h1

In amore le strategie servono?

giugno 14, 2011

di Noemi Azzurra Barbuto

«Nella guerra d’amor vince chi fugge», recita un antico proverbio. Prova che in amore, come in guerra, sono sempre esistite strategie e ci si è sempre interrogati sulla loro efficacia. Ma, se da un lato, la guerra, con lo sviluppo delle nuove teconologie, ha assunto via via nuove forme ed ha dovuto adattare le tattiche ai mezzi; dall’altro, l’amore non è mai cambiato e mai cambierà. E così le sue regole.

Parlare di strategie è un po’ come parlare di finzione. E per questo ci si chiede, innanzitutto, se sia lecito simulare in amore.

Viviamo in un mondo fatto di plastica e noi stessi, nella vita di tutti i giorni e senza cattiveria, siamo portati a fingere in tante piccole cose. Tuttavia, se fingere è ammesso fuori di casa e per motivi di opportunità (e non di opportunismo, altrimenti sarebbe bieca ipocrisia), non lo è più in casa e con le persone che ci sono più prossime e che amiamo.

Ma esiste una fase, in ogni relazione, in cui due persone sono ancora sconosciute l’una all’altra, non si amano, pur sentendosi vicine e condividendo un forte desiderio di stare insieme. È la fase del corteggiamento, quella in cui ciascuno cerca di mostrare all’altro il meglio di sé ed in cui ciascuno, in qualche modo, adotta delle piccole strategie, sia per capire quanto l’altro sia interessato sia per alimentare le fiamma appena accesasi.

In questa fase, adottare delle piccole strategie non solo è lecito, ma anche conveniente. Tuttavia, è importante non fingere di essere persone diverse da quelle che siamo, altrimenti il rischio è che l’altro si innamori di qualcuno che non esiste. E la storia, in questo caso, sarebbe destinata inevitabilmente a naufragare. Infatti, si può fingere per qualche giorno, non per tutta la vita.

Inoltre, chi aspirerebbe ad avere accanto una persona che non lo ama per ciò che è, con la quale non potersi sentire libero di essere semplicemente se stesso? Questa è la schiavitù peggiore che esista. E l’amore stesso, in fondo, altro non è che liberazione da tutte le finzioni del mondo e della vita quotidiana, perché non esiste niente di più bello che tornare a casa e poter sfogare con chi ci ama la fatica dell’avere dato il meglio di sé e la delusione dell’avere comunque perso, o la gioia dell’avere vinto.

Dunque, in amore le tattiche servono, ma non dobbiamo mai aspirare ad un rapporto tattico.

La strategia, inoltre, ha molto a che fare con la competizione e nulla rovina maggiormente il rapporto di un clima di competizione tra i due parteners, che non devono essere antagonisti, bensì protagonisti della stessa storia d’amore.

Ma allora quali regole possono essere applicate all’inizio? Nella fase del corteggiamento, non c’è nulla di sbagliato nel mostrare la parte migliore di se stessi. L’errore è credere però che, mostrando quella peggiore, ossia i nostri fallimenti, le nostre delusioni, i nostri problemi ed i nostri difetti, l’altro non si innamorerebbe mai di noi e scapperebbe via. Tuttavia, è importante, in questa prima fase, mostrarsi sempre positivi, non piangersi addosso, non raccontare subito di quanto ci si sente soli, di quanto sia stato faticoso chiudere l’ultima storia, e così via. Ci sarà tempo poi per tutto il resto. Ed una dose di mistero non fa altro che accentuare il fascino di ciascuno.

Bisogna trasmettere all’altro un senso di autonomia, che gli faccia capire che la nostra vita sarebbe bella insieme a lui o lei, ma lo è anche senza. Quindi, mai fare tante telefonate, mai mandare tanti messaggi. «Bisogna muoversi come ospiti, pieni di premure, con delicate attenzioni, per non disturbare», dice Franco Battiato nella sua canzone “Tutto l’universo obbedisce all’amore”.

Insomma, bisogna fare sentire la propria presenza, per non correre il rischio che l’altro avverti disinteresse e menefreghismo, ma non bisogna invadere lo spazio dell’altro e trasformarsi così in un peso.

In fondo, queste regole non valgano soltanto all’inizio, ma sempre. Ognuno di noi ha bisogno del suo spazio. Ed i rapporti più felici sono quelli in cui ciascun partner con fiducia riconosce all’altro l’esigenza di stare da solo. Inoltre, sia uomini che donne sono più attratti dalle persone indipendenti.

Sfatiamo un mito: non sono solo le donne ad applicare certe piccole strategie, ma anche gli uomini. Spesso non chiamano subito dopo il primo incontro per non dimostrarsi invadenti, per non manifestare un interesse eccessivo, che potrebbe avere un effetto negativo. Sanno temporeggiare. Tuttavia, un uomo veramente interessato non resisterà a lungo e chiamerà, inviterà la donna ad uscire.

Non è importante che sia l’uomo a fare il primo passo. Il primo passo può anche farlo lei. Ciò che conta è che una donna mantenga sempre la sua eleganza e la sua dignità. Non esiste afrodisiaco più potente di questo. Mai correre dietro ad un uomo. Tutto ciò che si ottiene è vederlo correre ancora più veloce.

In fondo, perché correre dietro a chi scappa via? Si rischia soltanto di cadere, di stancarsi, di sfinirsi, di non accorgersi di tutto ciò che di meglio c’è intorno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: