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Il progetto Pail: un libro per crescere

dicembre 24, 2009

Noemi Azzurra Barbuto

«Avvicinare i giovani alla lettura al fine di favorirne la crescita umana e personale», è l’obiettivo del progetto PAIL, “Per Amare Il Libro”, organizzato dall’associazione Rhegium Julii, conclusosi ieri mattina nell’auditorium dell’Università della Terza Età, con la cerimonia di premiazione degli studenti che vi hanno partecipato.

Sette le scuole superiori coinvolte nel progetto e ben ventisette le targhe ed i premi consegnati, consistenti in un buono libri di 200,00 euro ciascuno. Alla vincitrice assoluta, Anna D’Angelillo, studentessa del liceo classico “T. Campanella” di Reggio Calabria, è stato invece assegnato un buono di 300,00 euro.

«I libri aiutano i giovani a scoprire la propria identità attraverso l’alterità», ha dichiarato Franco Cernuto, curatore del progetto, quest’anno alla sua terza edizione. Utili a questo scopo sono stati anche gli incontri con gli scrittori, Carmine Abate, Valerio Massimo Manfredi, Valeria Montaldi, Gianni Oliva, Tiziano Scarpa, Raffaele Nigro, durante i quali i ragazzi hanno avuto modo di confrontarsi con gli autori delle opere che hanno letto e recensito. Un’esperienza altamente formativa, soprattutto in virtù del fatto che spesso gli scrittori, al contrario dei personaggi televisivi, appaiono distanti al lettore che non ne ha un’immagine tangibile.

Il presidente dell’associazione Rhegium Julii, Giuseppe Casile, ha espresso la sua soddisfazione per la larga e felice adesione al progetto che «ha avuto come protagonisti non i libri, bensì i giovani stessi».

C’è la riscoperta della comunicazione al centro del progetto PAIL, quel confronto, fatto anche di ascolto e di lettura, che paradossalmente è entrato in crisi proprio oggi, nell’epoca di internet, che ha abbattuto le distanze, mettendoci gli uni con gli altri in contatto istantaneo.

Eppure, c’è proprio un «errore di comunicazione», secondo Francesco Barillà, esperto dell’associazione Rheghium Julii, dietro «la carenza di competenze minime di base che indica una lettura asfittica o, addirittura, latitante».

Ma non è colpa dei ragazzi. «Siamo noi adulti che non invogliamo i giovani a leggere», ha affermato Barillà, denunciando la perdita, da parte dei docenti e degli adulti in generale, della sana abitudine all’acquisto quotidiano del giornale.

Ecco cosa vuole offrire agli studenti il progetto PAIL: «modi di comunicare nuovi», cioè modi ai quali non siamo più avvezzi, perché «il futuro è duro -ha concluso Barillà- se non ci attrezziamo con i muscoli della mente, non facciamo passi avanti, e la nostra terra ha bisogno che voi siate forti».