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Al cinema per imparare il diritto

novembre 4, 2009

Manisullacitta

di Noemi Azzurra Barbuto

“Legge e grande schermo”, non è un film tratto dall’ultimo libro di John Grisham, ma un proficuo metodo di studio. Imparare il diritto attraverso il cinema è forse un metodo inedito, ma di sicuro effetto, considerando il gran numero di studenti che ogni giovedì riempiono la sala del cine-teatro Siracusa di Reggio Calabria per assistere, di volta in volta, alla visione di un film che costituisce lo spunto per affrontare e discutere insieme ai professori della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria un tema giuridico sempre diverso.

L’iniziativa del Cine-forum, “La ricerca del fenomeno giuridico…nei film”, è stata promossa dall’Associazione studentesca “Aventi Diritto”, in particolare dal presidente, Michele Sergi, dal vicepresidente, Enrico Mancini, (eletti anche al Consiglio degli studenti), dal segretario, Marco Strati, e dai membri Giovanni Meduri, Filippo Oliva, Nicola e Silvio Sicilia.

Si tratta in tutto di sette visioni di celebri film, alcuni più recenti, altri più vecchi ma più che mai attuali, come quello che è stato proiettato al Politeama Siracusa, “Le mani sulla città”, film di Francesco Rosi, con Rod Steiger e Guido Alberti, girato nel 1963. La pellicola è una spietata denuncia della corruzione e della speculazione edilizia dell’Italia degli anni Sessanta.

“Un film con il quale mi sono confrontato tutta la vita – afferma il prof. Enrico Costa, presidente del Corso di Urbanistica della Facoltà di Architettura – che ha fatto prendere coscienza a tutti dei rapporti di forza sul territorio e i compromessi che spesso si fanno. Questo è un film etico per me, definito una grande ed autentica lezione di urbanistica. In esso il rapporto legalità-territorio emerge in modo evidente. Il messaggio civile e culturale che lancia è molto forte. Per questi motivi è un film che ha colpito generazioni di giuristi, architetti, amministratori. Quando lo vidi per la prima volta, ero un giovane studente della facoltà di architettura e feci una scelta: non mi sarebbero mai interessati simili compromessi”.

Si riferisce alla speculazione edilizia, il prof. Costa, in particolare alla corruzione che, soprattutto nel Mezzogiorno, ha prodotto la trasformazione del nostro territorio in un ammasso di edifici spesso incompleti e situati in zone poco adatte, se non persino pericolose per la sicurezza di coloro che li abitano. “L’urbanistica – conclude Costa è previsione, spesso fastidiosa, ma dopo si ha ragione. A 18 anni ho visto questo film, ora, verso i 70, mi indigno ancora per ciò che vedo in giro e, se potessi cambiare qualcosa, lo farei”.

Un tema di grande attualità, dunque, soprattutto in seguito agli ultimi avvenimenti che si sono verificati nel nostro Paese, come il terremoto in Abruzzo e l’alluvione di Messina, che hanno prodotto numerosi morti, vite che molto probabilmente, se fossero state applicate e rispettate le leggi in materia edilizia, non si sarebbero così tragicamente spente. Si tratta, inoltre, di un tema che ci riguarda da vicino, dal momento che nella provincia reggina il fenomeno dell’abusivismo è molto diffuso e ci troviamo in una zona a forte rischio sismico.

“Il film è angosciante – afferma il prof. Francesco Manganaro, docente di diritto amministrativo presso la Facoltà di Giurisprudenza – la realtà che abbiamo intorno lo è allo stesso modo, ma questo non vuol dire che non dobbiamo muoverci, tutt’altro, è indispensabile una reazione civile. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa di importante. La domanda fondamentale che dobbiamo porci non è cosa fanno i politici, ma cosa facciamo noi. C’è bisogno da parte nostra di una presa di coscienza, bisogna evitare che cada sempre il silenzio su tutto, creando gruppi e collettività sociale. L’Università in questo processo ha un ruolo importante: mettere in tutti noi il seme del dubbio, della ricerca, della conoscenza, e la conoscenza non è silenzio. E’ così che l’Università diventa un luogo di discussione, e di approfondimento su problemi che riguardano tutti noi”.

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