Posts Tagged ‘governo renzi’

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Partito repubblicano: sogno o utopia? 

Maggio 8, 2015

di Azzurra Noemi Barbuto 

Negli ultimi mesi in Italia stiamo assistendo ad una progressiva corrosione della democrazia. È l’involuzione antidemocratica, che ha dato spazio a governi che non sono stati espressione della volontà del popolo, ma che gli italiani si sono trovati costretti a subire. 

Se questo fosse avvenuto in un altro Paese europeo, il popolo sarebbe insorto. Ma l’italiano, per certi versi, è passivo, e la crisi, invece di farlo ribellare, lo ha reso ancora più arreso. Sintomo chiaro di questo stato d’animo diffuso è il fatto che gran parte dell’elettorato non esercita più il suo diritto di voto. 

Vedremo a fine maggio, in occasione delle elezioni regionali, se questo dato ha subito qualche cambiamento e se gli italiani, finalmente, dopo avere subito l’imposizione (non si sa bene per volontà di chi) della privazione del diritto costituzionale e sacrosanto al voto, abbiano intenzione di riappropriarsene. 

Regionali che diventano sempre più decisive anche per comprendere e determinare il sistema di alleanze e verificare effettivamente gli equilibri di forze che si sono create.  

 Un banco di prova determinante che segna le sorti di tutto il nostro Paese. Solo dopo queste elezioni potremo capire se il progetto di un centro-destra unito da contrapporre a Renzi sia fattibile. 

Tocca ora agli italiani scegliere se lasciare il Paese nella mani del leader del Pd, mai votato dagli italiani, e di un centro-sinistra che sta favorendo per mero interesse economico l’immigrazione clandestina incontrollata, l’aumento delle tasse, concentrandosi su riforme che non risolvono i problemi degli italiani, come quella elettorale, o votare a favore del centro-destra.

Ma tocca anche ai partiti del centro-destra offrire agli elettori punti di riferimento certi, dissipando conflitti e confusione e presentandosi agli italiani compatti e uniti. Uniti per vincere. Per salvare un Paese che appare schiacciato tra le politiche dell’UE, che ha dimostrato di non volere assumersi la responsabilità collettiva di ciò che sta avvenendo nel mediterraneo, scaricando il problema solo sulle spalle dell’Italia, e quelle del governo.

Ecco la debolezza del centro-destra: l’incapacità di superare particolarismi, divisioni, partitismi. I leader dei partiti del centro-destra, come Salvini, Meloni, si dicono non interessati e definiscono l’unione di tutti “ammucchiata”, “minestrone”, senza capire che divisi si perde. 

L’unico a promuovere con convinzione e ad incentivare la convergenza e la coesione dei partiti di centro-destra, nonché l’unico che potrebbe renderla possibile, come già fece qualche anno fa con la creazione del PdL, è Silvio Berlusconi.

Indispensabile che lui stesso scenda di nuovo in campo e prenda in mano le redini di un centro-destra in cui ognuno vuole un ruolo di primo piano.

Vedremo se qualcosa cambierà da giugno, la situazione è tutta in divenire. Ma certamente lo scoglio è immenso. 

Quando le circostanze cambiano, quando i tempi cambiano, è inutile opporre resistenza, ci si fa solo danno. Bisogna individuare un obiettivo comune, che non può essere soltanto vincere Renzi, ma riprendersi e risollevare la nostra Patria.

Berlusconi, la cui strategia di vita è stata sempre quella di adattarsi alle circostanze, per trarne fuori il meglio, facendosi, a seconda delle esigenze, come lui stesso più volte ha affermato, “ora concavo e ora convesso”, questo lo ha capito. 

Ci auguriamo che lo capiscano anche tutti gli altri. 

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Boldrini: quando l’umanità diventa disumana 

Maggio 4, 2015

di Azzurra Noemi Barbuto

L’abbiamo vista commossa davanti agli immigrati, patriottica davanti ai partigiani, l’abbiamo sentita pronunciare parole di accorato cordoglio e comprensione nei confronti degli scafisti che traghettano i clandestini dall’Africa all’Italia, ma poi l’abbiamo vista anche intransigente e spietata nei confronti degli italiani, persino disumana verso quelle donne di cui si erge paladina.

La Boldrini, esperta nell’arte del doppiopesismo, manifesta due volti: uno umano e l’altro disumano. 

Ma l’umanità non può avere due pesi e due misure. Quando c’è davvero, rende sensibili verso qualsiasi dolore altrui. E, in particolare, verso la sofferenza dei familiari delle donne vittime di omicidio, presenti l’8 marzo scorso, in occasione della festa delle donne, davanti a palazzo Chigi, per onorare, con una manifestazione pacifica e di piccole dimensioni, la memoria di tutte quelle madri, sorelle, mogli, figlie, che sono state uccise spesso dall’uomo che diceva di amarle. 
Ma la Boldrini, come ci ha raccontato la presidente dell’associazione Famiglia c’è, Marina Brasiello, quel giorno ha riservato alle donne che l’aspettavano per ricevere un segno di vicinanza, un trattamento che si riserva più a dei criminali che a delle vittime. “Quando è arrivata la Boldrini, racconta Brasiello, ci hanno ordinato di stare zitti. Poi io mi sono avvicinata e ho detto alla signora che quelle donne aspettavano da lei una parola di conforto e l’ho pregata di farlo”. 
Ma il presidente della Camera ha risposto a questa richiesta ordinando alla polizia di allontanare Marina Brasiello. Nessuna parola. Nessun gesto. Solo tanta indifferenza e tanta alterigia. 
“Ci ha trattate come se fossimo nessuno”, continua la presidente di Famiglia c’è. 
“Come possiamo farci rappresentare da una donna che nega anche il dolore ? Ho urlato con un megafono, ho chiesto un gesto, un segno per quelle donne, ma abbiamo ricevuto solo indifferenza”. Ma al grido disperato di Brasiello ha risposto la Meloni, “che non solo e’ venuta li’, ma ha ascoltato una ad una le nostre storie, non cambierà molto, ma almeno ha dato un gesto di amore verso coloro che piangono i loro morti “. E questo era tutto ciò che quelle donne avrebbero voluto: semplicemente essere ascoltate. 
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Il cavallino di Troia e la miopia del governo Renzi

