Archive for the ‘Uncategorized’ Category

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Perché gli uomini preferiscono le escort?

luglio 24, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Un tempo capitale mondiale della moda, oggi Milano è diventata la capitale delle escort. Sembra che sia questa l’attività più in voga da queste parti. Forse per colpa della crisi, sono sempre più numerose le donne pronte ad offrirsi al migliore offerente. Ed è così che la prostituzione si è, come dire, “nobilitata”, ma senza mutare la sua essenza, cambiando forma ma non valore, modo, ma non significato. In fondo, sempre di “vendersi” si tratta. Ma è chiaro che dove c’è offerta c’è anche domanda. Parallelamente al numero di donne disposte a vendersi, infatti, cresce il numero degli uomini disposti a comprare la compagnia di una donna per una sera. Senza vincoli, senza conseguenze, senza domande, senza sensi di colpa. Basta pagare per appagare il proprio bisogno di amore. Ed ecco che Milano evolve (o involve) sempre di più verso una città di individui singoli, refrattari ad ogni tipo di legame, sempre di corsa, impegnati, senza tempo per fare la spesa né per avere una relazione stabile. Perché la “singolitudine” non è una condizione, è “un vizio che tu non vuoi smettere smettere mai”.
Eppure tutti abbiamo bisogno di amore. Allora l’amore si compra come qualsiasi altro bene di prima necessità. Sotto l’impulso del bisogno. A seconda dell’esigenza. Comprare amore per non amare mai. Per restare liberi. Per restare soli.
Ecco cosa c’è dietro tutto questo: tanta paura di amare. Una paura che più si elude acquistando amore e più cresce.
Ed eccoli lì: schiere di uomini quarantenni, cinquantenni, sessantenni disperati e sempre più penosi, in giro con ragazzine che potrebbero essere le loro figlie, solo per sentirsi ancora giovani, amati e desiderati. Ma è tutto un bluff. È tutta finzione.
Oggi tutto si può comprare. E a qualsiasi ora. Si possono comprare le cose, le case, le persone, i loro corpi, le loro azioni, la dignità. Ma per quanto possiate spendere non potrete mai comprare tutto ciò che veramente cercate, ciò di cui veramente avete bisogno: l’amore.

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L’uomo sfigato: 10 modi per riconoscerlo subito

aprile 22, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
A chi di noi non è capitato di uscire con un uomo dal quale sarebbe stato meglio stare alla larga?! Le cattive esperienze non mancano a nessuna donna, tuttavia sono queste che poi ci aiutano a capire quando ci troviamo davanti l’uomo giusto per noi.
Il mondo è pieno di uomini da evitare, per non correre il rischio di uscirci più di una volta e perdere così del tempo prezioso, che potrebbe essere sfruttato piuttosto per leggere un libro, fare una passeggiata, uscire con le amiche, guardare un film o, semplicemente, dormire.
Ecco alcuni comportamenti che vi dicono che lui è solo un povero idiota insicuro e pieno di complessi:
1. Già dal primo incontro non fa altro che parlare di quanto successo abbia sul lavoro, di tutte le cose che ha fatto, di quanti soldi guadagna.
2. Parla male degli altri uomini, magari conoscenze o amicizie comuni.
3. Ti chiede di metterti in tiro e continua a ripetertelo.
4. Ti invita ad uscire affermando di avere interessanti proposte di lavoro da farti e di poterti essere molto utile.
5. Sottolinea il fatto di averti portata in un locale costoso che molti altri uomini non potrebbero permettersi.
6. Gli piaci palesemente, ma, invece di farti complimenti, ti critica.
7. Si arrabbia se ti rifiuti di avere con lui un comportamento “espansivo”, in particolare davanti alla gente.
8. Ti accorgi che ha un atteggiamento critico persino nei confronti delle altre donne, anche quelle appena conosciute.
9. Sentendosi offeso dai tuoi rifiuti, inizia a flirtare a tua insaputa con un’altra a due metri da te, raccontando anche a lei i suoi successi e altre bufale per fare colpo, invitandola anche a cena.
10. Quando lo scopri, ha il barbaro coraggio di dire: “Certo, tu mi avevi trattato male”.
Se conosci un uomo così, stai bene alla larga. È il classico sfigato. A lui non serve una donna. Serve una bambola gonfiabile. O, in alternativa, un bravo psichiatra.

