Posts Tagged ‘lui mi critica’

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Un uomo da evitare: il lamentoso cronico

gennaio 8, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Esiste lo stereotipo della donna criticona e lamentosa, che stressa il marito o il fidanzato con inutili prediche, continue richieste, liste di fastidi. Eppure è diffuso anche il suo corrispettivo maschile, ossia il fidanzato, o il marito, che non fa altro che lamentarsi.
Il lamentoso cronico non lo fa apposta, è più forte di lui, la sua è un’attitudine naturale al lamento, a volte ereditata da una madre pesante e rompipalle. Spesso il suo è un modo per ricevere amore, cure e attenzioni, o per giustificare qualche sua mancanza. Allora ecco che arriva il lamento: “Sto male”, “Mi fa male la testa”, “Mi fa male la pancia”, “Sono stanco”, “Ho sonno”, “Ho fame”, “Sono stressato”, “Non ce la faccio”, “Ho un dolore qui”, “Ho un male lì”.
Se all’inizio tutto questo può passare quasi inosservato, con il tempo la frequenza esagerata con cui si presentano i lamenti balza agli occhi, cioè, pardon, alle orecchie. E diventa insopportabile.
All’uomo lamentoso causa fastidio ogni nostro entusiasmo. È esageratamente serio, contenuto, distaccato, mantiene sempre un certo controllo ed un certo contegno.
Sappi che tu non puoi stare male, perché sta male sempre lui. E quando sta bene, ringrazi il Signore per questo miracolo e fai di tutto per preservarlo.
Esistono donne forti, pazienti, tenaci, le uniche in grado di sopportare una vita insieme ad un uomo così. Ma anche loro prima o poi possono perdere la pazienza, o cedere per sfinimento, abbandonando il poveretto per rimpiazzarlo poi con un uomo più divertente e più leggero.
Se ti capita di imbatterti in un lamentoso, non credere mai che con il tempo possa migliorare, non illuderti di poterlo cambiare, non pensare che sia solo un periodo in cui tutto gli stia andando storto. Se non hai lo spirito da crocerossina, tanto vale mollarlo subito. Eviterai di fare la fine di Magda, moglie di Furio nel film di Carlo Verdone “Bianco, Rosso e Verdone”, chiusa in bagno da sola a ripetere disperata: “Non ce la faccio più. Non ce la faccio”.

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Quando la critica diventa distruttiva?

luglio 10, 2013

di Noemi Azzurra Barbuto
Il luogocomune vuole che noi donne siamo quelle sempre pronte ad aprire il becco su tutto ciò che riguarda il nostro compagno. Ma la verità è che spesso anche gli uomini non fanno altro che giudicarci per come ci vestiamo, per come cuciniamo, per come ci trucchiamo, per come parliamo, per le nostre scelte, amicizie, e così via.
Dietro quella che a prima vista potrebbe apparirci come una critica, a volte si nascondono solo una preoccupazione e un consiglio sensato , ma è anche vero che quello che con astuzia potrebbe essere spacciato come un consiglio, che noi siamo incapaci di accettare, spesso nasconde un velenoso giudizio.
È giusto che chi ci vuole bene ci corregga. Stare insieme vuol dire anche questo. Ma cosa distingue le critiche costruttive da quelle distruttive?
Innanzitutto, un elemento importante per distinguere un consiglio da una critica è la frequenza. Se qualsiasi cosa facciamo, lui è sempre pronto a dire la sua, in modo anche aspro, a volte persino con sarcasmo, state certe che di consigli non si tratta, sebbene voglia farli credere tali. Un consiglio viene dato con amore, non contiene anche rabbia.
Quindi, in questo caso, care amiche, vi informo che vi trovate davanti Mister Sotuttoio.
Mister Sotuttoio è il più grande degli insicuri.
Critica in te tutto ciò che non accetta di se stesso e ciò che lo spaventa. Sta sempre lì a cercare qualcosa che non va, per potersi porre sempre su un piano di superiorità rispetto a te perché si sente inferiore.
Tenterà di convincerti del fatto che lui è più grande, ha più esperienza, è più vissuto, è uomo, che non ti vuole criticare, ma aiutare. E ti farà sentire sbagliata sempre e comunque. Se non capirai il fine buono delle sue parole, ti accuserà di essere permalosa, esagerata, presuntuosa, arrogante, mentre tu inghiotti critiche su critiche in silenzio come bocconi amari. Ti accuserà anche di non potere parlare con te.
Vivere con Mister Sotuttoio può diventare davvero difficile e fare sorgere in te moltissime insicurezze. Ma la cosa peggiore è che piano piano smetterai di essere te stessa davanti a lui, per paura di infastidirlo e di sentirlo parlare.
Il suo sguardo su di te ti apparirà come quello di uno scrutatore. Non ti sentirai amata, ma ti chiederai “Chissà cosa vuole adesso?!”.
Mister Sotuttoio ti ama, ma non può fare a meno di giudicarti. Forse perché anche lui è stato tanto giudicato e anche perché non si accetta. Quella severità che usa nei tuoi confronti la usa anche verso se stesso. Non si ama, si giudica. Ma gli viene più facile fare pesare i giudizi su di te.
Tranquilla, piano piano ti abituerai. Dimenticherai che amare è libertà di essere ciò che si è, sentirsi a proprio agio sempre, non temere di essere giudicato, non criticare, bensì accettare l’altro per ciò che è.
Presto Mister Sotuttoio ti accuserà di essere un problema, un danno, una rovina, perché lui è tanto insoddisfatto della sua vita che deve trovare qualcuno o qualcosa a cui addossare tutte le colpe.
Forse finirai con il crederci. Ti sforzerai di essere perfetta, cioè, non perfetta, ma come lui vorrebbe che tu fossi, sebbene non ti sia chiaro cosa voglia.
Purtroppo, sai, è così facile credere alle cattiverie, soprattutto se vengono ripetute ogni giorno.
Non importa quanto tu sia bella, innamorata, devota, non importa quanto darai, quante ne perdonerai, quanta gioia porterai nella sua esistenza. Mister Sotuttoio vede tutto nero.
Potrà mai cambiare?
Ti devo dare una bella notizia. Ti sembrerà impossibile, ma sì, può cambiare.
Può passare dalle critiche agli apprezzamenti, può riconoscere i suoi errori, l’essere stato pesante, eccessivo, critico, severo, l’averti trascurata, il non averti fatta sentire amata. Può essere sinceramente addolorato e soffrire da morire. Ma solo quando ti avrà ormai irrimediabilmente persa.Perché lui è così: insoddisfatto e infelice. E come ogni insoddisfatto vuole solo tutto ciò che non può avere. Tutto ciò che gli manca.