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Le stazioni centrali: da luoghi di transito a purgatori permanenti

giugno 14, 2015

di Azzurra Noemi Barbuto 

Ciò che avevamo previsto qualche mese fa si è compiutamente realizzato: il nostro Paese è al collasso. La politica sfrenata di accoglienza indiscriminata a chiunque sia diretto in Italia clandestinamente ha prodotto l’invasione delle città italiane, la nascita spontanea di campi-profughi a cielo aperto, in centro città, nelle arterie principali delle metropoli, le stazioni centrali, ed è proprio qui che si è interrotta bruscamente la staffetta dei clandestini, passati dalle mani degli scafisti a quella dei politici italiani. Le stazioni, sì, che si sono trasformate da luogo di transito di milioni di persone in tristi luoghi di degrado e di permanenza, una sorta di purgatorio in cui questi uomini senza documenti si trovano a stazionare in attesa di andare via. Ma andare dove? La Francia li respinge, chiude le frontiere, così gli altri Stati membri dell’UE, che tra i suoi principi fondamentali ha quello della cooperazione e della solidarietà tra gli stati europei. Valori predicati ma che non trovano riscontro nella realtà.  

 Ed emerge sempre più prepotentemente, sotto il peso delle inchieste della magistratura, ciò che si celava dietro il finto buonismo del centro-sinistra italiano: non lo spirito umanitario, bensì il becero interesse, aggravato dal danno che il governo, trasformando l’accoglienza agli immigrati clandestini in un business (o almeno consentendolo), ha fatto all’Italia tutta e a tutti gli italiani. 

Promesse, come quella di un rimborso ai comuni che avrebbero ospitato i migranti, ovviamente inadempiute, parole al vento, fumo, ed il malcontento degli italiani, presi clamorosamente in giro troppe volte, aumenta di pari passo con la loro motivata disperazione. Di contro, diventano sempre più numerosi anche i casi di cronaca nera che vedono protagonisti gli immigrati nel ruolo di carnefici. Un bollettino di guerra, che leggiamo ogni mattina bevendo il caffè. Lo chiamano “razzismo”, ma sarebbe più giusto chiamarla “esasperazione“. Agli italiani non è consentito neanche lamentarsi, dire “basta”, pena l’essere stigmatizzati come popolo razzista. Anche questo. Sì, perché, se non lo sapete, alcune statistiche europee dimostrano che gli italiani non sono virtuosi come i francesi, i tedeschi, gli inglesi, no, gli italiani sono razzisti. Però nessuno mette in luce il dato principale: gli italiani ospitano centinaia di migliaia di profughi ormai, gli altri Stati non li vogliono, li considerano spazzatura da scaricare nella pattumiera europea: il bel Paese. E gli italiani devono stare zitti, continuare a subire, subire sempre, subire un premier che ha fatto il volo pindarico da Firenze a palazzo Chigi senza essere mai stato votato dagli italiani. Un premier che si è rivelato incapace di risolvere i problemi italiani, ma capacissimo di crearne di nuovi e di aggravare quelli già esistenti. I fatti parlano chiaramente. 

  Siamo tornati indietro di qualche secolo. La stazione centrale di Milano, in piena esposizione internazionale, è un lazzaretto. I milanesi aspettavano milioni di visitatori. Sono arrivati migliaia di immigrati clandestini e con loro scabbia e malaria. 

Quale la via d’uscita? Renzi parla di un piano B, qualora gli Stati europei dovessero rifiutare gli immigrati. (Circostanza più che accertata, ma che lui continua ad ignorare). Ma non esplicita di cosa si tratti. Tutto viene lasciato al caso e nel vago nella sua politica delle chiacchiere e dell’improvvisazione, la politica fantozziana di un capo del governo che in casa fa la voce grossa e che all’estero, davanti ai potenti, diventa piccolino piccolino e non fa sentire la nostra voce. Così Renzi, da bravo scolaro abbassa la testa e dice sempre sì. 

Intanto l’Italia sprofonda in un baratro di cui ancora non abbiamo affatto visto il fondo. È il principio della fine. Ci aspetta un’estate troppo calda. Ed il caldo, si sa, dà alla testa, e favorisce la diffusione delle malattie, i profughi continuano ad arrivare, l’Italia continua ad accogliere, la Boldrini ci chiama “razzisti”, la sinistra ringrazia gli immigrati perché sono una risorsa (per le persone senza scrupoli), Renzi continua a twittare le sue frasi scontate, le zanzare aumentano, i casi di malaria pure, la temperatura continua a salire, la Francia continua a respingere, i profughi continuano a diventare sempre più pieni di pretese, le città sempre più pericolose, il sangue sempre più copioso, ma il cielo è sempre più blu… Per Renzi, che non comprende che l’accoglienza è un lusso. Un lusso che l’Italia non può permettersi. 

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Milano: più bella se vissuta in due

aprile 27, 2015

di Azzurra Noemi Barbuto

Esistono numerosi luoghi comuni sulla città di Milano, come quello che la vorrebbe sempre triste e grigia, burbera e indifferente, affaccendata nelle sue mille attività. Ma qui splende spesso il sole e, nei giorni sereni, il cielo che si apre immenso sopra i bei palazzi del centro è di un azzurro splendente, senza nuvole. 

 Milano è la città della moda, del colore, della vita frenetica, della finanza, dell’expo, sempre piena di gente nuova, da ogni parte del mondo, qui per lavoro, per affari, o per semplice vacanza. 

Ma Milano è anche la città delle escort, dei manager dello spettacolo fasulli, della gente che finge di essere ciò che non è, della gente che finge di avere ciò che non ha, delle ragazze-immagine, dei pr, dei modellari, delle modelle, molte improbabili, dei fotografi, molti improvvisati, dei ristoranti giapponesi ad ogni passo, degli after-party, degli happy-hour, dei brunch, dei lunch, delle ragazzine che arrivano qui da ogni parte del mondo con il desiderio di diventare importanti modelle e che poi sono costrette a fare altro per vivere.  

 Quando arrivi qui, ci metti un po’a capire come funziona. Ma una volta che lo hai capito, hai già le spalle abbastanza forti per cavartela in ogni situazione. Servono carattere, intelligenza, coraggio. Ma bisogna comunque fare qualche errore prima di fare qualcosa di buono. Bisogna dare la propria fiducia alle persone sbagliate per capire chi la merita davvero. 

Milano è una palestra. Ti allena alla vita.

Milano è anche la città dei single. Forse perché c’è così tanta scelta che non si sceglie, o forse perché, passando da una donna all’altra, da un uomo all’altro, stranamente, ci si disabitua ad amare, ci si allontana sempre di più dall’amore, finché si é così lontani che non si può più tornare indietro. 

E ne ho conosciuta di gente così. Per anni hanno collezionato partner su partner, convinti che questo significasse vivere davvero, per poi arrivare alla mezza età pieni di rimpianti e capire troppo tardi che forse la vita vera non si misura in base alle avventure avute, ma all’amore seminato dietro i propri passi. 

Essere single forse è più facile. Ma questa splendida città diventa più bella se vissuta in due, o quando sai che, dopo una lunga giornata di lavoro, c’è qualcuno che ti aspetta a casa.