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Un “like” per stare in contatto. Separati Sì Disperati No

gennaio 16, 2014

Seguimi anche su facebook, attraverso la mia pagina “Separati Sì Disperati No”. Ti basta cliccare “mi piace”. Condividi i tuoi pensieri, le tue idee, poni quesiti su qualsiasi argomento, dici la tua. Per me il tuo contributo è davvero importante.
Azzurra Noemi Barbuto

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Un uomo da evitare: il lamentoso cronico

gennaio 8, 2014

di Azzurra Noemi Barbuto
Esiste lo stereotipo della donna criticona e lamentosa, che stressa il marito o il fidanzato con inutili prediche, continue richieste, liste di fastidi. Eppure è diffuso anche il suo corrispettivo maschile, ossia il fidanzato, o il marito, che non fa altro che lamentarsi.
Il lamentoso cronico non lo fa apposta, è più forte di lui, la sua è un’attitudine naturale al lamento, a volte ereditata da una madre pesante e rompipalle. Spesso il suo è un modo per ricevere amore, cure e attenzioni, o per giustificare qualche sua mancanza. Allora ecco che arriva il lamento: “Sto male”, “Mi fa male la testa”, “Mi fa male la pancia”, “Sono stanco”, “Ho sonno”, “Ho fame”, “Sono stressato”, “Non ce la faccio”, “Ho un dolore qui”, “Ho un male lì”.
Se all’inizio tutto questo può passare quasi inosservato, con il tempo la frequenza esagerata con cui si presentano i lamenti balza agli occhi, cioè, pardon, alle orecchie. E diventa insopportabile.
All’uomo lamentoso causa fastidio ogni nostro entusiasmo. È esageratamente serio, contenuto, distaccato, mantiene sempre un certo controllo ed un certo contegno.
Sappi che tu non puoi stare male, perché sta male sempre lui. E quando sta bene, ringrazi il Signore per questo miracolo e fai di tutto per preservarlo.
Esistono donne forti, pazienti, tenaci, le uniche in grado di sopportare una vita insieme ad un uomo così. Ma anche loro prima o poi possono perdere la pazienza, o cedere per sfinimento, abbandonando il poveretto per rimpiazzarlo poi con un uomo più divertente e più leggero.
Se ti capita di imbatterti in un lamentoso, non credere mai che con il tempo possa migliorare, non illuderti di poterlo cambiare, non pensare che sia solo un periodo in cui tutto gli stia andando storto. Se non hai lo spirito da crocerossina, tanto vale mollarlo subito. Eviterai di fare la fine di Magda, moglie di Furio nel film di Carlo Verdone “Bianco, Rosso e Verdone”, chiusa in bagno da sola a ripetere disperata: “Non ce la faccio più. Non ce la faccio”.

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Separati Sì Disperati No: il nostro dolore è un’opportunità

