Posts Tagged ‘come conquistare una donna’

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Vuoi conquistarla? Trai ispirazione dai tuoi film preferiti

gennaio 27, 2015

Di Azzurra Noemi Barbuto
Balli lenti, serenate sotto casa, solenni dichiarazioni, lettere profumate, lunghe attese per un solo bacio. Una volta l’amore aveva qualcosa di magico: il romanticismo.
Era forse per questo che le relazioni duravano di più?
Oggi ci si prende e ci si lascia nel giro di una settimana, si litiga e si fa pace su whatsapp, ci si incontra su fb e si fa l’amore online.
I tempi cambiano, sì, ma non sempre le cose migliorano.
Forse, se facessimo un passo indietro, riscoprendo e recuperando il romanticismo andato perso, l’amore tornerebbe ad essere più duraturo e più emozionante.
Allora perché non ispirarsi ai protagonisti maschili dei classici del cinema per diventare l’uomo dei sogni di ogni donna e vivere un amore da favola?
1. Siete convinti che il gentilsesso si lasci conquistare solo con il denaro? Non preoccupatevi qualora le vostre risorse economiche non fossero esattamente come quelle di zio Paperone, perché, per conquistare il cuore di una donna non serve affatto essere milionari. Prendete esempio dallo squattrinato scrittore esordiente Paul, interpretato da George Peppard, nell’intramontabile film “Colazione da Tiffany” (1961, diretto da Blake Edwards). Non potendosi permettere di regalare ad Holly (Audrey Hepburn) un anello di brillanti ma non volendo farla uscire a mani vuote dalla sua gioielleria preferita, decide di farle incidere un anellino trovato in omaggio dentro una confezione di patatine. Mossa vincente considerando che la ribelle ragazza, commossa da questo gesto d’amore, sceglierà di restare con lui abbandonando il progetto di andare all’estero e sposare un milionario.
2. L’amore romantico richiede coraggio, bisogna osare ed essere pronti a superare i propri limiti per la donna che si ama. Esattamente come fa il milionario Edward, interpretato da Richard Gere, nel celebre film “Pretty woman” (1990, diretto da Garry Marshall). Lo scapolo d’oro corre a riprendersi la sua ragazza (Julia Roberts) e lo fa arrampicandosi su una scala antincendio con tanto di mazzo di rose rosse tra i denti, proprio lui che era terrorizzato dal vuoto e dalle altezze.
3. L’amore romantico richiede tenerezza. Ricordate che dentro ogni donna c’è una bambina da amare e coccolare. Lo sa bene l’affascinante uomo d’affari Jack, interpretato da Harrison Ford, nel film “Una donna in carriera” (1988, di Mike Nichols), che prepara un panierino di plastica, come quello che usavamo all’asilo, con tutto l’occorrente per il primo giorno di lavoro di Tess (Melanie Griffith), che ha appena ottenuto il posto dei suoi sogni.
4. Non abbiate paura di mostrare e dimostrare i vostri sentimenti davanti al mondo intero. Come fa il libraio Will, nel divertente film “Notting Hill” (1999, diretto da Roger Michell), interpretato da Hugh Grant, che nel corso di una conferenza stampa internazionale dichiara il suo amore a Julia Roberts, nei panni della bellissima star di Hollywood Anna Scott, che ruba il cuore del timido ragazzo inglese.
5. Non abbiate fretta. Imparate ad aspettare. Un giorno, una settimana, un mese, un anno. Non importa. Ciò che conta è non bruciare le tappe. L’amore romantico deve essere vissuto e non consumato. Anche Dracula lo sosteneva: per la donna che si ama si può aspettare un’eternità. Ecco cosa narra poi a Mina, interpretata da Winona Ryder, nel film “Dracula di Bram Stoker” (1992, diretto da Francis Ford Coppola), quando finalmente la ritrova: “Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti”.
Ovviamente, lei non può resistere alle appassionate parole del misterioso conte, interpretato da Gary Oldman, e dimentica persino il suo promesso sposo.
6. Credete che l’amore romantico sia qualcosa di melenso e noioso? Vi sbagliate, perché è super divertente e si nutre di risate e allegria. Ed è proprio con l’ironia che, nel film “La vita è bella” (1997, diretto da Roberto Benigni), Guido (Roberto Benigni) conquista il cuore di Dora (Nicoletta Braschi) e costruisce poi per lei un mondo ovattato in una realtà, come quella della guerra, tutt’altro che confortevole, vincendo il terrore e combattendo il male assoluto con il sorriso, per rassicurarla in nome dell’amore.
7. Essere belli non vi farà automaticamente essere amati. Ciò che vi rende amabili è la tenerezza. Ed è questa che più di ogni altra cosa rende l’amore romantico. Pensate all’orribile mostro del film d’animazione “La bella e la bestia” (1991) di Walt Disney. Dietro quell’aspetto rude e spaventoso si nascondeva, in verità, un principe dall’animo gentile e premuroso. Ed è questo che fa innamorare perdutamente Belle. E sarà, infine, l’amore di lei a liberarlo, trasformandolo in ciò che è da sempre: un bellissimo principe. Sì, perché è l’amore a renderci migliori.

