Posts Tagged ‘città metropolitana reggio calabria’

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Verso la creazione dell’Associazione dei Comuni dell’Area dello Stretto

dicembre 16, 2009

di Noemi Azzurra Barbuto

«Insieme siamo ancora più forti». È sulla base di tale diffusa consapevolezza che lunedì 14 dicembre nella sede della Prefettura i rappresentanti di diversi Comuni della provincia reggina ed il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per l’approvazione e la sottoscrizione dello statuto dell’Associazione dei Comuni dell’Area dello Stretto.

Il protocollo, firmato alla presenza del prefetto di Reggio Calabria, Francesco Musolino, che ha sostenuto fin dal principio l’iniziativa e al quale l’accordo stesso attribuisce il ruolo di garante degli impegni assunti, nonché del vice prefetto Giuseppe Priolo, costituisce un ulteriore passo verso la costituzione di un organismo nuovo, comprendente i comuni firmatari, all’interno del quale possano essere coltivati, come ha affermato Scopelliti, «quel dialogo, quel confronto e quella collaborazione che spesso sono mancati tra i sindaci della provincia».

Infatti, attraverso questo accordo i rappresentanti dei Comuni di Bagnara Calabra, Calanna, Campo Calabro, Cardeto, Fiumara, Laganadi, Montebello Jonico, Motta San Giovanni, Reggio Calabria, San Roberto, Sant’Alessio, Santo Stefano, Scilla e Villa San Giovanni, si impegnano a proporre, entro sessanta giorni, ai rispettivi Consigli Comunali l’approvazione dello Statuto costitutivo dell’Associazione dei Comuni dell’Area dello Stretto, già presentato e discusso il 9 aprile scorso.

«Un momento importante di sinergia, che viene dal basso e che testimonia la capacità della provincia di interfacciarsi all’interno di se stessa», con queste parole il prefetto ha parlato dell’iniziativa, sollecitata dal sindaco di San Roberto, Giuseppe Vizzari, di formalizzare un’alleanza tra i Comuni.

L’idea nasce, come ha spiegato Priolo, «dalla necessità di aggregarsi al fine di realizzare strategie unitarie per lo sviluppo integrato, per la gestione associata dei fondi comunitari e di alcuni servizi come la polizia municipale». L’Associazione dei Comuni dell’Area dello Stretto, inoltre, «sarà libera di proporre – ha puntualizzato Musolino – alla Prefettura e alla Provincia i temi che riterrà più opportuno sviluppare»

«Prove tecniche di città metropolitana», così Scopelliti ha definito il risultato conseguito lunedì, «frutto di una grande collaborazione tra i sindaci dell’area dello stretto in funzione dell’obiettivo comune della città metropolitana che non potrà riguardare solo Reggio Calabria».

Scopelliti ha sottolineato l’esigenza, per un territorio che punta sul turismo come risorsa, di valorizzare anche le zone interne e montane, proprio perché «il turismo non è solo quello estivo». In quest’ottica l’accordo con i sindaci dei comuni più distanti dalla costa può rappresentare un modo per promuovere il territorio nella sua interezza.

Convinzione condivisa anche dal sindaco di San Roberto, secondo il quale, «la città metropolitana si estende oltre i confini della città, includendo la montagna, che svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo».

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Un pericolo che tutti corriamo: non essere soccorsi

novembre 24, 2009

di Noemi Azzurra Barbuto

Reggio Calabria – Accasciato per strada, con gli occhi sbarrati e la bocca spalancata in cerca di aria, così si è presentato Daphai Mohammed, marocchino di 53 anni, al personale della Croce Rossa che ieri sera, lunedì 23 novembre, dopo 45 minuti di inutile attesa dell’autoambulanza del 118, lo ha soccorso nei pressi del museo nazionale della Magna Grecia, precisamente all’angolo tra via Demetrio Tripepi e via Domenico Romeo.

Ad allertare i sanitari sono stati i vigili della polizia municipale, ai quali Mohammed con estremo sforzo ha consegnato un referto medico (rilasciato dall’Azienda Ospedaliera Piemonte di Messina) che evidenziava gravi problemi respiratori.

Vedendo che lo stato dell’extra-comunitario peggiorava ed i soccorritori non giungevano, i vigili hanno richiesto senza successo l’intervento di un’ambulanza privata per il trasporto del malato in ospedale, infine, l’arrivo dei volontari della Croce Rossa, ritardato peraltro da un errore nella comunicazione del luogo in cui si trovava Mohammed (via Roma invece di via Romeo).

Insomma, numerosi “incidenti di percorso” che hanno tenuto con il fiato sospeso non solo Mohammed, che aveva ormai raggiunto uno stato di incoscienza a causa della mancanza di ossigeno, ma anche coloro che gli stavano intorno impotenti e sconcertati dalla lentezza del servizio di pronto intervento.

Ma il calvario del marocchino non si è concluso una volta raggiunto il pronto soccorso degli Ospedali Riuniti. Infatti, Mohammed ha dovuto nuovamente aspettare di essere visitato.

Un’attesa che avrebbe potuto facilmente essere fatale in altre circostanze e che deve preoccupare tutti quanti, dato che ieri è successo a Mohammed, oggi potrebbe accadere a chiunque di noi di avere bisogno di un’autoambulanza, che dovrebbe garantire sempre tempestività per non perdere la sua funzione.

In ospedale il malessere di Mohammed, nonostante fosse attestato il suo problema polmonare, non è stato preso sul serio. Si è parlato di lui come di “un attore, abituato a fare certe scene”.

Ma che sia vero o no il fatto che quest’uomo non respirasse, questo episodio ha messo in luce un problema che noi tutti conosciamo ma che nessuno ancora ha risolto: l’insufficienza dei mezzi di soccorso.

Deve forse morire qualcuno perché si faccia qualcosa di concreto per risolvere una situazione ancora più vergognosa ed inaccettabile in una città adesso “metropolitana”?