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IL SEGRETL DELLA FELICITÀ: trasformare i nostri dolori in opportunità 

marzo 16, 2015
Pubblico l’intervista che mi hanno fatto per okfashion.




Anche la fine di un amore può essere una formidabile occasione per migliorare la propria vita. La dott.ssa dell’amore ci svela come essere felici.

Riparare i cuori infranti e mostrare l’opportunità che si nasconde sempre nel nostro dolore. In questo consiste il lavoro della dottoressa dell’amore – così battezzata simpaticamente dai suoi affezionati clienti -, Azzurra Noemi Barbuto.

Imprenditrice, scrittrice, giornalista, mediatrice familiare, ma soprattutto coach dei sentimenti, Azzurra si dichiara convinta del fatto che mai come oggi la gente abbia bisogno di amare e di sentirsi amata. E chi può dirlo meglio di lei che da anni ascolta le confidenze più intime di uomini e donne di ogni età che affidano a lei paure, dubbi, desideri, sofferenze, lacrime e sorrisi? 
Noi l’abbiamo incontrata per voi, nel suo studio di Milano, dove ci ha accolti sorridente. Atmosfera rassicurante e serena, ci si sente quasi a casa, viene voglia persino a noi di aprirci, in quell’ambiente così speciale, ma stavolta a raccontarsi è lei.
“DOTT.ssa BARBUTO, COME È NATA L’IDEA DEL SUO LAVORO?”.
“Tre anni fa ho creato la mia agenzia “Separati Sì Disperati No” mossa dalla consapevolezza che oggi le coppie e le famiglie si trovano ad affrontare problematiche nuove senza avere gli strumenti o li aiuti per superarle. Qualcuno dice che oggi la famiglia è morta. La famiglia, invece, esiste ancora, sebbene stia vivendo un periodo di trasformazione. Ciò che ci resta da fare è constatarlo senza vivere rincorrendo un modello irreale di “famiglia-cuore”, cioè finta, di plastica”.
“MA OGGI SONO SEMPRE PIÙ NUMEROSE LE COPPIE CHE SI SEPARANO, LEI COSA NE PENSA?”
“Sì, questo è un dato inconfutabile. L’errore è credere che la separazione segni la fine della famiglia. In realtà, si prende coscienza della fine di un amore, e questo certamente è molto doloroso, ma la famiglia resta e viene riorganizzata in modo migliore, a patto che gli ex-coniugi depongano le armi e decidano di collaborare, cosa molto più conveniente del conflitto”.
“QUESTA È PARTE DELLA SUA ATTIVITÀ, VERO?”.
“Esattamente. Tra i servizi principali offerti dalla mia agenzia c’è anche la mediazione familiare, prevista come facoltativa dall’art. 54 del 2006, per consentire alla coppia coniugata, con o senza figli, di giungere in modo autonomo e meno traumatico ad un accordo di separazione senza ricorrere alla procedura ordinaria di separazione in tribunale, bensì con l’aiuto del mediatore”.
“QUAL È IL SERVIZIO PIÙ RICHIESTO?”.
“Attualmente a Milano sto lavorando molto come coach. Questo è un ruolo che non ho scelto, ma che mi hanno dato i miei clienti. Quando ho aperto la mia agenzia molte persone, incuriosite, venivano a chiedere informazioni. Trovando sempre me ad accoglierli in studio, iniziavano ad aprirsi, a raccontarmi il loro dolore, i loro problemi. Io li ascoltavo, ma soprattutto li aiutavo a scorgere i possibili vantaggi che derivavano da una determinata situazione, nonché tutte le possibili soluzioni. Insomma, li spingevo all’azione e all’ottimismo. Questo produceva effetti immediati sulle loro vite. Così, con il passaparola, il mio impegno è cresciuto e ho deciso di istituire questo servizio di ascolto e sostegno a chiunque desideri confidarsi con la sicurezza assoluta di non essere giudicato, di potersi liberare, migliorando da subito la propria vita”.
“DI COSA HANNO BISOGNO COLORO CHE SI AFFIDANO A LEI?”.
“Oggi il bisogno più sentito è certamente quello di essere ascoltati. L’avvento dei social ci ha reso esseri più visivi che uditivi, e anche più solitari, nonostante sembri così facile oggi “stringere amicizia” su facebook, ad esempio, con un semplice click. Ma il bisogno di sentirsi riconosciuti, ascoltati, amati, non si è estinto, perché è insito in ciascuno di noi, anzi è emerso più prepotentemente”.
“QUINDI CI BASTA ESSERE ASCOLTATI PER STARE BENE?”.
“Sì. Il problema però è come ascoltare l’altro affinché questo possa produrre in lui dei benefici. È necessario un ascolto partecipe, che dia un riscontro al nostro interlocutore della nostra attenzione nei suoi confronti, non un ascolto indifferente o passivo”.
“I SUOI CLIENTI LE CHIEDO ANCHE CONSIGLI?”.
“Molto spesso succede. Ma io preferisco aiutare il mio cliente a trovare lui stesso le soluzioni migliori. Insieme valutiamo il problema, o il suo stato d’animo, cercando di capire da dove derivi e cosa potremmo fare per cambiare ciò che non ci sta più bene. Se io offro consigli, creo un cliente dipendente e insicuro, che avrà sempre bisogno di consultarmi. Se io, invece, aiuto il mio cliente a capire che dentro di sé possiede già le risorse e le risposte per migliorare e cambiare la sua esistenza, allora lo renderò forte e sicuro, autonomo e felice. Questo è il mio obiettivo”.
“LE VENGONO RACCONTATE TANTE STORIE, SI PUÒ INDIVIDUARE IN CIASCUNA UN FILO CONDUTTORE”.
“Le storie sono tutte diverse, però in parte si assomigliano. Il filo conduttore delle storie è certamente il bisogno di amare e di sentirsi amati che c’è in ognuno di noi. Si soffre tanto per amore. E soffriamo tutti, sia uomini che donne. Ma ciò che fa davvero soffrire non è l’amore che ci manca dagli altri, ma quello che noi stessi non riusciamo a darci”.
“COME SI COSTRUISCE UNA VITA MIGLIORE?”.
“Sicuramente attraverso la verità, la consapevolezza, l’azione e la fiducia. La negazione di un problema non può renderci felici, come neanche scappare. Dobbiamo passare attraverso il nostro dolore. Occorre, come primo passo, prendere coscienza della situazione in cui ci troviamo e, per farlo, è molto utile il sostegno di un coach, che ci possa poi anche motivare all’azione, perché solo questa ci avvicina ai nostri obiettivi. Siamo noi a dovere andare incontro ai nostri sogni, loro non ci cadranno mai dal cielo. Ed infine, l’ingrediente principale: la fiducia. Fiducia in noi stessi, nelle nostre capacità, fiducia nella vita, nel domani. Senza questa fiducia nulla è possibile”.
“È POSSIBILE SUPERARE LA FINE DI UN AMORE IMPORTANTE?”.
“Ogni giorno milioni di amori nel mondo finiscono e milioni di amori nascono. Quando finisce un amore, crediamo, a torto, che non potremo più innamorarci, amare, essere felici, ma la vita ci smentisce sempre. A volte commettiamo persino il gravissimo errore di restare attaccati ad amori sbagliati per la paura di ritrovarci soli o di non amare mai più. Così, mentre cerchiamo di sfuggirle, in verità, ci auto-condanniamo alla solitudine. La fine di una storia, come qualsiasi altro dolore, può essere una grande opportunità per migliorare la nostra vita. Sta a noi coglierla. L’amore è la forza più potente dell’Universo, ne era convinto anche Einstein. Prima o poi ci scuoterà ancora con la sua potenza, non ci possiamo sottrarre, dobbiamo solo lasciarci andare”.
“COSA CONSIGLIA A CHI SI TROVA A VIVERE QUESTA ESPERIENZA?”.
“Il consiglio più importante è quello di guardare avanti, continuare a voltarci indietro ci blocca o ci fa inciampare. Da subito dobbiamo porci obiettivi nuovi che ci diano energia e voglia di vivere”. 
“GLI UOMINI SOFFRONO COME LE DONNE?”.
“Da sempre l’uomo è considerato la parte forte in un rapporto, quasi insensibile. Ma gli uomini soffrono esattamente come le donne. Hanno le stesse paure, gli stessi dubbi, le stesse insicurezze, e piangono come noi. Anzi, forse oggi l’uomo è il sesso più debole all’interno di una relazione”.
“QUALE CONSIGLIO VUOLE DARE AGLI UOMONI E QUALE ALLE DONNE?”.
“Alle donne direi appunto di essere più se stesse, quindi più dolci. Il mostrarsi aggressive e dure non le rende più forti e spesso le penalizza. Le donne dovrebbero recuperare quelle caratteristiche tipiche del loro sesso, quali la femminilità, la grazia, la dolcezza, perché il loro vero potere risiede nella loro innata natura. Sarebbe un errore combatterla. Agli uomini, invece, direi di essere meno superficiali nel valutare una donna, di non fermarsi all’apparenza, di cercare di conoscere il suo cuore”.
“SONO SEMPRE DI PIÙ COLORO CHE SCELGONO DI RESTARE SINGLE, LEI COSA NE PENSA?”.
“Indubbiamente oggi sono sempre più numerosi i single, ma non lo leggo come un dato negativo. Essere single non è una scelta. È single chi non ha per il momento trovato una persona da amare e con cui condividere la propria vita quotidiana, gioie e dolori. Oggi si sceglie con più attenzione e più responsabilità chi avere accanto e questo non è sbagliato. Tuttavia, sarebbe un errore scappare dall’amore, eludere un impegno più importante, magari per paura. L’amore è in parte un rischio e, se vogliamo viverlo pienamente, dobbiamo avere il coraggio di buttarci dentro, altrimenti ci perdiamo il meglio di ciò che può darci”.
“QUAL È L’ERRORE PIÙ GRANDE CHE POSSIAMO FARE NELLE NOSTRE RELAZIONI?”.
“Certamente è quello di giudicare gli altri, di negargli quindi la nostra comprensione. Questo è un errore da non commettere in nessun tipo di rapporto, quello tra amici, tra genitori e figli, tra marito e moglie, e così via. Giudichiamo ciò che non vogliamo conoscere, il giudizio è un limite che noi stessi ci diamo e, come ogni limite, ci impedisce di crescere e di progredire”.
“ESSERE DONNA È UN VANTAGGIO NEL LAVORO O UN OSTACOLO?”.
“Non parlerei mai del mio genere come di uno svantaggio. Esattamente come non dovrebbe parlarne un uomo. Non contano il nostro sesso, la nostra bellezza, la nostra ricchezza, non contano neanche le carte che abbiamo, ma come ce le giochiamo. Il nostro successo, in qualsiasi ambito, dipende solo dalla nostra volontà. Il resto sono solo scuse”.
“QUANTO È IMPORTANTE OGGI ESSERE BELLI PER ESSERE FELICI?”.
“La bellezza è una vantaggio dispettoso che può svantaggiarci se ne facciamo troppo affidamento, trascurando altri aspetti. Ognuno deve sfruttare il suo potenziale per farcela nella vita, se una persona possiede la bellezza, allora perché non renderla un punto di forza? Ma bisogna ricordare che la bellezza non è un passaporto per la felicità. Conosco tante donne stupende ma infelici, anche in amore. Bisogna che un bel corpo ed un bel viso siano accompagnati da una bella testa e un grande cuore”.
“COSA RENDE UNA DONNA IRRESISTIBILE?”.
“Una donna di successo nella vita e in amore è quella che rispetta innanzitutto se stessa e la sua dignità. Questo la rende speciale. Siamo noi a doverci dare valore se vogliamo valere agli occhi degli altri. Allora trattiamoci con amore e verremo prese più sul serio”.
“QUALE MESSAGGIO VUOLE LANCIARE A CHI LEGGERÀ QUESTA INTERVISTA?”.
“Troppo spesso consideriamo i nostri difetti, i nostri errori o i nostri dolori come handicap che ci impediranno per tutta la vita di essere felici. Ma sono dei punti di partenza di un percorso che ci porta ad una vita migliore. Invece di combatterle, trasformiamo le nostre debolezze in punti di forza, in vantaggi. Invece di nasconderle, mettiamole in mostra. Come si fa? Basta guardarle sotto un’altra luce e ricordare che ogni cosa cambia in base al nostro atteggiamento. Ed in questo risiede tutto il nostro immenso potere”.
“COME SI FA A CAMBIARE LA PROPRIA VITA?”.
“Come si fa a non cambiarla, direi. Il cambiamento fa parte della vita stessa, siamo noi ad ostacolarlo, attaccandoci alle nostre abitudini e ai nostri riti, che, mentre ci danno l’illusione della sicurezza, ci impediscono di migliorare. Ci basta assecondare allora i cambiamenti ed agire, buttarci, avere un pizzico di coraggio. Il rischio ci ripaga sempre. Inoltre, ricordiamoci sempre che gli altri riflettono il nostro atteggiamento. Perché le cose cambino, è necessario che noi cambiamo il nostro comportamento”.
“QUAL È L’ERRORE CHE COMMETTIAMO PIÙ SPESSO?”.