dicembre 5, 2013

di Azzurra Noemi Barbuto
Miei cari lettori, sarà forse perché mi ritrovo qui a Milano da sola, ma oggi desidero avvicinarmi ancora un po’ di più a voi, raccontandovi di me. Mi sono trasferita qui da circa un mese, esattamente dal 29 ottobre, per avviare qui la mia attività, l’agenzia Separati Sì Disperati No, ideata e creata da me. La mia agenzia fornisce servizi professionali alle coppie in crisi, a quelle separate o in fase di separazione, nonché ai singoli e a tutti coloro che stanno vivendo un periodo difficile della propria vita. Forniamo servizi come consulenza e assistenza legale per procedimenti di separazione o divorzio, terapia di coppia, mediazione familiare (servizio svolto da me direttamente), sostegno psicologico individuale, dieta e rimessa in forma, trattamenti di medicina estetica, consulenza d’immagine, visita con il sessuologo medico, consulenza con il sessuologo psicologo, corsi per i futuri genitori, e altro ancora. Per scoprire di più sulla nostra attività, potete visitare il sito: http://www.separatisidisperatino.it
È con amore e impegno che svolgo il mio lavoro a servizio delle coppie e di tutti coloro che soffrono, spesso per amore. Io personalmente faccio anche il servizio di personal coach, ascolto in assoluta riservatezza chiunque abbia bisogno di confidarsi e di ricevere un punto di vista oggettivo e non viziato. La mia gioia più grande è vedere il cliente andare via sorridente dopo la seduta. Durante questi incontri mi è successo quasi sempre di vedere gente piangere, sia uomini che donne, di tutte le età. Questo per me è indice del fatto che i miei clienti si sentono liberi e a proprio agio davanti a me e l’incontro produce effetti proprio per questo. È molto liberatorio per loro. Spesso la gente ha solo bisogno di essere ascoltata. Ascoltare è sinonimo di amare per me, non è altro che prestare attenzione, prendersi cura dell’altro. Ognuno di noi ha bisogno di essere riconosciuto nei propri bisogni, di sapere che per l’altro esiste.
Anche lavorando con le coppie mi sono resa conto di quanto sia importante l’ascolto. Spesso una crisi di coppia nasce proprio dalla mancanza di una sana comunicazione, alla base della quale non ci sono solo parole, ma soprattutto ascolto. Ecco che spesso può succedere che una coppia si riunisca solo intervenendo sul ripristino di un dialogo efficace ed equilibrato, in cui ognuno possa trovare spazio.
Cari lettori, io ormai vivo stabilmente a Milano e la mia attività è già avviata. Chiunque desiderasse saperne di più o incontrarmi per una seduta di personal coach o una consulenza di coppia nell’ambito della mediazione familiare (la prima è gratuita), può contattarmi al numero 329/2828037.
Ciò che desidero trasmettere a tutti tramite il mio marchio e il mio lavoro è la consapevolezza che qualsiasi dolore possa essere trasformato in un’opportunità per migliorare se stessi e la propria vita. Tocca a noi dargli un senso e un valore.
Io stessa ho preso la decisione di venire qui a Milano dopo la fine di una storia d’amore molto importante. Ho tratto forza dal mio lavoro negli ultimi mesi e poi ho preso la decisione di espandere qui la mia attività e di iniziare a vivere la vita che da sempre desideravo.
Vi aspetto.
Azzurra

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Coltivare la gommosità per essere felici

