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Atam S.p.A. e Museo della ‘Ndrangheta: insieme contro la mafia

Maggio 28, 2010

di Noemi Azzurra Barbuto

C’è la volontà di fare rete al fine di diffondere efficacemente la cultura della legalità alla base del protocollo d’intesa siglato ieri mattina presso la sede dell’Azienda Trasporti per l’Area Metropolitana (Atam), sita in via Foro Boario a Reggio Calabria, e dal Museo della ‘ndrangheta.

L’accordo, firmato da Demetrio Arena, amministratore unico dell’azienda di trasporto pubblico, e da Claudio La Camera, coordinatore del museo, porterà alla promozione di un punto informativo itinerante sulla legalità e sulla sicurezza nella città di Reggio Calabria.

L’iniziativa, che per ora prende l’avvio come un progetto pilota, destinato ad essere perfezionato in corso d’opera in armonia con le esigenze e le risposte dei cittadini, ha l’obiettivo di divulgare una corretta informazione sia sulla ‘ndrangheta che sulla numerose attività di contrasto alla stessa.

Sulla scia del successo avuto dalla campagna di sensibilizzazione denominata “Vedo, sento e parlo. Insieme contro la ‘ndrangheta”, avviata qualche mese fa in collaborazione con l’amministrazione comunale, che ha visto il bus della legalità percorrere quotidianamente le vie della città, Atam ha deciso «fornire un altro piccolo e doveroso contributo», come ha spiegato Arena.

Infatti, secondo l’amministratore unico, solo attraverso la partecipazione di ciascuno è possibile svolgere un’azione di efficace contrasto alla criminalità organizzata. E l’Atam, consapevole del proprio ruolo sociale e dell’elevata visibilità di cui godono i propri mezzi di trasporto, vuole fare la sua parte.

«L’elemento itinerante ha successo all’interno della città perché fortifica il contatto con la gente», ha dichiarato La Camera, il quale ha invitato le altre associazioni a prendere parte a questo importante progetto, portando le loro idee e le loro proposte.

«È in atto un cambiamento», ha continuato La Camera. Infatti, fino a due decenni fa non si parlava neanche di ‘ndrangheta, mentre oggi la presenza del bus “Vedo, sento e parlo” indica che il muro muto dell’omertà è forse meno robusto di quanto sembrava.

Parlare. È questo il primo passo fondamentale, secondo il coordinatore, per una presa di coscienza del fenomeno mafioso, fase che precede il cambiamento.

Dopo aver rimarcato l’importanza del progetto, il consigliere comunale Giuseppe Sergi ha avanzato un’interessante proposta: spostare il punto informativo nelle zone più degradate della città, lì dove la presenza della criminalità si fa sentire più forte.

Si creerebbe in questo modo una sorta di presidio capace di rafforzare la vicinanza e la fiducia tra cittadini ed istituzioni.