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“Ali di burro”. Poche parole sul mio libro

Maggio 17, 2011

di Noemi Azzurra Barbuto

Credo che non sia facile per un autore parlare del suo stesso libro. E questo per non poche ragioni. Forse anche per una sorta di pudore. Penso anche che il lettore meglio dello scrittore sia capace di cogliere tutti i significati di ciò che legge, quelli che spesso sfuggono anche a chi scrive.

A me è successo che, rileggendo nel corso degli anni il mio libro, “Ali di burro”, appena pubblicato, ne abbia scoperto ogni volta aspetti diversi e molteplici. Pensavo fosse un libro che riguardasse i disturbi alimentari, l’aborto, il rapporto madre-figlia. Ma non è soltanto questo. Si tratta di un libro che parla di Vita, di rinascita, di guarigione, di dolore e di gioia.

Non è necessario avere una storia identica a quella delle protagonista per rispecchiarsi nel suo vivere, nei suoi pensieri, nelle sue paure, nei suoi dubbi, nelle sue esperienze.

Dico sempre che le storie si assomigliano un po’ tutte, anche quando sono diverse. Ed in cosa sono simili? Nelle emozioni. Le emozioni umane sono sempre quelle. Lo scrittore in gamba sa descriverle, così ce le fa rivivere.

Io spero di esserene stata capace. Ma questo soltanto i miei lettori potranno dirlo. Ciò che invece posso affermare con certezza è che questo libro l’ho scritto con il cuore e con l’anima. Così io amo. Così io scrivo. Così io vivo. E non conosco un altro modo di amare, di scrivere, di vivere.

L’ho scritto per me stessa, innanzitutto. Perché ne ho sentito l’esigenza. Come se qualcosa mi fosse esploso dentro e volesse fluire da me attraverso parole precipitate all’improvviso sulla carta, di solito di prima mattina. Io ho semplicemente seguito questa scia. Mi sono lasciata vincere, senza perdere nulla. Sono felice di averlo fatto. Ero felice anche allora, mentre lo scrivevo. Ma non l’ho fatto ponendomi il fine della pubblicazione, sebbene capisca che dirlo possa sembrare ipocrita. L’ho inviato alla case editrici per curiosità, per gioco, per mettermi alla prova. E le risposte che ho ricevuto mi hanno illuminata di gioia e di fiducia. Ciò che avevo scritto con il cuore e con l’anima piaceva.

Era come se questo libro già esistesse in un’altra dimensione, simile a quella dove vivono le Idee, secondo Platone. Io mi sono limitata all’eseguire il mio amabile compito: scriverlo.

A voi, miei cari lettori, lascio il piacere di leggere e quelle emozioni che mi auguro susciti in voi. Spero che piacere sia.

Ma non l’ho scritto solo per me stessa. L’ho fatto anche per le donne, sebbene sia convinta che Ali di burro sia un libro non solo per donne, ma anche per uomini, padri, mariti, compagni, per madri, figlie, donne che hanno intrapreso e conosciuto la strada buia dell’aborto, donne che si trovano davanti a questa difficile scelta di vita e di morte. Ali di burro è anche per coloro che troppo facilemnte giudicano, puntano il dito contro gli altri, senza domandarsi il perché di certe scelte, di certi comportamenti, senza vedere il mare infinito di dolore che spesso si nasconde dietro.

Alle donne voglio dire di essere più solidali tra loro, più complici, più amiche. Voglio dire a tutte le donne di volersi bene di più, nel duplice senso di volere più bene alle altre donne e a se stesse. Voglio dire alla madri di essere più comprensive verso le loro figlie, perché hanno tanto bisogno di loro. E alle figlie voglio dire di essere meno severe con le loro madri, meno dure. Sono donne anche loro. Non possono essere perfette.

Dico a tutte le donne di essere più clementi con se stesse.

Dobbiamo imparare a perdonare. Per vivere. Per tornare a vivere.

Voglio dire ai padri che il loro ruolo è fondamentale nella crescita dei figli. Non è un compito che si può delegare. Fate tanti complimenti ai vostri figli, fate notare loro la vostra felicità per i loro successi, e state loro vicini nelle loro sconfitte, nei loro dolori. Parlate con loro. Ascoltateli.

Mie care amiche, vi sorpendereste nel sapere quante donne vivono situazioni simili alle vostre, eppure voi vi sentite tanto sole e soffrite in silenzio. Non abbiate paura di chiedere aiuto. E ricordatevi di non perdere mai…la speranza.