ottobre 13, 2013

di Noemi Azzurra Barbuto
Difficoltà e delusioni finiscono sempre con il renderci tutti più prudenti, meno disposti a dare, ad aprirci, a fidarci, e ci induriscono almeno un po’. Se, da un lato, questo è un bene, perché ci permette di valutare meglio persone e situazioni; dall’altro, ci rende duri, a volte incapaci di riconoscere le emozioni, di viverle, di sentire. La durezza altro non è che un callo, una deformazione, una reazione. Tanto più abbiamo sofferto tanto più sarà impenetrabile la nostra corazza. Dietro questa c’è sempre la paura e, oltre questa, un animo sensibile.
Ma se la sofferenza nella vita è inevitabile, non è detto che questa debba per forza peggiorarci. Ed è proprio questo ciò che dovremmo fare: riuscire a trarre prezioso insegnamento dalle nostre esperienze più dolorose, ma facendo in modo che non ci condizionino. Se ce la faremo, saremo dei vincitori nella vita, perché non avremo ceduto facilmente alle avversità. Se, invece, permettiamo al nostro passato di trasformarci in persone schive, chiuse, sospettose, dure e inflessibili, avremo sempre e comunque perso.
Ma come si fa a crescere senza peggiorare? La risposta è davvero semplice: coltivando la nostra parte più gommosa. Ci sono cose che possiamo fare per restare morbidi come caramelle. Eccone alcune: baciare, baciare tanto ed abbracciare chi amiamo o chi ne ha bisogno; passare del tempo con un bambino, giocarci, osservando ed acquisendo il suo modo pulito di dare; sorridere; vivere con un animale domestico; stare in compagnia; cedere all’orgoglio; accarezzare; cucinare per chi amiamo; dire “ti voglio bene”; perdonare e perdonarci; non pretendere troppo da noi stessi né dagli altri; accettare noi stessi e gli altri; saltare sul letto con la nostra musica preferita e ridere; mangiare gelato; imparare a ricevere, perché, se a volte dare è difficile, ancora più arduo è concedersi di ricevere ciò a cui non si è abituati, ossia tenerezza, cure, attenzioni, amore. Purtroppo, si diventa troppo facilmente avvezzi allo stare soli, al non ricevere.
Solo coltivando la morbidezza si può essere forti…e felici. Quindi, non abbiate mai paura di praticarla.

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Nasce il divorce planner, l’organizzatore di divorzi

marzo 27, 2013

408652_149734351844557_1616516578_ndi Noemi Azzurra Barbuto
Organizzare un matrimonio è impegnativo, ma organizzare un divorzio lo è ancora di più. Non si tratta di scegliere il colore dei fiori, lo sfondo dell’invito, il menù del pranzo di nozze o l’abito da sposa; si tratta, invece, di decisioni che determineranno il restante corso della propria esistenza e che ristruttureranno le relazioni di un nucleo familiare che con la separazione non cesserà di esistere, ma solo di stare e vivere insieme.
Ad aiutarci a rendere il giorno del nostro matrimonio davvero indimenticabile ci pensa il wedding planner, figura professionale ormai diffusa anche in Italia, perché, lo sappiamo tutti, pianificare un evento così importante causa molto stress e confusione. Ma se la figura dell’organizzatore di matrimoni risulta così rilevante, in certi casi, indispensabile, lo è ancora di più quella dell’organizzatore di divorzi, ossia del divorce planner. Figura professionale non ancora affermata in Italia, il divorce planner, che può essere sia uomo che donna, ha una formazione vasta e variegata, esperienza nel settore delle separazioni coniugali e forte empatia.
Le separazioni sono in forte aumento anche in Italia (dati Istat) e molte sono le problematiche correlate alla fine di un matrimonio, soprattutto quando ci sono dei figli. Il dolore, la rabbia, il rancore, la delusione, il senso di abbandono, la paura, sono sentimenti che impediscono a chi vive l’evento drammatico della separazione di affrontare le varie situazioni che si presentano con la lucidità e la lungimiranza necessarie.
Ecco che viene in soccorso il divorce planner, un sostegno, un consigliere fidato e riservato, un aiuto concreto e pratico. Il divorce planner, affiliato ad un’agenzia, ha a disposizione una rete di professionisti fidati con i quali ha stretto rapporti di collaborazione professionale: avvocati, mediatori familiari, psicologi, terapisti di coppia, sessuologi, chirurghi plastici, nutrizionisti, ma anche agopuntori, consulenti d’immagine, parrucchieri. Il divorce planner, in base alle esigenze del cliente, indirizza quest’ultimo verso i professionisti che farebbero al caso suo e ai quali può rivolgersi usufruendo di tariffe scontate e davvero molto convenienti.
In questo modo ci si separa risparmiando tempo, denaro e fatica. Anzi, separarsi può diventare persino piacevole e divertente, certamente non quel calvario infinito che molti vivono con lunghe attese in tribunale, udienze, soldi spesi in faccende legali, solitudine.
Nella mia agenzia di mediazione nella separazione, “Separati Sì Disperati No”, sono numerose le coppie che hanno potuto separarsi consensualmente risparmiando tantissimi soldi e ritrovando serenità e benessere, affidandosi a me nel mio ruolo di mediatrice familiare (oltre che divorce planner) per la stesura di un accordo di separazione soddisfacente per entrambi i coniugi. In seguito io ho girato di volta in volta l’accordo raggiunto in mediazione e stabilito dalle parti in piena autonomia all’avvocato, che lo ha tradotto in termini legali e portato in tribunale per l’omologazione (da questa data la coppia è separata legalmente).
Ma nella mia agenzia ho accolto e accolgo ogni giorno anche coppie in crisi che non vogliono separarsi ma provare a recuperare il loro rapporto. In questi casi, le affido alla terapista di coppia. Numerosi sono i coniugi che hanno risolto i loro conflitti attraverso il percorso con il terapista. E poi ancora donne e uomini, giovanissimi e meno giovani, che non hanno superato la fine di un amore e che cercano un sostegno psicologico o che hanno solo bisogno di essere ascoltati; donne e uomini che desiderano ricominciare una nuova vita, cambiare look, stare meglio nella loro pelle, anche affidandosi al dietologo o al chirurgo estetico; persone in cerca di un partner compatibile.
Questo è il mio lavoro di divorce planner: rispondere a quella richiesta di amore e di ascolto che viene dal mondo, dalla gente, andare oltre le parole e l’apparenza, comprendere, tendere una mano, rassicurare, mostrare nuove prospettive ed il lato positivo che c’è sempre, anche in un evento doloroso come la separazione, che non è l fine, ma un nuovo e promettente inizio. Dipende tutto da noi stessi.E come dico sempre ai miei clienti: “Il modo in cui ti separi determina il tuo futuro e quello dei tuoi figli. Rendilo il più facile possibile”.Se desideri diventare divorce planner, essere formato ed affiliarti al mio marchio e alla mia agenzia “Separati Sì Disperati No”, contattami via mail: azzurranoemi@hotmail.it

