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L’uomo è in crisi: è colpa nostra?

febbraio 28, 2013

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di Noemi Azzurra Barbuto

Sembrano ormai molto lontani i tempi in cui gli uomini porgevano il braccio, aprivano lo sportello, cedevano il passo, pagavano il conto, i tempi in cui li vedevi in spiaggia con il loro bel petto villano, con il pelo scuro che fa tanto maschio, e un po’ di pancetta, morbida morbida, sulla quale accoccolarsi. Hanno iniziato depilandosi le gambe con la lametta con la scusa del calcio, poi sono passati alla ceretta, più dolorosa ma più efficace, poi hanno iniziato a depilarsi anche petto, ascelle, spalle, schiena, zone intime. Tutto quanto, insomma.

Questo ci obbliga ormai a non poter più rimandare la ceretta di una settimana ancora, per non correre il rischio di ritrovarci a letto con un lui meno peloso di noi. Che imbarazzo sarebbe!

Oggi gli uomini frequentano il salone dell’estetista più assiduamente di noi, tanto da intasarli tutti. Non vi capita mia di vederli in fila, in attesa di farsi estirpare le sopracciglia e altro, mentre aspettate il vostro turno? E la cosa più brutta è che ti confronti con loro: “Cavoli! A lui le ha fatte meglio!”. Intanto il soggetto in questione pensa che tu ne stia ammirando la bellezza e ti sorride, ma tu non usciresti mai con uno con il quale condividi la stessa estetista.

Conoscete un uomo che non vada in palestra tutti i giorni e che non sia  dieta? Io no. E neanche le mie amiche. Conversazioni interminabili al ristorante e al telefono nelle quali lui ti elenca tutto quello che ha fatto oggi in palestra. E tu lo ascolti muta, a volte con un mezzo sorriso stampato sulla bocca e intanto capisci perché lo fanno: perché noi per secoli li abbiamo tormentati parlando di vestiti e di scarpe, e a loro non gliene fregava niente, è per vendetta. E continui a sorridere.

Sono passati anche i tempi in cui lui ti guardava sorridente e intenerito mentre addentavi affamata un megapaninazzo e con la bocca piena ricordavi al cameriere che avevi ordinato anche le patatine e che ancora non ti aveva portato la salsa tonnata. Ora lui, se ti sorprende a mangiare un altro quadratino di cioccolata, ti ricorda che ne hai appena mangiati due e che l’estate si avvicina, qualcuno può arrivare persino a tirartelo dalla bocca o a fartelo sputare. “Dico, ma sei impazzita?”. E tu vorresti piangere, ma fai solo un musetto triste davanti a lui insensibile, intanto pensi che a casa hai un cioccolata intera. “Tiè”. E gli fai un sorriso.

Al ristorante ti dicono decisi: “Anche io stasera solo proteine e verdure”. E tu pensi: “Anche io? Ma se io prenderei una vagonata di carboidrati e di zuccheri con contorno di grassi?”. Ma mangi anche tu petto di pollo senza olio e insalata mista, tanto valeva fermarsi alla mensa dell’ospedale.

Sì, sono diventati più nevrotici ed ossessivi di noi anche in questo. Sarà insicurezza o è nata un’altra specie di uomo, etero sì, (anche se qualche volta il dubbio si pone), ma con comportamenti da omosessuale? E così resti indecisa: “Lo prendo come fidanzato o come amico del cuore?”.

Un altro virus dilaga tra gli uomini di oggi: la tirchieria. Più diffusa nelle aree del centro e del nord, la tirchieria oggi non risparmia neanche gli uomini del sud, che risparmiano, risparmiano, risparmiano. La causa non è sempre nobile: la crisi. Più che altro è un’incapacità di dare sotto ogni punto di vista, una sorta di rabbia quasi verso di noi, per loro è il prezzo che dobbiamo pagare per la nostra emancipazione, come se ci dicessero (e qualcuno lo dice chiaramente): “Vuoi essere come me? Allora pagati la cena”.

Con tipi del genere ci stai per poco, di solito ci esci una volta, al massimo due, giusto per concedergli un’altra chance, o, se proprio sei disperata, finché non prosciughi il conto in banca. Sì, perché, attenzione, il tirchio mica è povero. Niente affatto! Ama i ristoranti migliori, ti porta a fare shopping, ama la moda, insiste perché tu prenda  quel vestitino che ti dona tanto, ti fa viaggiare, a patto che tu paghi la tua parte.

Loro la chiamano “parità”, ma non hanno capito che per conquistarci non è necessario essere miliardari o spendere per noi tanti soldi, al di sopra delle loro reali possibilità. Noi vogliamo solo sentire che hanno voglia di prendersi cura di noi e di renderci felici. Ci piacciono i gesti galanti, non gli uomini ricchi perché ricchi. Ci piace la generosità perché ci fa pensare che equivalga al desiderio-bisogno di dare e di ricevere amore e tenerezza. Ci piace che lui ci sorprenda, ci piacciono le piccole attenzioni più di una tartaruga scolpita e senza peli. Ci piace anche sentirci amate per ciò che siamo e sapere che il nostro lui ci amerebbe anche se avessimo qualche chilo in più.  Questo ci rende più sicure e quindi più disinvolte anche a letto. Basta farci sentire bellissime.

Se un uomo è così intelligente da capire tutto questo, si prenderà il nostro meglio…In tutto.

Ma è colpa nostra se l’uomo è in crisi? Un po’ sì, ammettiamolo. Lo abbiamo confuso in mille modi diversi e ora ci appare smarrito, tanto da essere attratto persino dai trans, prendi Marrazzo. La sua sembra una crisi di identità, vorrebbe essere come noi, ma vuole continuare ad essere uomo.

Forse se anche noi donne facessimo di più le donne, gli uomini tornerebbero ad essere più uomini…, anche se con qualche pelo in meno.