico!

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Come sopravvivere alla giungla metropolitana

gennaio 8, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Una grande città offre numerose opportunità di ogni genere, i negozi sono sempre aperti, i locali tutte le sere affollati, si possono provare cucine da tutto il mondo, incontrare persone interessanti. Tuttavia, la metropoli presenta anche i suoi “pericoli”. Nonostante l’evoluzione e le grandi comodità rese possibili dallo sviluppo della tecnologia, la grande città assomiglia un po’ ad una giungla e noi giovani donne dobbiamo un po’ imparare ad essere selvagge non per sopravviverci, ma per diventare delle vere e proprie regine della giungla, delle leonesse.
Allora perché non iniziare indossando un bel cappotto leopardato, che ci renderà sexy ma nello stesso tempo sofisticate, proteggendoci anche dalle basse temperature. Quest’anno la stampa animalier sta andando per la maggiore e la troviamo anche su gonne, felpe ed accessori (borse, scarpe, tronchetti).
Non dimentichiamo di uscire di casa sempre munite di un’arma letale per gli uomini: i tacchi. Avete notato che i plateau esagerati stanno piano piano lasciando il posto a tacchi più moderati ed eleganti? Non crediate che siano scomodi. Basta provarli, dopo un po’ ci si abitua, fino a non poterne più fare a meno. E sono certamente più femminili di quei veri e propri trampoli sui quali si vedono spesso camminare con estrema difficoltà ragazze simili a tirannosauri.
Ma durante il giorno vi consiglio di indossare soprattutto degli stivali bassi o stivaletti borchiati, perfetti con i leggins super aderenti e preferibilmente neri. Così sarete agili e scattanti in giro per la città a caccia di saldi.
Di sera dovrete scintillare. Quest’anno va molto di moda il dorato per abiti, donne, décolleté. Osate. Non passerete certamente inosservate. Porterete un po’ di sole nel grigio della metropoli.
Per quanto riguarda i capelli, che siano il più naturale possibile, nessuna piega impossibile da tenere perfetta per troppe ore. Dunque, se avete i capelli ricci, o mossi, curateli con balsami, maschere, semi di lino, e asciugateli al naturale. Una buona alternativa è quella di raccogliere i capelli, scoprendo il viso e avendo un aspetto molto pulito e ordinato.
Irrinunciabile il balsamo per le labbra, da applicare più volte al giorno, magari colorato. Così conserverete sempre labbra morbide e a prova di bacio. Lo stesso vale per le mani, le prime ad essere colpite dal freddo.
Per sentirvi più sicure quando vi trovate per strada da sole, potete seguire un corso di difesa personale, che vi farà anche bruciare quel chiletto in più messo durante le feste. In alternativa, alle più pigre consiglio di non uscire mai senza profumo nella borsa. Se proprio vi dovesse capitare di imbattervi in un malintenzionato, basterà spruzzargli un po’ di profumo negli occhi e poi urlare a squarciagola. Ma evitate di spruzzarlo addosso al povero malcapitato che voleva solo farvi un complimento.
La vita nella metropoli richiede coraggio, intraprendenza e positività. Armatevi infine del vostro sorriso migliore per decimare cuori…passo dopo passo.

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Un uomo da evitare: il lamentoso cronico

gennaio 8, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Esiste lo stereotipo della donna criticona e lamentosa, che stressa il marito o il fidanzato con inutili prediche, continue richieste, liste di fastidi. Eppure è diffuso anche il suo corrispettivo maschile, ossia il fidanzato, o il marito, che non fa altro che lamentarsi.
Il lamentoso cronico non lo fa apposta, è più forte di lui, la sua è un’attitudine naturale al lamento, a volte ereditata da una madre pesante e rompipalle. Spesso il suo è un modo per ricevere amore, cure e attenzioni, o per giustificare qualche sua mancanza. Allora ecco che arriva il lamento: “Sto male”, “Mi fa male la testa”, “Mi fa male la pancia”, “Sono stanco”, “Ho sonno”, “Ho fame”, “Sono stressato”, “Non ce la faccio”, “Ho un dolore qui”, “Ho un male lì”.
Se all’inizio tutto questo può passare quasi inosservato, con il tempo la frequenza esagerata con cui si presentano i lamenti balza agli occhi, cioè, pardon, alle orecchie. E diventa insopportabile.
All’uomo lamentoso causa fastidio ogni nostro entusiasmo. È esageratamente serio, contenuto, distaccato, mantiene sempre un certo controllo ed un certo contegno.
Sappi che tu non puoi stare male, perché sta male sempre lui. E quando sta bene, ringrazi il Signore per questo miracolo e fai di tutto per preservarlo.
Esistono donne forti, pazienti, tenaci, le uniche in grado di sopportare una vita insieme ad un uomo così. Ma anche loro prima o poi possono perdere la pazienza, o cedere per sfinimento, abbandonando il poveretto per rimpiazzarlo poi con un uomo più divertente e più leggero.
Se ti capita di imbatterti in un lamentoso, non credere mai che con il tempo possa migliorare, non illuderti di poterlo cambiare, non pensare che sia solo un periodo in cui tutto gli stia andando storto. Se non hai lo spirito da crocerossina, tanto vale mollarlo subito. Eviterai di fare la fine di Magda, moglie di Furio nel film di Carlo Verdone “Bianco, Rosso e Verdone”, chiusa in bagno da sola a ripetere disperata: “Non ce la faccio più. Non ce la faccio”.

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