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Rinnovare la casa per rinnovarsi

marzo 26, 2013

bigdi Noemi Azzurra Barbuto
Cambiare look per cambiare vita. Chi di noi non lo ha mai fatto? Ogni volta che ci troviamo a vivere dei periodi di crisi, cerchiamo sempre di apparire diversi allo specchio. Questo indica un bisogno di rinnovamento che parte dall’interno e si concretizza anche esteriormente.
Ma per sentirsi meglio e rompere con il passato, è utile anche cambiare ciò che ci sta intorno, in primo luogo, l’ambiente in cui viviamo, cioè la nostra casa, che ci influenza molto.
Ogni luogo ci comunica sensazioni, che possono essere sia negative che positive. Può anche succedere che un posto in cui siamo stati bene inizi a comunicarci stati d’animo di malessere, o di insofferenza, di ansia, di inquietudine, magari perché in quel medesimo ambiente abbiamo vissuto dei momenti brutti o anche belli e ormai trascorsi. Rompere con il passato implica anche questo: cambiare l’ambiente circostante nel quale fino ad oggi abbiamo vissuto e creare atmosfere nuove.
Non sempre cambiare casa è possibile, soprattutto di questi tempi. La soluzione più pratica e anche più divertente è quella di cambiare l’aspetto della nostra abitazione. Basta davvero poco per farlo e per trasformare una vecchia stanzetta nella camera dei nostri sogni.
Il primo passo è per alcuni anche il più difficile da fare: liberarsi di tutte le cose inutili che abbiamo accumulato nel tempo e di cui non siamo mai riusciti a liberarci. Vecchi ninnoli, mobili usurati dal tempo, scartoffie varie, scatole, scatoline, cianfrusaglie non fanno altro che togliere spazio e respiro all’ambiente. Quindi, armatevi di un grosso sacco e buttate via tutto. Vi sentirete subito meglio e noterete già un cambiamento importante.
Se proprio non riuscite a liberarvi di un determinato oggetto e mobile, allora reinventatelo, pitturatelo, dategli un uso diverso o una nuova posizione. Date libero sfogo alla vostra fantasia e alla vostra creatività.
Cambiate assolutamente il colore delle pareti, scegliendo colori soffici e luminosi. La parola d’ordine è “luce”, ma ricordate che anche i colori più scuri, come il grigio, possono creare un’atmosfera molto confortevole ed elegante, basta adattarci dei mobili chiari, magari bianchi. Ne risulterà un ambiente molto moderno. Il mio consiglio è quello di non caricare troppo gli spazi. Il vuoto non deve essere riempito a tutti i costi.
Non abbiate paura di osare. Anche una parete rossa può darvi energia.
Comprate qualche bella lampada o delle luci colorate e sistematele in punti strategici. Mettete ordine dentro e fuori voi stessi.
Il gioco è fatto.
Entrate nella vostra casa nuova. E iniziate una nuova vita.

