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Gocce di vita: musica, memoria e solidarietà al teatro Cilea

dicembre 8, 2009

di Noemi Azzurra Barbuto

«Non è solo un concerto, ma un abbraccio tra musica, memoria, solidarietà e speranza», con queste parole Rosetta Neto, presidente della fondazione “Italo Falcomatà” e moglie dell’ex-sindaco, ha presentato, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri mattina nella sede della fondazione, la serata di musica “Gocce di vita”, diretta dal maestro Gian Rosario Presutti, che si terrà mercoledì 9 dicembre alle ore 21 al teatro “Francesco Cilea”.

Accanto a lei il figlio, Giuseppe Falcomatà, e Tonino Nocera, responsabile del settore cultura della fondazione.

Il concerto riproporrà le colonne sonore di celebri film che hanno fatto la storia del cinema, tra questi “Il gladiatore” di Ridley Scott, “Il postino” di Michael Radford, “Il mago di Oz” di Victor Fleming, “Colazione da Tiffany” di Blake Edwards; «ma anche – ha precisato Pasquale Faucitano, primo violino dell’orchestra del teatro Cilea – musiche da balletto di Pyotr Ilyich Tchaikovsky».

L’evento, organizzato con il sostegno della Regione, della Provincia e del Comune di Reggio Calabria, è diventato ormai un appuntamento fisso, che si ripete quest’anno per l’ottava volta, per celebrare l’anniversario della prematura scomparsa di Italo Falcomatà, avvenuta nel dicembre del 2001, coniugando i valori della musica e della solidarietà.

L’incasso della serata, infatti, sarà interamente devoluto alla Casa Corigliano di Villa San Giovanni, «una struttura residenziale socio-assistenziale, sviluppata su due piani e fornita di giardino – ha spiegato Alfonso Canale, segretario della Caritas Diocesana di Reggio Calabria ed amministratore della struttura – che ospita uomini con problematiche di tipo psichiatrico privi di un nucleo familiare che li accolga, al fine di favorirne il reinserimento sociale nel territorio attraverso lo sviluppo delle loro attitudini».

Sorta alla fine degli anni ’80 e recentemente ristrutturata, consentendo adesso l’accoglienza di dodici ospiti, Casa Corigliano «nacque come una scommessa – ha raccontato don Nino Pangallo – in un momento in cui, dopo la chiusura del manicomio, nessuno si interrogava sul futuro dei disabili mentali».

Una scommessa vinta con successo, dal momento che Casa Corigliano rappresenta un luogo in cui i disabili mentali possono trovare quel clima sereno e familiare, basato su un rapporto duraturo con gli operatori, che risulta fondamentale nel trattamento di questo tipo di malattie, che, come ha sottolineato il sacerdote, riguardano sempre di più i giovani.

Dunque, un’occasione non solo per ricordare un uomo politico che si è dedicato con amore alla nostra città, ma anche per lanciare un messaggio sociale da non dimenticare attraverso «le note musicali che – ha affermato Neto – mantengono viva la memoria, risvegliando in noi emozioni, ricordi, frammenti del nostro vissuto».