Posts Tagged ‘ponte sullo stretto’

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Oliviero Diliberto in visita a Reggio Calabria: “A me va bene quel che Tripodi decide qui”

dicembre 19, 2009

di Noemi Azzurra Barbuto

Il PdCI, la neonata Federazione della Sinistra, il Mezzogiorno, la Calabria, il ponte sullo stretto. Sono i temi all’ordine del giorno della manifestazione pubblica svoltasi ieri pomeriggio nell’auditorium del Centro Civico di Ravagnese, alla quale ha preso parte anche il segretario nazionale del PdCI Oliviero Diliberto.

Un’occasione per rilanciare la nascita, avvenuta il 5 dicembre scorso a Roma, della Federazione della Sinistra, caratterizzata, come ha sottolineato Michelangelo Tripodi, segretario regionale del PdCI, da «una connotazione e uno spirito prettamente meridionalisti».

Non si tratta di «un cartello elettorale -ha aggiunto Tripodi- ma di un partito strutturato sullo stile della federazione».

Ne parla come «il coronamento di un sogno» per il quale si è battuto a lungo, Diliberto, che, a proposito delle prossime elezioni regionali, ha dato carta bianca a Tripodi, non escludendo Agazio Loiero, sul quale ha espresso un giudizio positivo, come candidato.

«Quello che decide Tripodi in Calabria a me va bene a Roma», ha dichiarato il segretario nazionale, secondo cui «le elezioni non sono come le olimpiadi, per le quali è valido lo slogan “l’importante è partecipare”». Alle elezioni si partecipa per vincere. E per questo occorrono due ingredienti fondamentali: «compattezza ed un candidato vincente».

Severo il giudizio di Diliberto sul capo del Governo. «Berlusconi si chiede perché ci sia tanto odio nei suoi confronti, dovrebbe piuttosto farsi un esame di coscienza». Secondo il segretario nazionale, la politica mandata avanti dal Governo in carica ha penalizzato il Mezzogiorno e soprattutto la Calabria attraverso i continui tagli ai finanziamenti destinati al sud. Tutto questo avrebbe prodotto «una crisi spaventosa e l’aumento dell’emigrazione non più delle braccia, ma dei cervelli, che si traduce in perdita di futuro».

«Roba da matti, idea che contraddice qualsiasi buonsenso», così si è espresso Diliberto circa il progetto del ponte, parafrasando in conclusione il don Abbondio manzoniano: «questo ponte non si deve fare né ora né mai».

Ma il no del PdCI al ponte non equivale ad un no allo sviluppo, bensì ad un deciso sì allo sviluppo sostenibile, alle infrastrutture, alla messa in sicurezza del territorio, all’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria, della statale 106 jonica e della statale 18.

Sono proposte sulle quali convergono anche Massimo Canale, segretario provinciale del PdCI di Reggio Calabria, e Nino De Gaetano, segretario regionale del Prc calabrese, che hanno ribadito la loro adesione alla manifestazione nazionale, che si terrà questa mattina a Villa San Giovanni, definita da Canale «primo appuntamento comune» delle forze della Federazione della Sinistra.

A proposito delle elezioni regionali, «rappresentano lo snodo finale -ha affermato lo scrittore Pasquino CrupiBerlusconi o lo battiamo così o per anni e anni non ci sarà più nulla da fare». Dunque, una partita disputata in Calabria ma nella quale si giocano le sorti del Mezzogiorno intero.

 

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“Il ponte delle bugie”: verso la manifestazione di festa del 19 dicembre

dicembre 17, 2009

di Noemi Azzurra Barbuto

Per sancire la collaborazione e l’adesione alla causa da parte della Provincia di Reggio Calabria e della Regione Calabria nonché il clima pacifico e di festa che caratterizzerà la manifestazione nazionale che si svolgerà il 19 dicembre a Villa San Giovanni, ieri mattina i membri del movimento No Ponte, coordinati da Maurizio Marzolla, si sono riuniti nella sala biblioteca del Palazzo della Provincia.

Un’occasione anche per esaminare in modo dettagliato l’impatto finanziario del ponte attraverso l’analisi, dal titolo “Il ponte delle bugie”, elaborata da Guido Signorino, docente dell’Università di Messina, che si è dedicato allo studio dell’opera dal punto di vista economico, sposando «una posizione assolutamente contraria indipendentemente da una considerazione di tipo ambientale».

«Bugie», con questa parola Signorino ha indicato «le inesattezze sulla quali si regge il ponte»: tempi di costruzione previsti, posti di lavoro garantiti, data di inizio dei lavori. Prima bugia tra tutte quella che riguarda il rischio idrogeologico dell’area su cui dovrebbero poggiare i pilastri, che, secondo il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, non sussisterebbe. L’economista ha mostrato invece che i siti scelti sono discariche localizzate in aree urbanizzate, situate in vallate con funzioni di impluvio che presentano gravi rischi idrogeologici.

Un altro dei miti da sfatare circa la faraonica infrastruttura consiste nell’affermazione che sia finanziata in modo privato.

Secondo Signorino, il progetto del ponte, basato su ipotesi di crescita irrealistiche per l’economia del Mezzogiorno, è caratterizzato da benefici sovrastimati e costi sottostimati.

In quest’ottica, la struttura più che un ponte sullo stretto sembra un buco nell’acqua, destinato a trasformarsi in una delle tante opere grandiose eppure inutili iniziate e mai finite nella nostra regione.

Ne sono convinti Santo Giuffrè, assessore provinciale, e Omar Minniti, consigliere provinciale, che hanno ribadito l’esigenza di puntare su altri tipi di interventi al fine di favorire lo sviluppo, quali bonifica e salvaguardia dei territori, potenziamento della rete ferroviaria, costruzione di strade trasversali, che costituiscono, come ha sottolineato Giuffrè, «fattori strategici di sviluppo del territorio per fare uscire dall’isolamento numerosi comuni ricchi di potenzialità».

“Un solo no e tanti sì”. È questo lo slogan della manifestazione del 19 dicembre, che Minniti ha definito «corale e di popolo». Sì soprattutto ad «un’idea di sviluppo – ha specificato il consigliere – alternativa ad un modello imposto dall’alto e che non tiene conto delle specificità del territorio».

«Una folta schiera di celebri artisti ha già aderito alla manifestazione – ha affermato Gianmarco Cantafio, del movimento No Ponte – un modo per portare avanti le nostre rimostranze in modo più toccante e più penetrante».