“Sicuramente quello di rimandare. Ognuno di noi si sente eterno e crede di avere sempre tempo per poter fare le cose che desidera, per avere un figlio, per dichiarare il proprio amore, per dare un abbraccio. Dovremmo vivere come se ogni giorno fosse l’ultimo della nostra vita, allora forse saremmo persone migliori”. 
“COS’È LA FELICITÀ?”.
“La felicità non è raggiungere un obiettivo, ma avere un obiettivo da perseguire. È questo a dare un senso al nostro vivere. Ecco perché io aiuto il mio cliente ad individuare obiettivi nuovi e a studiare le strategie opportune e le azioni migliori per raggiungerli”.
“COSA VUOLE DIRE AI NOSTRI LETTORI?”.
“Questo è il primo giorno del resto della tua vita. Non sprecarlo guardando indietro. Il passato non esiste più e tutto ciò che conta è qui e ora”.
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SCEGLI TU IL COLORE DA DARE AL MONDO

aprile 9, 2013

untitleddi Noemi Azzurra Barbuto
Critiche, lamentele, lamenti, giudizi severi, sono come un veleno che intossica noi, chi ci sta vicino e la nostra vita. Per garantirci ed attirare a noi stessi fortuna, benessere, successo, risultati, realizzazione è fondamentale che impariamo a coltivare la positività.
Non serve il pollice verde per farlo, ma delle lenti rosa con cui guardare il mondo e tutto ciò che ci circonda. Si tratta di un’attitudine che di solito è innata, ma che, con qualche sforzo, può essere sviluppata.
Se siamo abituati a guardare soli i lati negativi delle persone e di ciò che ci accade è forse perché noi stessi in passato siamo stati giudicati, criticati ed abituati alla negatività. Fare questo viaggio mentale nel passato alla ricerca dei motivi che ci hanno reso così critici sicuramente può aiutarci a comprendere meglio ciò che ci succede nonché il fatto che tale atteggiamento può nuocere a chi ci sta accanto, esattamente come fece male a noi anni addietro.
Ma prendere consapevolezza di un problema non è risolverlo. Bisogna che ci sia dentro di noi la volontà di cambiare la nostra vita, di migliorarla. Ciò richiede grande impegno, perché si tratta di rimuovere delle abitudini ormai radicate in noi.
Davanti ad un problema, invece, di abbatterci, iniziamo a pensare alle possibili soluzioni. Davanti ad un evento imprevisto che rischia di danneggiare i nostri interessi, cerchiamo il modo di sfruttarlo a nostro vantaggio. Impariamo a trasformare il male in bene. Questa è la capacità più preziosa da acquisire, perché ci rende invincibili. Impariamo a non giudicare gli altri e noi stessi con eccessiva severità, non manchiamo di esaltare le qualità positive di chi ci sta accanto, invece di metterne in luce aspetti negativi, difetti ed errori.
Facendolo, ci sentiremo più sereni e più felici, e la nostra vita si trasformerà, perché ogni cambiamento importante nasce dentro di noi.
Pensare positivo è credere fino alla fine che le cose andranno bene, che riusciremo nei nostri obiettivi, che domani splenderà il sole, che chi ci piace si accorgerà di noi, che al primo appuntamento perderà la testa per noi, che guariremo presto, che la vita è piena di dolori, ma soprattutto di gioie.
Essere felici non è una fortuna piovuta sulla testa di alcune persone. Essere felici è una scelta.
Potremmo chiederci allora perché la gente non scelga di essere felice. La risposta è semplice: perché essere infelici, piangersi addosso, lamentarsi, criticare, sconfortarsi, abbandonare sogni e progetti, arrendersi, risulta loro molto più comodo. Questa gente vuole essere infelice, eppure continua a lamentarsi che tutto continua da sempre ad andare male, che non ci sarà mai nulla di buono per loro, che sono sole, che il mondo fa schifo, che la gente è cattiva.
Non si mettono mai in discussione, perché il cambiamento li terrorizza. Ed essere felici è cambiare.
Un atteggiamento positivo migliora la nostra vita semplicemente perché ci predispone all’ottimismo e all’azione, ci rende meno faticoso agire, fare, creare, inventare, impegnarci, proprio perché ci porta a credere in ciò che facciamo e nei risultati. E questi arriveranno certamente.
Basta davvero solo un sorriso a volte per migliorare una giornata storta, per avvicinarci agli altri e per risolvere un problema. La gente riflette il nostro atteggiamento e ci ricambia con cio che noi le diamo e trasmettiamo. Non ci credete? Provate.
E ricordatevi sempre che: indossate le nostre lenti rosa, diventiamo tutti un po’ magici.