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lo chignon: per sedurre basta sollevare i capelli, non la gonna

marzo 26, 2013

audrey_hepburn_69151-1400x1050di Noemi Azzurra Barbuto
Acconciatura tipica delle ballerine, lo chignon è da sempre sinonimo di eleganza, ma, nello stesso tempo, è un modo pratico di tenere in ordine i capelli.
Lo sapevano bene le donne ateniesi e romane che, indossati pepli leggeri, raccoglievano i capelli per scoprire il collo e le spalle, fermandoli sulla nuca con fermagli d’oro.
Ogni epoca ha la sua pettinatura, eppure lo chignon lo ritroviamo sempre, più o meno in voga, nelle occasioni speciali, nei matrimoni, nei balli ufficiali, nel cinema, alla notte degli Oscar. Basti pensare alla pettinatura di Audrey Hepburn nel film “Colazione da Tiffany”, acconciatura che consacrerà l’attrice per sempre come icona di stile e di eleganza.
A tutti piacciono chiome sciolte e fluenti, che siano bionde, rosse o nere, non possono non affascinare e colpire. Ma lo chignon seduce forse di più, perché stimola la fantasia, dona alla donna un pizzico di mistero e maggiore eleganza, in più scopre, lascia nuda la nuca, il collo, le orecchie, tutte zone del corpo altamente erogene e sexy. Prova questa che esiste un modo di affascinare più sottile e più potente di quello che spinge spesso una donna a scoprirsi troppo, mettendo in bella mostra gambe, seno, pancia, cosce.
Forse che il denudarsi non sia l’ultimo ed estremo tentativo di colpire l’altro sesso da parte di chi conosce poco l’arte della seduzione e non possiede altre armi?
In cosa consiste, in fondo, il fascino se non nel mistero? E cosa esiste di più misterioso di una donna con chignon? Ti domandi quanto lunghi siano i suoi capelli e come starebbe sciogliendoli. Cerchi di immaginarla con i capelli sulle spalle, liberi…Ti sembra quasi di vederla…Ma non a tutti è concesso. Ed ecco che ti piace ancora di più, perché ti appare diversa dalle altre.
Lo chignon, inoltre, scoprendo bene il viso, enfatizza e mette in risalto gli occhi, lo sguardo, l’arma di seduzione più potente che possiede una donna. Lo chignon è sexy, ma nello stesso tempo castigato, rigoroso, strutturato, elegante.
Ci sono colori che non passano mai di moda: il bianco, il nero, il rosso. Ci sono abiti che non passano mai di moda: il little black dress o tubino nero. Ci sono accessori che non passano mai di moda: la collana di perle, gli occhiali neri. E poi c’è lo chignon, eleganza senza tempo. Molto più di un’acconciatura. Uno stile.