Posts Tagged ‘isis’

h1

I terroristi? Li abbiamo finanziati noi

aprile 25, 2015

di Azzurra Noemi Barbuto

I TERRORISTI? LI ABBIAMO FINANZIATI NOI, facendo accoglienza indiscriminata. 

Nei prossimi mesi subiremo una vera e propria invasione senza precedenti storici. Gli altri Stati europei se ne sono già lavati le mani. Il nostro governo non ha avuto la capacità di opporsi. Sa soltanto subire. Abbassare la testa. Ci ha messi in pericolo. La posizione dell’Italia al centro del mediterraneo non determina il sorgere di una norma consuetudinaria di diritto internazionale che le imponga di accogliere gli immigrati come se fossero un problema suo. Il nostro mercato del lavoro è più in crisi di quello greco, le carceri sono strapiene di immigrati ed il sistema tutto è ingolfato. Dove metteremo tutta questa gente? Per non parlare della crescita esponenziale del pericolo di attentati terroristici che aumenta di pari passo con l’aumentare del numero di immigrati clandestini che arrivano in Italia. Quante persone devono morire perché qualcuno apra gli occhi e faccia qualcosa? Quanto ancora in fondo dobbiamo cadere prima che ci svegliamo? Il buonismo del centro-sinistra, del PD che di democratico ormai ha solo il nome inappropriato, sta distruggendo non solo una nazione, ma anche un popolo. Il nome “democratico” ormai è uno specchio per le allodole, una rassicurazione dietro cui trincerarsi, per nascondere il vero volto del partito del despota senza carattere Matteo Renzi.

h1

Immigrazione clandestina. Paragoni errati e fuorvianti 

aprile 23, 2015

di Azzurra Noemi Barbuto

Nella mia tesi di laurea magistrale mi sono occupata dell’immigrazione italiana nel dopoguerra. Paragonarla all’esodo di massa che ci sta investendo è completamente errato, un luogo comune semplicistico e retorico. L’immigrazione italiana del dopoguerra era:

– REGOLAMENTATA, ossia frutto di accordi tra Stati. 

– ERA GESTITA DAL NOSTRO STATO E NON DA CRIMINALI INTERNAZIONALI: ossia, l’Italia inviava negli altri Stati europei i nostri cittadini per ricevere in cambio materie prime, soprattutto carbone, fondamentale per la ripresa economica e la ricostruzione di un Paese devastato dal conflitto mondiale.

– I NOSTRI MIGRANTI ANDAVANO A LAVORARE: lo Stato ricevente aveva bisogno di manodopera, aveva bisogno di noi, e gli italiani si inserivano in mercati del lavoro in cui il loro posto era già assicurato prima di arrivare.

– LE CONDIZIONI DEGLI ITALIANI NEI PAESI RICEVENTI ERANO DURE: gli italiani erano non solo spesso oggetto di atti di razzismo, ma la loro vita era tutt’altro che facile e ricca. Lavoravano dalla mattina alla sera, famiglie intere, anche minori. Nessuno gli regalava alberghi, stipendi, viveri, affinché passassero la giornata in ozio. 

Se così fosse stato, l’Italia non si sarebbe mai ripresa e anche gli Stati meta dei nostri migranti ne sarebbero usciti devastati dal punto di vista economico e sociale. 

h1

Lega nord conquista il Sud: flirt o storia d’amore?

marzo 20, 2015

di Azzurra Noemi Barbuto

Da partito prettamente “nordista”, mirante alla piena indipendenza della padania dal resto dell’Italia, ostile al meridione e sempre pronto a prendere alla berlina gli italiani del Sud Italia, Lega Nord negli ultimi mesi ha segnato un cambiamento di rotta con un progressivo avvicinamento ed un’apertura al Mezzogiorno che sarebbero stati del tutto inimmaginabili prima, all’epoca in cui Bossi, il suo fondatore, tuonava contro il resto del bel Paese dall’alto del podio, infiammando gli animi contro i meridionali considerati “sporchi”, “mafiosi”, “ladri”, e chi più ne ha più ne metta. 





