Posts Tagged ‘pluralismo’

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Il crocefisso siamo noi: uniti intorno ad un messaggio di fratellanza

novembre 5, 2009

di Noemi Azzurra Barbuto

crocifisso_ansa_JPG_370468210Ha suscitato scalpore, sollevando le reazioni non solo da parte dei cattolici ma anche dei laici, non solo da parte degli esponenti politici del centro-destra ma anche di quelli del centro-sinistra, la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che, accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana di origine finlandese, Soile Lautsi Albertin, ha stabilito che “la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni”, nonché “alla libertà di religione degli alunni”.

La corte di Strasburgo ha inoltre deciso che il governo italiano dovrà versare un risarcimento di cinquemila euro per danni morali alla ricorrente, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome della laicità dello Stato, ottenendo un netto rifiuto da parte del dirigente scolastico. Si era aperta così una vicenda giudiziaria, scaturita infine nel ricorso alla Corte di Strasburgo, così come è previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), dopo l’esaurimento di tutte le vie di ricorso interne, ed in questa sentenza senza precedenti, in quanto si tratta della prima della Corte di Strasburgo in materia di simboli religiosi all’interno delle scuole.

Il governo italiano ha presentato già ricorso contro tale sentenza. Se la Corte dovesse accogliere il ricorso, il caso verrà discusso nella Grande Camera; qualora non venisse accolto, la sentenza, trascorsi tre mesi, diventerebbe di carattere definitivo e vincolante per l’Italia, che comunque non sarebbe sottoposta ad alcuna sanzione pecuniaria, nel caso in cui non rispettasse quanto stabilito.

“Miope e sbagliata”, così il Vaticano ha definito la decisione della Corte di Strasburgo. Il portavoce della Santa4af01302c4cf5 Sede, padre Federico Lombardi, ha affermato: “Il crocefisso è stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l’umanità. Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e non lo è nel sentire comune della nostra gente”. Secondo padre Lombardi, emarginare dalla scuola un simbolo tanto importante per la nostra storia e per la nostra identità è qualcosa di molto grave.

Non sarà certamente eliminando il crocefisso dalle aule scolastiche che matureremo di più l’idea di un’Europa unita, perché la vera coesione non si può instaurare soltanto attraverso la creazione di un mercato unico, di una moneta unica, abbattendo le barriere agli scambi, favorendo la libera circolazione delle merci, dei capitali, dei cittadini, in questo processo è fondamentale piuttosto che i cittadini europei sviluppino un’identità comune, un sentire europeo, e questo non può che avvenire attraverso la riscoperta di ciò che ci unisce, delle nostre radici comuni, prima tra tutte quella cristiana.

Secondo la Corte di Strasburgo, la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche potrebbe infastidire i ragazzi che praticano altre religioni, o quelli atei. In tal modo, però, la Corte, troppo intenta a difendere il pluralismo, elemento essenziale di una società democratica, dimostra di non considerare il fatto fondamentale che il cristianesimo fa parte della nostra storia e della nostra cultura; inoltre, non in quanto simbolo della religione cattolica, ma come simbolo universale, potrebbe rappresentare, e di fatto rappresenta, un elemento di coesione di tutti i cittadini degli Stati membri, utile per creare quel sentimento affettivo senza il quale lo stesso processo di integrazione europea, che si fonda sui valori cristiani, risulterebbe gravemente compromesso, o fallirebbe, in quanto non porterebbe alla creazione di un demos europeo.

Risulta difficile credere che i ragazzi possano sentirsi offesi dalla presenza del crocefisso nelle loro aule.

croce-solidarietaLa presenza del crocefisso, infatti, non nega la possibilità di aderire ad altre fedi religiose né impone l’adesione a quella cattolica, bensì ricorda ai giovani, in un’epoca in cui le ideologie e gli ideali si spengono sempre di più, che si può credere in un’idea fino al punto di morire, di sacrificarsi per questa, come ha fatto Gesù, il primo vero rivoluzionario della storia, colui che per primo ha professato valori fino ad allora sconosciuti, quali il perdono, l’amore per il prossimo, la fratellanza.

