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Uno spettacolo futurista da Shanghai a Reggio Calabria

gennaio 18, 2010

di Noemi Azzurra Barbuto

“Una serata futurista”, ovvero uno spettacolo di parole, di musica e di danza, celebrato sabato sera all’interno del cinema Odeon di via 3 Settembre, prima di fare calare il solenne sipario su un anno dedicato al futurismo, che ha visto il suo momento più alto nella mostra nazionale di Filippo Tommaso Marinetti, ospitata a Villa Zerbi.

Un evento nato dalla speciale collaborazione tra il Comune di Reggio Calabria e quello di Milano, in particolare tra l’assessore reggino ai Beni Culturali e Grandi Eventi Antonella Freno e l’assessore milanese alla cultura, Massimiliano Finazzer Flory. Quest’ultimo, per la terza volta a Reggio Calabria, ha preso parte alla serata nella triplice veste di assessore, attore e regista dello spettacolo.

Sembra dunque che a calcare la scena e a caratterizzare questo sabato sera in riva allo stretto sia stato l’eclettismo, elemento peculiare del futurismo, i cui esponenti esplorarono ogni forma espressiva, dalla pittura alla letteratura.

Durante lo spettacolo, che ha coinvolto i sensi degli spettatori in un tripudio vitale di immagini e di suoni, Finnazer Flory ha letto e recitato testi tratti dai Manifesti futuristi e dalle pagine più famose del movimento, “Zang Tumb Tuuum” di Marinetti (1912), “La Fontana malata” di Aldo Palazzeschi (1909), le dichiarazioni programmatiche di Giovanni Papini che affronta sulla rivista Lacerba il “Perché sono futurista” (1913), ovvero le ragioni della sua conversione.

Si tratta di testi, come ha sottolineato l’assessore milanese, che hanno più di cento anni, ma che «non smettono di travolgere gli spettatori per la loro attualità e per la loro intatta energia».

Questo omaggio al futurismo ha visto anche la presenza di Emanuela Serra, danzatrice di danza contemporanea che ha curato le coreografie, e quella del musicista Riccardo Bianco con le sue improvvisazioni musicali al sax.

Sullo sfondo le immagini di quadri celebri e meno celebri, scelte in base ai passi di danza, alla musica e ai testi, che hanno interagito tra loro in perfetta armonia, segnando quella «osmosi futurista» che, secondo l’assessore reggino, «sancisce l’inizio di una nuova era».

«Una performance che ha fatto il giro del mondo e che dopo Shanghai è arrivata anche nella nostra città», ha sottolineato Freno.

A proposito della collaborazione tra le città di Reggio e di Milano, secondo Finazzer Flory, il punto di contatto è rappresentato dalla figura di Umberto Boccioni, protagonista indiscusso della compagine, che è nato e vissuto nella città calabrese ma ha trovato successo nel capoluogo lombardo. «Questo evento costituisce un’occasione per tenere unito il Paese attraverso la cultura -ha dichiarato l’assessore milanese- proprio qui a Reggio, la cultura non è solo un fattore di sviluppo, bensì lo sviluppo stesso, nonché pace e progresso».