Un’apertura che si era già manifestata nel dicembre del 2010 con la diffusione di Radio Padania Libera in Puglia, precisamente nel Salento, meta di vacanze turistiche di Matteo Salvini, all’epoca europarlamentare di Lega Nord, che dichiarava solennemente nel gennaio 2011: “Nel Salento trascorrerò le vacanze, in Campania non andrò mai”.

Invece, Salvini in Campania e nelle altre regioni del Mezzogiorno si è poi recato, e anche spesso. E non per trascorrere le vacanze, bensì per propaganda politica. 
Monito per tutti i politici, che, dal momento che la politica stessa spesso assomiglia ad una contingenza di natura economica, dovrebbero andarci piano con le dichiarazioni passionali e lungimiranti per non essere poi tacciati di incoerenza. Ma forse poco gli frega! Più importante è “la ragion di partito”, anzi “la ragioni di voto”. 
“Lega nord ama il Sud”, è questo il titolo di un divertente servizio del programma “Le Iene”, andato in onda qualche settimana fa, ed è con questo slogan che il partito padano si fa strada sempre meno faticosamente verso il meridione. Il Sud: prima demonizzato e ora così fondamentale per il successo elettorale di Lega Nord nonché per il suo consolidamento a partito di rilevanza nazionale, al pari degli altri colossi.
Che sia questa la strategia portata avanti dal leader leghista? 
Ah, l’amore! L’amore! Quanto ci fa disperare questo nobile sentimento! Un giorno ci si odia e l’altro ci si ama! L’amore è così! O no? 
Ma non solo Lega Nord ama il Sud, è anche quest’ultimo a manifestare un sentimento di progressivo appeasement nei confronti del partito che fino a poco tempo fa lo denigrava con disprezzo. 
Ma cosa rende possibile questo felice sodalizio, o questo amore? Le ragioni sono certamente da ricercare nella critica situazione che sta vivendo l’Italia, ancora in crisi, non del tutto stabile politicamente e vessata sia dal problema, sempre più grave, di una immigrazione epidemica sia dalla piaga del terrorismo perpetrato dagli eserciti dello Stato islamico, che minacciano l’Italia. 
In questa situazione era inevitabile che un partito come Lega Nord, che si è sempre dichiarato con fervore contrario all’immigrazione, riscuotesse successo e seguiti nel Mezzogiorno, area che subisce e sente di più l’emergenza immigrazione, percepita come una vera e propria piaga. 
Un amore non privo però, come ogni grande storia d’amore, di possibili trame e pericoli, a cui il leader leghista dovrebbe fare attenzione. Infatti, nel suo tentativo di fare innamorare il Mezzogiorno, Salvini potrebbe suscitare le gelosie dei seguaci più radicali della Lega, per intenderci, quelli che consideravano i terroni “sporchi”, “mafiosi”, “ladri”, e chi più ne ha più ne metta. Un rischio certamente sussistente, ma reso comunque improbabile dalle dinamiche della psicologia sociale, secondo le quali due insiemi (o gruppi) opposti e divergenti sono destinati a diventare un unico grande insieme coeso davanti ad un altro insieme (o gruppo) ostile proveniente dall’esterno, in questo caso l’Isis, che sembra avere realizzato qualcosa di buono in Italia, una missione impossibile: mettere d’accordo terroni e polentoni. 
Bisogna altresì considerare che, nell’attuale spoglio panorama politico italiano, in cui domina uno scolorito Matteo Renzi che era stato salutato come l’uomo nuovo (più per la giovane età che per i propri meriti politici) in grado di portare una ventata di ossigeno e di risolvere le problematiche che affliggono l’Italia, ma rivelatosi poi incapace di fare fronte in modo deciso e opportuno alle richieste più importanti provenienti dal popolo, Matteo Salvini rappresenta l’alternativa più forte e concreta alla mollezza dell’altro Matteo.
Una congiuntura sicuramente favorevole alla Lega e, in primis, a Salvini, che ne appare del tutto consapevole. 
Possiamo fare facilmente una previsione a questo punto: si è aperta l’ascesa politica di Salvini verso la presidenza del Consiglio dei Ministri. Non ci resta che aspettare le prossime elezioni, con l’augurio che al popolo italiano sarà finalmente data la possibilità di esercitare quello che è semplicemente un suo insindacabile diritto: il voto.