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Comprendere gli uomini non è poi così difficile

giugno 11, 2010

di Noemi Azzurra Barbuto

Capirli non sembra facile. Gli uomini spesso rappresentano per noi donne un enigma, ma a volte questo succede perché siamo noi a non volere vedere la realtà.

Eppure comprendere il proprio uomo non dovrebbe essere poi così difficile, dal momento che condividiamo con lui una vita intima sotto tutti gli aspetti. Il problema è che spesso, pur comprendendolo, mettiamo davanti noi stesse, i nostri desideri, i nostri bisogni, i nostri umori, soprattutto in quei particolari giorni del mese possiamo diventare intransigenti, anzi, diciamolo pure, insopportabili. E del resto non ci frega proprio niente!

Ma quanto sbagliamo! La complicità vera non è quella che si instaura tra le lenzuola, ma è molto più profonda. Essa è fatta anche di silenzi che racchiudono in sé tante certezze. Soprattutto una: io so chi sei. Quindi so di cosa ha bisogno, so perché adesso ti comporti così, e so anche cosa farai.

Questo è ciò che ha imparato una mia amica. E sapete chi è stato ad insegnarglielo? Proprio un uomo, il suo ragazzo.

E poi dicono che le donne siano più comprensive degli uomini. Non è sempre detto che sia così. Il punto è che le donne di oggi pensano di rinunciare a qualcosa ogni volta che assecondano il proprio uomo e non capiscono che una donna, una donna vera, sa dare al proprio uomo tutto ciò di cui lui ha bisogno senza per questo perdere qualcosa, semmai tutt’altro.

Non esiste donna più grande di quella che conosce il proprio uomo. Lo sapevano bene le nostre nonne, le quali governavano marito, casa e figli, eppure davano sempre l’impressione al proprio uomo di essere loro ad essere guidate, fragili e bisognose.

Se il femminismo, da un lato, è servito per l’affermazione di alcuni diritti inalienabili; dall’altro ha privato le donne di un bene immenso: la consapevolezza della propria femminilità. Il potere non è comandare, urlare, farsi sentire a tutti i costi. Come scrisse la magnifica Oriana Fallaci, «il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza».

E l’intelligenza spesso consiste nella capacità di stare in silenzio ed aspettare sicure ciò che sarà, sebbene molte donne si sentano svilite nella loro intelligenza ogni volta che sono costrette a chiudere la bocca, proprio non lo sopportano.

Ma se il proprio uomo un giorno è nervoso, ha problemi, la donna intelligente, che è sempre quella che lo terrà accanto a sé per sempre, a prescindere dall’aspetto fisico da fotomodella o meno, capisce che ha solo bisogno di essere calmato, o di stare in silenzio, o di parlare. Ogni uomo è diverso. E così ogni circostanza.

Tornando alla mia amica, lei è una ragazza dolce e comprensiva, eppure, quando ha qualcosa dentro, non riesce proprio a stare zitta. Il suo ragazzo un giorno le disse che aveva intenzione di chiudere la storia per questo tratto del suo carattere, pur amandola. E le chiese tempo. Lei, sempre impulsiva, la ragazza del “o bianco o nero”, non voleva aspettare, avrebbe preferito essere lasciata e andare avanti. Voleva una risposta subito. Allora lui le disse: «Se mi conosci davvero non hai bisogno di altre parole».

E lei solo in quell’attimo capì il termini “intimità” e cosa significa comprendere davvero il proprio uomo. È sapere ciò di cui ora ha bisogno e lasciarlo andare, perché non potremo mai perdere ciò che ci appartiene. E niente ci appartiene di più di ciò che conosciamo e comprendiamo davvero.