Posts Tagged ‘separati si disperati no’

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Vuoi conquistarla? Trai ispirazione dai tuoi film preferiti

gennaio 27, 2015

Di Azzurra Noemi Barbuto
Balli lenti, serenate sotto casa, solenni dichiarazioni, lettere profumate, lunghe attese per un solo bacio. Una volta l’amore aveva qualcosa di magico: il romanticismo.
Era forse per questo che le relazioni duravano di più?
Oggi ci si prende e ci si lascia nel giro di una settimana, si litiga e si fa pace su whatsapp, ci si incontra su fb e si fa l’amore online.
I tempi cambiano, sì, ma non sempre le cose migliorano.
Forse, se facessimo un passo indietro, riscoprendo e recuperando il romanticismo andato perso, l’amore tornerebbe ad essere più duraturo e più emozionante.
Allora perché non ispirarsi ai protagonisti maschili dei classici del cinema per diventare l’uomo dei sogni di ogni donna e vivere un amore da favola?
1. Siete convinti che il gentilsesso si lasci conquistare solo con il denaro? Non preoccupatevi qualora le vostre risorse economiche non fossero esattamente come quelle di zio Paperone, perché, per conquistare il cuore di una donna non serve affatto essere milionari. Prendete esempio dallo squattrinato scrittore esordiente Paul, interpretato da George Peppard, nell’intramontabile film “Colazione da Tiffany” (1961, diretto da Blake Edwards). Non potendosi permettere di regalare ad Holly (Audrey Hepburn) un anello di brillanti ma non volendo farla uscire a mani vuote dalla sua gioielleria preferita, decide di farle incidere un anellino trovato in omaggio dentro una confezione di patatine. Mossa vincente considerando che la ribelle ragazza, commossa da questo gesto d’amore, sceglierà di restare con lui abbandonando il progetto di andare all’estero e sposare un milionario.
2. L’amore romantico richiede coraggio, bisogna osare ed essere pronti a superare i propri limiti per la donna che si ama. Esattamente come fa il milionario Edward, interpretato da Richard Gere, nel celebre film “Pretty woman” (1990, diretto da Garry Marshall). Lo scapolo d’oro corre a riprendersi la sua ragazza (Julia Roberts) e lo fa arrampicandosi su una scala antincendio con tanto di mazzo di rose rosse tra i denti, proprio lui che era terrorizzato dal vuoto e dalle altezze.
3. L’amore romantico richiede tenerezza. Ricordate che dentro ogni donna c’è una bambina da amare e coccolare. Lo sa bene l’affascinante uomo d’affari Jack, interpretato da Harrison Ford, nel film “Una donna in carriera” (1988, di Mike Nichols), che prepara un panierino di plastica, come quello che usavamo all’asilo, con tutto l’occorrente per il primo giorno di lavoro di Tess (Melanie Griffith), che ha appena ottenuto il posto dei suoi sogni.
4. Non abbiate paura di mostrare e dimostrare i vostri sentimenti davanti al mondo intero. Come fa il libraio Will, nel divertente film “Notting Hill” (1999, diretto da Roger Michell), interpretato da Hugh Grant, che nel corso di una conferenza stampa internazionale dichiara il suo amore a Julia Roberts, nei panni della bellissima star di Hollywood Anna Scott, che ruba il cuore del timido ragazzo inglese.
5. Non abbiate fretta. Imparate ad aspettare. Un giorno, una settimana, un mese, un anno. Non importa. Ciò che conta è non bruciare le tappe. L’amore romantico deve essere vissuto e non consumato. Anche Dracula lo sosteneva: per la donna che si ama si può aspettare un’eternità. Ecco cosa narra poi a Mina, interpretata da Winona Ryder, nel film “Dracula di Bram Stoker” (1992, diretto da Francis Ford Coppola), quando finalmente la ritrova: “Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti”.
Ovviamente, lei non può resistere alle appassionate parole del misterioso conte, interpretato da Gary Oldman, e dimentica persino il suo promesso sposo.
6. Credete che l’amore romantico sia qualcosa di melenso e noioso? Vi sbagliate, perché è super divertente e si nutre di risate e allegria. Ed è proprio con l’ironia che, nel film “La vita è bella” (1997, diretto da Roberto Benigni), Guido (Roberto Benigni) conquista il cuore di Dora (Nicoletta Braschi) e costruisce poi per lei un mondo ovattato in una realtà, come quella della guerra, tutt’altro che confortevole, vincendo il terrore e combattendo il male assoluto con il sorriso, per rassicurarla in nome dell’amore.
7. Essere belli non vi farà automaticamente essere amati. Ciò che vi rende amabili è la tenerezza. Ed è questa che più di ogni altra cosa rende l’amore romantico. Pensate all’orribile mostro del film d’animazione “La bella e la bestia” (1991) di Walt Disney. Dietro quell’aspetto rude e spaventoso si nascondeva, in verità, un principe dall’animo gentile e premuroso. Ed è questo che fa innamorare perdutamente Belle. E sarà, infine, l’amore di lei a liberarlo, trasformandolo in ciò che è da sempre: un bellissimo principe. Sì, perché è l’amore a renderci migliori.

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Il semplice segreto dell’amore: donarsi

agosto 4, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Tutti desiderano amare ed essere amati, vogliono incontrare qualcuno di speciale con cui condividere la vita quotidiana, gioie e dolori, intimità e divertimenti. Tutti lo cercano, ma quanti realmente sono pronti a mettersi in gioco in amore? Amare fa paura perché ci rende vulnerabili, esposti, privi di difese. Anche essere amati oggi spaventa. Vogliamo essere ammirati, stimati, ricoperti di attenzioni e premure, ma sapere che qualcuno ci ama ci porta a sviluppare una sorta di responsabilità verso l’altro, che spesso non ci piace. Vogliamo essere amati ma sentirci liberi. Una persona che ha bisogno di noi spesso ci risulta come un vincolo, un limite, o un fastidio. E spesso crediamo di amare finché l’altro non ci dimostra che ha bisogno di noi.
Ma tutto questo non è vero amore.
Per essere amati bisogna dare, ma spesso viene amato anche chi non dona nulla di sé. Invece è assolutamente certo che per amare bisogna dare. Se non diamo nulla di noi, non potremo amare mai. Solo quando apriamo il nostro cuore agli altri, ci predisponiamo ad innamorarci davvero.
Quando sento qualcuno lamentarsi perché non trova l’amore o perché non riesce ad amare, ascoltando un po’ le sue parole mi accorgo subito di quale sia l’effettivo problema: crede di volere l’amore, ma gli sfugge.
Per amare, inoltre, è necessario darsi tempo: tempo di conoscere l’altro, senza cercare il difetto o la scusa per scappare via impauriti.
Quanti amori nascerebbero se solo guardassimo bene chi ci sta davanti!
Incontrarsi non basta per innamorarsi. Ciò che conta è non avere paura di cadere. Spiegare le ali e volare.
Anche io avevo paura dell’amore. Ma poi qualcuno mi ha insegnato a sognare insieme a lui, a crederci, a non avere paura. E a sapere dire: “Ho bisogno di te”.

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Perché certe donne sono eternamente infelici in amore?

luglio 30, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
La vita non è tutta una questione di fortuna. Molto dipende dalle nostre azioni, che derivano dalle nostre scelte, che a loro volta sono il riflesso dei nostri pensieri. Ciò significa che, quando pensiamo in modo positivo, arriviamo a scelte coraggiose e felici.
Così avviene in amore.
Ma cosa vuol dire esattamente “pensare positivo”? Significa “provare fiducia”, “dare fiducia”. Se noi ci fidiamo di noi stessi e della vita, tutto andrà secondo le nostre aspettative, perché la mancanza di paura, di dubbi, di sentimenti negativi quali sconforto, ansia, scetticismo, attiverà una catena di eventi e di circostanze che ci porteranno a ciò che desideriamo.
Molte donne non fanno altro che lamentarsi della loro vita affettiva. Ripetono dalla mattina alla sera frasi del tipo: “gli uomini sono tutti uguali”, “i non mi fido degli uomini”, “prendo sempre delusioni”, “anche lui mi sta prendendo in giro”, “vuole solo portarmi a letto”, “non mi cercherà più”. Se io fossi uomo, scapperei da donne così, quindi li comprendo benissimo. Nessuno vuole stare con chi trasmette insicurezza, negatività, pesantezza e sfiducia.
Oggi le donne credono che il successo in amore dipenda da quanto riusciranno ad essere belle e sexy. Allora iniziano a gonfiarsi da tutti i lati, ad indossare abiti orribili, ad adottare pose innaturali, a parlare in modo artefatto, a fare diete assurde, adeguandosi così solo allo stereotipo di bellezza più comune oggi, quello della donna-oca, utile per vendere le gomme della macchina o attirare idioti disperati nei locali notturni.
Ciò che colpisce un uomo, un vero uomo, sono ben altre qualità, che purtroppo non si possono acquistare facendo shopping dal chirurgo plastico o su via Montenapoleone.
Ma soprattutto ciò che danneggia di più le donne oggi è proprio la loro sfiducia nel genere maschile. Con un uomo non bisognerebbe mai partire in modo prevenuto. Molto meglio concedergli fiducia e poi ritirarla solo nel caso in cui non si riveli meritevole, senza rancori, senza cambiare la propria opinione sul genere maschile, senza piagnucolare e senza perdere tempo.
Gli uomini hanno bisogno che ci fidiamo di loro, che crediamo in loro. E l’amore per sbocciare ha bisogno di essere sognato. In due.

