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Trent’anni-single

settembre 29, 2013

di Noemi Azzurra Barbuto
La famiglia è dove ci sono due o più esseri viventi che si amano. Ma la gente è abituata a schematizzare ogni cosa, per rassicurarsi, persino i sentimenti. Ci sono quelli legali, legittimi; e quelli illegali, illegittimi. Così due persone che vivono insieme senza essere sposate, pur amandosi, non saranno mai considerate “una famiglia”. Si pensa al matrimonio come qualcosa che sistemerà le cose, che sistemerà tutto: se c’è un figlio in arrivo, il matrimonio è la soluzione; se ci si è rotti gli zebedei di stare insieme, allora è il momento giusto per sposarsi; se si sta insieme da troppo tempo, allora è opportuno sposarsi; se la gente si aspetta che quei due si sposino, allora è conveniente non deluderla; se si vuole un figlio, allora ci si sposa; se si ha già casa e lavoro, allora ci si può sposare; se tutti gli altri lo hanno fatto e voi ancora no, allora meglio affrettarsi. Più vado avanti e più mi rendo conto di quanti matrimoni senza amore ci siano intorno a me. E non parlo di matrimoni in cui è finito l’amore, ma in cui non c’è stato mai. Allora mi chiedo: perché? Davvero la gente subordina ancora la propria felicità alla regola sociale che ad un certo punto la vuole sposata e con figli, magari pure frustrata, ma purché accoppiata dopo un “sì” davanti ad un altare e festeggiamenti solenni e spesso pacchiani? Forse il matrimonio non è affatto cambiato rispetto ai tempi in cui era considerato semplicemente un patto di tipo economico, un affare, un baratto.
Anche io sono una di quelle persone che credevano che a trent’anni sarebbero state sposate e con minimo un figlio. Ma tra un mese compio trent’anni e sono single e non sento nessuna ansia, non sento il tempo che mi incalza, non sento l’urgenza di prendere il primo che mi capita e sposarmelo, non mi ubriaco a casa da sola il venerdì sera come Bridget Jones, eppure ogni giorno qualcuno parla della mia serena condizione come un problema a cui trovare soluzione. “Sei bella, non puoi stare sola, dobbiamo fare qualcosa”. O il mio cliente che mi chiama per farmi una proposta indecente: “Tu sei single, io pure e voglio sposarmi. Hai trent’anni. Sposiamoci io e te”. Piuttosto muoio. E non sono pochi i miei clienti, molto giovani, che soffrono dell’ansia di crescere e non sposarsi. È una sindrome dilagante non solo tra le donne.
Sì, ho trent’anni e sono single. Non ho fretta di sposarmi. Non ho paura io che questo non avvenga mai. Non sono vittima dei miei ormoni, neanche loro mi perseguitano per avere un figlio ora ché poi è tardi. Le mie paure sono altre: mi fa paura essere sola in una relazione di coppia, andare a letto con un uomo che non amo, che non mi piace; trasformarmi in una di quelle donne rompipalle che chiedono al proprio uomo: “Quando mi sposi?”; diventare infelice, acida e aggressiva; non realizzarmi mai; sposarmi perché è giunta l’ora e non perché sono pazza pazza di amore.
Ricordati che un matrimonio è per la vita. È vero, puoi sempre separarti, è il mio mestiere questo. Ma non è questo il presupposto per prendere una decisione tanto importante. Il matrimonio lo devi sentire. E sappi che per essere una famiglia non serve il matrimonio; però, solo quando l’amore c’è, non c’è nessuna ragione per non farlo.

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