aprile 19, 2015

di Azzurrra Noemi Barbuto

Continue, incessanti e senza precedenti storici, le ondate di immigrati clandestini che dal Nord Africa partono alla volta dell’Europa non solo non accennano a fermarsi, ma aumentano in modo vertiginoso, complice la politica adottata dal governo Renzi, che, invece di bloccare, o almeno regolare, i flussi, li incentiva proponendo l’Italia quasi come immenso villaggio turistico al centro del mediterraneo, pronto ad accogliere con ogni sorta di confort i visitatori, fornendo servizi di ogni tipo, ovviamente gratuiti e che suscitano l’invidia e il malcontento dei cittadini italiani, sempre più vessati dalle tasse in aumento e dalla mancanza di politiche a tutela del diritto alla casa. 

 Ma ciò che dovrebbe generare maggiore scalpore e preoccupazione è il contesto storico-politico in cui vengono realizzate queste politiche intrise di buonismo e del tutto controproducenti, ossia quello in cui si è delineata ormai chiaramente prima una dichiarazione di guerra a tutto l’occidente e poi una sanguinaria lotta armata contro la nostra civiltà, la sua cultura, la sua religione, i suoi simboli, da parte dello stato islamico, i cui soldati hanno già mietuto vittime anche italiane.
Lo Stato italiano risponde a questa minaccia in modo molto cristiano, aprendo tutte le sue frontiere, consentendo così facile accesso anche ai terroristi islamici che, per questa via, cioè quella del viaggio in mare, possono eludere tranquillamente i controlli e penetrare in Italia come un virus.
Innanzitutto, bisogna sottolineare che l’Italia si è fatta carico di un problema che è europeo in primis, ma che ha rilevanza internazionale. Spesso ci si lamenta che l’Europa ci ha lasciati soli. Ma la colpa è nostra. La colpa è di un governo incapace di fare sentire la sua voce, di mobilitarsi nelle istituzioni europee, di intervenire.
 Si vuole semplicisticamente contrapporre il buonismo del centro-sinistra ad un approccio considerato crudele e razzista del centro-destra. Ma niente è più lontano dalla verità. Ciò che porta il centro-destra ad assumere una posizione quasi intransigente riguardo al problema dell’immigrazione clandestina non è il razzismo, ma il buonsenso.
Un governo ha il dovere di provvedere e proteggere i suoi cittadini, pena l’affermarsi di uno spirito ostile, terreno fertile per l’affermazione di organizzazioni parallele e contrarie allo Stato stesso. Abbiamo aperto le nostre porte e accogliamo ogni giorno e più volte al giorno il cavallino di Troia, nel cui ventre si nascondono i nostri nemici, che nottetempo verranno fuori per mettere a ferro e fuoco la città. Cosa potremo dire dopo? Potremo dire soltanto “stiamo stati noi ad accoglierli, è colpa nostra”. 
Ma, al di là di queste ipotesi del tutto verosimili, l’immigrazione clandestina andrebbe limitata e regolata diversamente perché crea problemi di ogni tipo, anche quello della delinquenza, dal momento che il nostro mercato del lavoro, saturo anche per noi italiani, non potrebbe accogliere una domanda di lavoro così importante. Un altro rischio concreto potrebbe essere quello sanitario. Insomma, si tratta di una vera e propria emergenza. Se il governo è davvero mosso da sentimenti di generosità e comprensione nei confronti di questi poveri disperati, e non dal mero interesse, tenga a mente che l’immigrazione clandestina genera migliaia di vittime in mare. Una morte atroce. Ecco perché i flussi andrebbero bloccati già in acque internazionali, quando il percorso per giungere in Italia è superiore o almeno pari rispetto a quello già coperto dai barconi della morte.
L’Italia è diventata, inoltre, complice non solo della sua distruzione, ma anche dell’arricchimento di quei gruppi terroristici che continuano a seminare morte e ci minacciano, in quanto contribuisce alla crescita del loro giro di affari illeciti e delle loro risorse economiche sempre più ingenti. Infatti, è più che lecito sostenere che i delinquenti che gestiscono i copiosi traffici di immigrati, altamente redditizi, siano legati ai gruppi terroristici che ormai hanno il pieno monopolio delle attività criminali più remunerative. 
Stando così le cose, se il governo Renzi non opererà un cambio di rotta nel mediterraneo, diventerà sempre più concreto il rischio che i terroristi islamici ci colpiscano al cuore. Non è allarmismo, ma lucida consapevolezza, quella che purtroppo manca a chi ci governa e a tutto il centro-sinistra italiano, la cui fine sarà segnata irrimediabilmente nel caso in cui la possibilità di un attentato dovesse concretizzarsi. 
Ai posteri l’ardua sentenza.