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In un mondo che corre, quanto conta il tempo in amore?

luglio 28, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Nessuno sa quanto ne ha a disposizione, a volte pensiamo che non finisca mai, che ce ne sia sempre abbastanza per fare tutte le cose che vorremmo fare o che rimandiamo; a volte è veloce, altre volte troppo lento, ma per tutti il tempo è tutto ciò che abbiamo. Oggi le nostre vite sono sempre più frenetiche, i ritmi accelerati, mangiamo nei fast-food e riscaldiamo cibi precotti nel forno a micro-onde, abbiamo linee internet sempre più celeri, treni sempre più veloci, voli sempre più brevi. Viviamo come se avessimo piena consapevolezza dell’importanza del nostro tempo, cercando di utilizzarlo al meglio, eppure ne sprechiamo sempre di più. Come siamo caduti in questa contraddizione?
In realtà, il tempo è qualcosa che si massimizza non se siamo veloci, bensì se siamo lenti. Questo soprattutto nei sentimenti. Se vogliamo dare valore al nostro tempo in amore, occorre che andiamo piano.
Spesso le persone si chiedono perché le loro relazioni falliscano velocemente. Il motivo è questo: hanno affrettato i tempi.
Tutto ciò che corre, prende fuoco e si consuma. Ciò che procede lentamente, invece, cresce e dura.
Uno dei segreti di una relazione felice e stabile è questo: rallentare, godersi le prime emozioni, darsi il tempo di conoscersi, per arrivare poi ad un’intimità fisica quando si è già creata l’intimità tra le anime. Allora diventa tutto più bello e intenso.
Dovremmo imparare a prenderci il nostro tempo, solo così possiamo vivere pienamente la vita, che non è una corsa in cui vince chi arriva per primo, ma una lunga strada che merita di essere percorsa ed assaporata tutta, passo dopo passo, magari insieme ad una persona per noi speciale.

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Meglio un uomo a tempo determinato o a tempo indeterminato?

luglio 27, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Essere single oggi non è come essere single fino a qualche anno fa, quando il non essere fidanzata o sposata significava soltanto una cosa: che nessuno ti voleva. Oggi le donne restano single per scelta e se sei sola vuol dire che sei così carina da poter scegliere e prenderti il tuo tempo. Oggi le donne libere non sono più commiserate ma invidiate. Si divertono, viaggiano, si curano, escono con le amiche quando vogliono, frequentano chi vogliono, si vestono come vogliono, non hanno il pensiero di cucinare, fare il bucato, tenere tutto in ordine per un uomo che finisce sempre con il darle per scontate.
Ma la vita della single non è tutta rose e fiori. Ogni condizione ha il rovescio della medaglia, in questo caso, fatto di momenti in cui vorresti sentire la presenza di un uomo vero accanto, qualcuno che ti ami davvero, che ti protegga e si prenda cura di te. Chi è single o ha amiche single conosce bene questi giorni qui, quelli in cui tutto perde significato e non diverte più, quelli in cui, dopo l’ennesima uscita con un uomo che si rivela noioso o idiota, non desidereresti altro che tornare a casa e trovare ad aspettarti l’uomo dei tuoi sogni.
Come fare fronte allora alle “paturnie”, come chiamava Holly nel film “Colazione da Tiffany”, questi momenti di malinconia? Lei, ad esempio, passava dalla gioielleria più famosa di New York e si distraeva con la brillantezza e il luccichio di gioielli favolosi. Ma alla maggior parte delle donne single, per superare le paturnie, non basta fare un giro per i negozi.
La cosa più utile da sapere è che anche le donne stabilmente impegnate hanno le paturnie. E molto più spesso di quelle single. Siamo le eterne scontente. Non ci va mai bene nulla. Se siamo single, vorremmo essere impegnate; se siamo impegnate, vorremmo essere single. Resta allora da chiedersi: meglio un uomo per una notte o un uomo per la vita?
Un uomo per una notte, se non soddisfa, puoi non rivederlo mai più; sai che di lì a poco tornerà a casa sua (finalmente!); ti prenderai il suo meglio, lasciando il suo peggio a qualcun’altra; non dovrai dargli spiegazioni di alcun tipo. Un uomo per la vita, invece, sai che lo rivedrai il giorno dopo e probabilmente ogni giorno del resto della tua vita, il che può sembrare confortante, ma non sempre…; ti dormirà accanto, magari stringendoti, e magari così forte da soffocarti; nessuno ti conosce come lui e ti sentirai a tuo agio.
Alla fine, dovremmo goderci i vantaggi di ogni condizione: non avere troppa ansia di trovare l’uomo giusto né rimpiangere la nostra vita da single quando finalmente lo abbiamo accanto.
Dovremmo sviluppare un’attitudine alla felicità che ci faccia pensare che abbiamo già tutto ciò che vogliamo.

