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La vita nottura di Reggio Calabria: tra trans e cocaina

dicembre 24, 2009

di Noemi Azzurra Barbuto

Esiste una Reggio perbenista e benpensante che si compiace di sé ed esiste una Reggio che di notte, strappate via le pesanti e doverose apparenze, si traveste. Ed abita le strade vuote del centro e i suoi angoli semibui. Due facce della stessa medaglia.

Eppure, chi lo direbbe che quegli uomini che camminano in giacca e cravatta durante il giorno siano gli stessi che freneticamente vanno in cerca, tra quelle strade ed in quegli angoli, di quella libertà piena che si negano alla luce del sole, come se fosse una boccata di ossigeno? Sono disposti a pagare per averla.

Sì, sono anche e soprattutto sposati, con figli, mogli che li aspettano a casa; professionisti anche noti, secondo quanto ci ha raccontato Serena, gli uomini che le chiedono prestazioni sessuali a pagamento. Ma lei non è una prostituta qualsiasi, bensì un trav. La differenza tra trav e trans ce la spiega lei stessa: «Un trav è un omosessuale che non ha subito l’operazione al seno, un trans invece è operato, sebbene mantenga i suoi attributi maschili».

«Ho anche clienti fissi – racconta Serena – vengono qui una o due volte la settimana». La loro età va dai 20 anni in su.

Quando le chiediamo se abbia intenzione di operarsi per il cambiamento di sesso, Serena afferma decisa: «Non la farò mai, potrei scoppiare ed impazzire. Però desidero l’operazione al seno e spero di farla presto».

«Capita spesso che alcuni clienti mi offrano cocaina», confessa la trav, aggiungendo che è solita declinare gentilmente l’offerta.

Serena, che ha 30 anni, si prostituisce ormai da 10 e durante il giorno si presenta come uomo, si mostra simpatica e disponibile, scherza, ci racconta con amara ironia di lei e della sua vita: un matrimonio fallito alle spalle, intrapreso nel tentativo di abbandonare questo tipo di vita, ma soprattutto per avere un bambino, la sua gioia più grande.

Le capitano anche clienti “particolari”. Ci racconta che un uomo sposato la sera prima le ha fatto una richiesta che a lei è apparsa alquanto bizzarra: «ha voluto soltanto diversi succhiotti sul collo, lamentandosi poi del fatto che la moglie avrebbe potuto vederli».

La giovane trav si è fatta un’idea personale sul perché tanti uomini, che lei considera bisessuali, abbiano voglia di andare a letto con lei. «Sono malati», dichiara, e poi scoppia in una fragorosa risata, come se prendesse in giro tutti, il mondo intero, sotto quella parrucca nera che lei continua a sistemare nervosamente, sotto gli orecchini pesanti e i numerosi anelli che esibisce fiera, persino se stessa, perché uomo non è, né vuole esserlo, donna non sarà mai, né vuole esserlo. Eppure è qualcosa di più.

Lo sa bene Morgana, trans di Reggio Calabria, operata al seno, che dichiara di non volere sottoporsi all’operazione ai genitali per non diventare completamente donna, dal momento che questo la renderebbe una qualunque, privandola di quella particolarità che tanto stuzzica gli uomini, ma anche le donne, che la cercano.

«A Reggio non c’è mercato ma c’è molta domanda», commenta Morgana circa l’universo nascosto della prostituzione maschile.

Ha 37 anni, parla cinque lingue, conosce l’attualità, la politica, la storia, ha viaggiato molto, ci tiene a mostrare la sua erudizione e il fatto che vesta bene, Morgana, rimasta orfana quando era ancora una bambina, è sola ed è cresciuta da sola. E quasi tutte le sere aspetta, dentro la sua macchina, che qualcuno, solo come lei, le si avvicini in cerca di compagnia. «Non faccio prostituzione, ma salotto», specifica Morgana.

Lei, a differenza di Serena, che non ha altri lavori e che arriva a guadagnare fino a 2,000 euro al mese, durante il giorno fa piccoli lavori per mantenersi, veste da donna e non crede che gli uomini che cercano la sua compagnia siano omosessuali, bensì esprimano la parte femminile più o meno latente in ognuno di loro.

Ma cosa cercano gli uomini che vanno con i trans? Una tenerezza che le donne non sanno più dare, o qualcosa che le donne non possono dare? Cercano un uomo mascherato da donna o una donna resa più donna attraverso l’esasperazione dei caratteri tipicamente femminili?

O forse il trans, con i suoi seni finti, con le sue fattezze mascoline ed i suoi colori sgargianti, rappresenta proprio il modello di bellezza femminile attuale e dominante offerto anche dalla televisione.

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6 commenti

  1. fatto, su oknotizie.it


  2. interessante


  3. buona sera ho letto il vostro articolo e devo dire che mi ha colpita molto mi è sembrato di leggere la mia vita,anchio un matrimonio fallito,ho iniziato a cercare la dolcezza nei trans e trav fino a circa 2 mesi fa che ho deciso di trav anchio,mi sentoun altra persona e nesono fiera anche se per ora è solo di nascosto perchè i miei genitori non capirebbero mai…..
    jasmin trav


    • Buonasera a Lei,
      Sono molto contenta che si sia rispecchiata nella testimonianza di vita che ho raccolto in questo mio articolo. Spero che Le sia stato utile in qualche modo.
      Mi piacerebbe molto raccogliere e poi raccontare la sua storia, la sua esperienza, ciò che prova e ha provato. Se Lei fosse d’accordo, La pregherei di contattarmi in privato, sulla mia email: azzurranoemi@hotmail.it. Le garantisco l’anonimato assoluto.
      Inoltre, credo che parlare possa aiutare a capire e a capirsi meglio.
      Io sono anche scrittrice.
      A presto.
      Noemi Azzurra Barbuto.


  4. Ciao ho letto l’articolo. Io sono una trav. squillo di Cosenza quindi a differenza dell’intervistate lavoro in appartamento. Se posso vorrei dire la mia sui frequentatori delle trans. L’uomo che decide di avere un rapporto con noi inanzitutto non è malato ed è soprattutto bisex e sa bene quello che vuole. L’innagine femminile serve solo a rompere il ghiaccio. Per gli uomini diventa un gioco spichico ma poi sanno bene, ripeto quello che vogliono. Per capirci un uomo abituato ad avere rapporti solo con donne nn si imbatterebbe mai in un rapporto gay e proprio qui che entra in gioco la femminilità che a mio avviso è solo un espediente che fa da tramite al rapporto tra due uomini.


    • E’un punto di vista molto interessante, inoltre, lo ritengo fondato e valido anche scientificamente. Sarebbe bello approfondire. Io vorrei scrivere un altro pezzo sull’argomento. Ti andrebbe di fare un’intervista tramite email? Garantisco l’anonimato, che ti permetterà anche di sentirti più libera di esprimerti.
      Contattami quando vuoi sulla mia mail: azzurranoemi@hotmail.it
      A presto e grazie.
      Noemi.



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