In quest’ottica, il crocefisso non nega la libertà, piuttosto è simbolo di libertà; non nega il pluralismo, ma lo difende; non ci divide, ma ci unisce al di là del colore politico o di quello della pelle; non è una pietra di inciampo sulla strada della nascita di una società multiculurale, piuttosto rappresenta un modo per superare le divisioni e le differenze, perché, per creare coesione bisogna trovare convergenza in qualcosa di universale che unisca, ed i valori cristiani di amore non sono solo quelli della Chiesa cattolica, ma sono quelli di tutti gli esseri umani.

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La vita extraterrestre: scienza o fantascienza?

novembre 1, 2009

di Noemi Azzurra Barbuto

995Lunedì 23 febbraio alle ore 17 si è tenuto presso l’aula magna del liceo scientifico “Da Vinci” di Reggio Calabria, nell’ambito delle giornate “vinciane” della Cultura e della Scienza, il seminario “Vita extraterrestre da Epicuro al Progetto Seti” a cura del professore Massimo Capaccioli del Dipartimento di Fisica presso l’Università Federico II di Napoli, il quale ha condotto gli studenti, che numerosi e interessati hanno preso parte alla conferenza, attraverso un affascinante viaggio nella storia, dai primi filosofi greci, convinti dell’esistenza di “altri mondi”, passando per Galileo Galilei, Giovanni Keplero, Giordano Bruno, che sognava gli abitanti del Sole e della Luna, fino all’attuale progetto Seti (Search for Extra-terrestrial Intelligence), finanziato dalla NASA, che si propone il non facile scopo di ascoltare il cosmo, per cercare nel cielo eventuali segnali radio di origine artificiale, generati da entità non umane.

Ci sono domande che l’essere umano si pone da sempre: da dove vengo? Chi sono? Dove sto andando? Un’altra di queste è: siamo soli nell’Universo? Il problema del pluralismo è quindi antichissimo, ma sempre attuale, ancora di più oggi, in una società, come la nostra, sempre più multiculturale e multietnica.

iwantobwalljb7Capaccioli ci ha mostrato come l’uomo abbia da sempre cercato l’altro, l’extraterrestre, e come tale ricerca, in base alle epoche in cui è stata condotta, abbia assunto delle forme, degli strumenti e delle manifestazioni diverse. A questo proposito il professore sottolinea che gli UFO nascono durante la guerra fredda, in particolare, durante la guerra di Corea, quando era fortemente sentita a livello mondiale la paura nei confronti di un nemico esterno. E, in fondo, chi è l’extraterrestre se non l’altro, il diverso, colui che non si conosce e che per questo ci affascina e nello stesso tempo ci incute timore? Capaccioli con ironia afferma: “Oggi l’extraterrestre lo chiamiamo extracomunitario”.

Durante la conferenza ci rendiamo conto tutti di quanto sia facile porsi delle domande e di quanto sia difficile dare poi delle risposte. L’uomo esiste da milioni di anni, la Terra da 4,5 miliardi di anni, l’Universo da circa 14 miliardi di anni. Il professore pone una nuova domanda a questo punto: che senso avrebbe avuto creare tutto questo solo per l’uomo che abita la Terra da un tempo relativamente breve? Sembra dunque che non sia plausibile credere che siamo soli.

Professore Capaccioli, possiamo giungere a delle risposte certe?
“Il bello della ricerca è continuare a cercare. La scienza è fatta di domande e non di risposte. Le domande restano e le risposte cambiano. Oggi non possiamo affermare che gli alieni esistano ma neanche che non esistano. Non potremo dare una risposta esatta finché non li incontreremo”.

Prescindendo dal suo ruolo di uomo di scienza, qual è la sua personale opinione in proposito?
“Se l’uomo sopravviverà a tutto quello che sta succedendo oggi, al sopravvento della tecnologia sull’uomo stesso, è probabile che un giorno qualcuno incontri qualcun’altro”.

Capaccioli conclude il seminario con una celebre frase di Sant’Agostino, che racchiude l’invito a non trascurare noi stessi, mentre cerchiamo di trovare qualcosa di esterno a noi; di non abbrutirci e di non abbrutire il nostro mondo, che potrebbe essere un’eccezione nell’Universo, anche perché potrebbe venire il giorno in cui noi, unici responsabili, dovremo rendere conto di tutto quanto, magari a un alieno.

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