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In amore le precauzioni servono?

luglio 25, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Fare sesso è facile. Sappiamo tutti come si fa, più o meno. Ce lo hanno spiegato amici, o genitori, o insegnanti durante i corsi di educazione sessuale tenuti nelle scuole, o le riviste per teenager. Qualcuno ha fantasticato, immaginato, sognato; altri si sono posti terribili domande, del tipo: “È vero che se dopo il rapporto mi lavo con la Coca-Cola non resterò incinta?”, o “Ci siamo baciati. Sono ancora vergine?”. Qualcun altro poi è passato direttamente alla pratica. Spesso restandone traumatizzato a vita. Di sesso, insomma, si parla sempre. Le prime cose che ci hanno insegnato riguardano le precauzioni da adottare per scongiurare rischio di malattie e gravidanze indesiderate. Ci hanno detto che fare sesso è un piacere, ma che è meglio farlo con la persona giusta e usando sempre il preservativo. Ci siamo sentiti tranquilli. Abbiamo pensato di poterci divertire senza conseguenze, liberi di poter dimenticare, di poter salutare poi per sempre l’altro. È questa la libertà sessuale per la quale i nostri genitori hanno condotto battaglie sociali: loro volevano essere liberi di amare. Cioè, liberi di fare sesso. Perché amare è un’altra cosa. Nessuno ci insegna come farlo. Non tengono corsi a scuola. I nostri amici ne sanno meno di noi e ci guardano con aria perplessa, con i nostri genitori non ne abbiamo mai veramente parlato ed i giornali sono troppo occupati da articoli sul sesso: cosa non dire a letto, quali sono le posizioni che facilitano l’orgasmo, come fare impazzire lei sotto le lenzuola, come fare impazzire lui. Di amore si parla poco e male.
Nessuno affronta mai l’argomento cruciale: esistono delle precauzioni per il cuore? Insomma, possiamo amare senza restare fregati? Nel sesso basta un profilattico. E in amore? Se il sesso è facile; l’intimità, quella vera, invece, è molto più complicata. Non sei mai sicuro delle risposte. E spesso fa paura. Proprio perché mancano le difese, proprio perché ci si pone nudi, scoperti, davanti all’altro. Quando amiamo mostriamo la parte più bella di noi che è anche la più vulnerabile, la consegnamo e la mostriamo all’altro con un atto di fede, sicuri che la proteggerà. Ma spesso capita di restare feriti, delusi, di essere traditi, colpiti proprio nelle nostre debolezze, lì dove la pelle è nuda. Purtroppo non esiste alcun modo e non esiste alcun mezzo per premunirsi. Siamo tutti fragili in amore, senza distinzioni. In fondo, se mettiamo un profilattico, il sesso resta sesso; ma se mettiamo un preservativo al cuore, l’amore non è più amore. Nel sesso non bisogna mai rischiare. Ma in amore occorre rischiare sempre perché sia amore, quello vero. Nel momento in cui adottiamo precauzioni, ci allontaniamo dall’amore. L’amore fallisce. Ed è questo l’unico modo di amare, è questa l’unica lezione che dobbiamo imparare in materia: se vogliamo amare davvero, allora dobbiamo buttarci senza riserve, crederci, sognare, assumerci il rischio di essere veramente felici.