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In amore le strategie servono?

giugno 14, 2011

di Noemi Azzurra Barbuto

«Nella guerra d’amor vince chi fugge», recita un antico proverbio. Prova che in amore, come in guerra, sono sempre esistite strategie e ci si è sempre interrogati sulla loro efficacia. Ma, se da un lato, la guerra, con lo sviluppo delle nuove teconologie, ha assunto via via nuove forme ed ha dovuto adattare le tattiche ai mezzi; dall’altro, l’amore non è mai cambiato e mai cambierà. E così le sue regole.

Parlare di strategie è un po’ come parlare di finzione. E per questo ci si chiede, innanzitutto, se sia lecito simulare in amore.

Viviamo in un mondo fatto di plastica e noi stessi, nella vita di tutti i giorni e senza cattiveria, siamo portati a fingere in tante piccole cose. Tuttavia, se fingere è ammesso fuori di casa e per motivi di opportunità (e non di opportunismo, altrimenti sarebbe bieca ipocrisia), non lo è più in casa e con le persone che ci sono più prossime e che amiamo.

Ma esiste una fase, in ogni relazione, in cui due persone sono ancora sconosciute l’una all’altra, non si amano, pur sentendosi vicine e condividendo un forte desiderio di stare insieme. È la fase del corteggiamento, quella in cui ciascuno cerca di mostrare all’altro il meglio di sé ed in cui ciascuno, in qualche modo, adotta delle piccole strategie, sia per capire quanto l’altro sia interessato sia per alimentare le fiamma appena accesasi.

In questa fase, adottare delle piccole strategie non solo è lecito, ma anche conveniente. Tuttavia, è importante non fingere di essere persone diverse da quelle che siamo, altrimenti il rischio è che l’altro si innamori di qualcuno che non esiste. E la storia, in questo caso, sarebbe destinata inevitabilmente a naufragare. Infatti, si può fingere per qualche giorno, non per tutta la vita.

Inoltre, chi aspirerebbe ad avere accanto una persona che non lo ama per ciò che è, con la quale non potersi sentire libero di essere semplicemente se stesso? Questa è la schiavitù peggiore che esista. E l’amore stesso, in fondo, altro non è che liberazione da tutte le finzioni del mondo e della vita quotidiana, perché non esiste niente di più bello che tornare a casa e poter sfogare con chi ci ama la fatica dell’avere dato il meglio di sé e la delusione dell’avere comunque perso, o la gioia dell’avere vinto.

Dunque, in amore le tattiche servono, ma non dobbiamo mai aspirare ad un rapporto tattico.

La strategia, inoltre, ha molto a che fare con la competizione e nulla rovina maggiormente il rapporto di un clima di competizione tra i due parteners, che non devono essere antagonisti, bensì protagonisti della stessa storia d’amore.

Ma allora quali regole possono essere applicate all’inizio? Nella fase del corteggiamento, non c’è nulla di sbagliato nel mostrare la parte migliore di se stessi. L’errore è credere però che, mostrando quella peggiore, ossia i nostri fallimenti, le nostre delusioni, i nostri problemi ed i nostri difetti, l’altro non si innamorerebbe mai di noi e scapperebbe via. Tuttavia, è importante, in questa prima fase, mostrarsi sempre positivi, non piangersi addosso, non raccontare subito di quanto ci si sente soli, di quanto sia stato faticoso chiudere l’ultima storia, e così via. Ci sarà tempo poi per tutto il resto. Ed una dose di mistero non fa altro che accentuare il fascino di ciascuno.

Bisogna trasmettere all’altro un senso di autonomia, che gli faccia capire che la nostra vita sarebbe bella insieme a lui o lei, ma lo è anche senza. Quindi, mai fare tante telefonate, mai mandare tanti messaggi. «Bisogna muoversi come ospiti, pieni di premure, con delicate attenzioni, per non disturbare», dice Franco Battiato nella sua canzone “Tutto l’universo obbedisce all’amore”.

Insomma, bisogna fare sentire la propria presenza, per non correre il rischio che l’altro avverti disinteresse e menefreghismo, ma non bisogna invadere lo spazio dell’altro e trasformarsi così in un peso.

In fondo, queste regole non valgano soltanto all’inizio, ma sempre. Ognuno di noi ha bisogno del suo spazio. Ed i rapporti più felici sono quelli in cui ciascun partner con fiducia riconosce all’altro l’esigenza di stare da solo. Inoltre, sia uomini che donne sono più attratti dalle persone indipendenti.

Sfatiamo un mito: non sono solo le donne ad applicare certe piccole strategie, ma anche gli uomini. Spesso non chiamano subito dopo il primo incontro per non dimostrarsi invadenti, per non manifestare un interesse eccessivo, che potrebbe avere un effetto negativo. Sanno temporeggiare. Tuttavia, un uomo veramente interessato non resisterà a lungo e chiamerà, inviterà la donna ad uscire.

Non è importante che sia l’uomo a fare il primo passo. Il primo passo può anche farlo lei. Ciò che conta è che una donna mantenga sempre la sua eleganza e la sua dignità. Non esiste afrodisiaco più potente di questo. Mai correre dietro ad un uomo. Tutto ciò che si ottiene è vederlo correre ancora più veloce.

In fondo, perché correre dietro a chi scappa via? Si rischia soltanto di cadere, di stancarsi, di sfinirsi, di non accorgersi di tutto ciò che di meglio c’è intorno.