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Perché gli uomini preferiscono le escort?

luglio 24, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Un tempo capitale mondiale della moda, oggi Milano è diventata la capitale delle escort. Sembra che sia questa l’attività più in voga da queste parti. Forse per colpa della crisi, sono sempre più numerose le donne pronte ad offrirsi al migliore offerente. Ed è così che la prostituzione si è, come dire, “nobilitata”, ma senza mutare la sua essenza, cambiando forma ma non valore, modo, ma non significato. In fondo, sempre di “vendersi” si tratta. Ma è chiaro che dove c’è offerta c’è anche domanda. Parallelamente al numero di donne disposte a vendersi, infatti, cresce il numero degli uomini disposti a comprare la compagnia di una donna per una sera. Senza vincoli, senza conseguenze, senza domande, senza sensi di colpa. Basta pagare per appagare il proprio bisogno di amore. Ed ecco che Milano evolve (o involve) sempre di più verso una città di individui singoli, refrattari ad ogni tipo di legame, sempre di corsa, impegnati, senza tempo per fare la spesa né per avere una relazione stabile. Perché la “singolitudine” non è una condizione, è “un vizio che tu non vuoi smettere smettere mai”.
Eppure tutti abbiamo bisogno di amore. Allora l’amore si compra come qualsiasi altro bene di prima necessità. Sotto l’impulso del bisogno. A seconda dell’esigenza. Comprare amore per non amare mai. Per restare liberi. Per restare soli.
Ecco cosa c’è dietro tutto questo: tanta paura di amare. Una paura che più si elude acquistando amore e più cresce.
Ed eccoli lì: schiere di uomini quarantenni, cinquantenni, sessantenni disperati e sempre più penosi, in giro con ragazzine che potrebbero essere le loro figlie, solo per sentirsi ancora giovani, amati e desiderati. Ma è tutto un bluff. È tutta finzione.
Oggi tutto si può comprare. E a qualsiasi ora. Si possono comprare le cose, le case, le persone, i loro corpi, le loro azioni, la dignità. Ma per quanto possiate spendere non potrete mai comprare tutto ciò che veramente cercate, ciò di cui veramente avete bisogno: l’amore.

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Le nuove frontiere del sesso: il sexting al supermercato

Maggio 30, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Rinomato in tutto il mondo per le sue doti amatorie, oggi il maschio italiano ha definitivamente perso il suo primato di amante passionale e focoso a causa dell’avvento del web.
Infatti, secondo il “Global sex survey 2014”, un sondaggio condotto dal sito di incontri extraconiugali asheleymadison.com, a cui hanno risposto oltre 74mila utenti da 26 Paesi diversi, l’88% degli italiani fa sesso con il proprio partner in media una volta al mese preferendo di gran lunga il sexting, ossia il sesso virtuale che avviene attraverso lo scambio di messaggi e foto hot, all’incontro vero e proprio sotto le lenzuola.
Gli italiani, inoltre, amano così tanto il sexting da praticarlo da 7 a 10 volte la settimana. Il luogo preferito in cui fare e scambiare foto sexy è il supermercato, dato che conferma che non abbiamo perso sicuramente la fantasia.
Ma quali potrebbero essere le cause di questo nuovo primato italiano (la media mondiale si ferma al 73%)? Forse potrebbe esistere una correlazione tra questo fenomeno e l’eccessiva presenza di corpi nudi, soprattutto femminili, sui nostri schermi televisivi. L’Italia, infatti, è il Paese in cui il corpo viene maggiormente esposto ed utilizzato per spettacoli, pubblicità e qualsiasi tipo di programma tv. Forse gli italiani, a causa di questa eccessiva esposizione, iniziata negli anni ’80, si sono abituati più a guardare che a toccare. Per una sorta di “evoluzione” della specie ci siamo, come dire, “adattati”.
Oggi, quindi, non ci eccitano più baci, carezze, sguardi, sfioramenti, bensì solo foto bollenti di pezzi di corpi, e preferiamo stare avvinghiati al nostro smartphone, con gli occhi ipnotizzati dal display, piuttosto che guardare negli occhi chi ci sta davanti.
E se, da un lato, il sexting si conferma essere il sesso più sicuro in assoluto per la mancanza di contatto fisico; dall’altro, è più che preoccupante il rischio che i rapporti di ogni tipo, inclusi quelli di coppia, si impoveriscano ulteriormente, fino ad annullare la nostra innata e fondamentale capacità di comunicare attraverso i gesti, gli sguardi, la postura, il tono della voce, il contatto, l’empatia.
Forse è giunto il momento di fare un passo indietro, disintossicarci, spegnere per una sera il telefonino, chiudere facebook, istagram, twitter, whatsapp, ed abbracciare chi ci sta vicino.
Se il sexting è eccitante, non occorre rinunciarci. Anche questo può essere un ottimo modo per creare e cementare la complicità di coppia, ma a patto che costituisca un nuovo tipo di preliminare e non sostituisca il rapporto intimo.

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L’uomo sfigato: 10 modi per riconoscerlo subito

aprile 22, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
A chi di noi non è capitato di uscire con un uomo dal quale sarebbe stato meglio stare alla larga?! Le cattive esperienze non mancano a nessuna donna, tuttavia sono queste che poi ci aiutano a capire quando ci troviamo davanti l’uomo giusto per noi.
Il mondo è pieno di uomini da evitare, per non correre il rischio di uscirci più di una volta e perdere così del tempo prezioso, che potrebbe essere sfruttato piuttosto per leggere un libro, fare una passeggiata, uscire con le amiche, guardare un film o, semplicemente, dormire.
Ecco alcuni comportamenti che vi dicono che lui è solo un povero idiota insicuro e pieno di complessi:
1. Già dal primo incontro non fa altro che parlare di quanto successo abbia sul lavoro, di tutte le cose che ha fatto, di quanti soldi guadagna.
2. Parla male degli altri uomini, magari conoscenze o amicizie comuni.
3. Ti chiede di metterti in tiro e continua a ripetertelo.
4. Ti invita ad uscire affermando di avere interessanti proposte di lavoro da farti e di poterti essere molto utile.
5. Sottolinea il fatto di averti portata in un locale costoso che molti altri uomini non potrebbero permettersi.
6. Gli piaci palesemente, ma, invece di farti complimenti, ti critica.
7. Si arrabbia se ti rifiuti di avere con lui un comportamento “espansivo”, in particolare davanti alla gente.
8. Ti accorgi che ha un atteggiamento critico persino nei confronti delle altre donne, anche quelle appena conosciute.
9. Sentendosi offeso dai tuoi rifiuti, inizia a flirtare a tua insaputa con un’altra a due metri da te, raccontando anche a lei i suoi successi e altre bufale per fare colpo, invitandola anche a cena.
10. Quando lo scopri, ha il barbaro coraggio di dire: “Certo, tu mi avevi trattato male”.
Se conosci un uomo così, stai bene alla larga. È il classico sfigato. A lui non serve una donna. Serve una bambola gonfiabile. O, in alternativa, un bravo psichiatra.

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Meglio un uomo in cucina o uno sul divano?

aprile 8, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Un tempo dominio esclusivo delle donne, che vi passavano molto tempo, oggi la cucina è forse l’ambiente domestico più frequentato dagli uomini, ovviamente dopo il divano (con telecomando incluso). Complice la tendenza sempre più diffusa a ritardare il matrimonio, preferendo la vita da single, l’uomo ha fatto di necessità virtù quando ha deciso di varcare titubante quella soglia, un tempo proibita e misteriosa, che divideva l’habitat maschile da quello prettamente femminile.
Ma non si è accontentato di uova strapazzate e pasta asciutta. L’uomo in cucina ha voluto fare le cose in grande e ha dato libero sfogo alla sua fantasia, distaccandosi con orgoglio dalle tradizioni culinarie delle nonne e sperimentando sempre di più nuovi abbinamenti e nuovi sapori. Stranamente, sfatando il mito che vuole le donne sempre a dieta e gli uomini sempre pronti a mangiare, la cucina maschile risulta certamente più light e più veloce.
Famosi programmi tv, come Masterchef, hanno poi segnato il trionfo dell’uomo ai fornelli, anche come sex-symbol. L’uomo in cucina piace e piace anche tanto. Ma perché? È forse per lo stesso motivo che rende attraente per un uomo una donna alle prese con i motori? Può essere, ma certamente conta anche altro: un uomo che cucina per noi ci fa sentire in qualche modo curate. L’amore che mette nel creare il piatto giusto ci fa immaginare che sia un amante attento e passionale. E a noi piace essere coccolate. Ci piace arrivare a casa la sera e trovare tutto pronto, sentire il profumo che arriva dalla cucina, vedere la tavola perfettamente apparecchiata e il nostro lui sorridente che ci porge un bicchiere di vino freddo, appena stappato.
Uomini, avete voluto la parità? Bene. Pedalate. Cioè, cucinate.

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